L'ULTIMO COMUNICATO DEL COORDINAMENTO NAZIONALE

EsteroNews

Stare sulla nostra terra per raggiungere le stelle

Carə compagnə,

Saluti dalla redazione di Tricontinental: Institute for Social Research

Secondo l’Organizzazione delle Nazioni Unite per l’Educazione, la Scienza e la Cultura (UNESCO), la pandemia ha interrotto l’istruzione di più dell’80% dei bambini del mondo. Anche se questa constatazione è sconvolgente, è stato certamente necessario chiudere le scuole mentre il Covid-19 lacerava la società. Qual è stato l’impatto di questa decisione sull’istruzione? Nel 2017 – prima della pandemia – almeno 840 milioni di persone non avevano accesso all’elettricità, il che significava che, per molti bambini, l’istruzione online era impossibile. Un terzo della popolazione globale (2,6 miliardi di persone) non ha accesso a internet, il che – anche se avessero l’elettricità – rende impossibile l’istruzione online. Se andiamo più a fondo, scopriamo che le percentuali di coloro che non hanno accesso ai dispositivi necessari per l’apprendimento online – come computer e smartphone – sono ancora più disastrose, con due miliardi di persone prive di entrambi. La chiusura delle scuole, quindi, ha portato centinaia di milioni di bambini e bambine in tutto il mondo a mancare d’istruzione per quasi due anni.

Macro-dati come questi sono illustrativi ma ingannevoli. La maggior parte delle persone senza elettricità e internet vive in parti dell’Africa, dell’Asia e dell’America Latina. Per esempio, prima della pandemia, un/a bambinə su cinque nell’Africa sub-sahariana, nell’Asia occidentale e nell’Asia meridionale non era mai entratə in un’aula di scuola primaria. Una bambina su tre non aveva accesso all’istruzione nell’Africa settentrionale e nell’Asia occidentale, tra i compagni di scuola maschi se ne contano uno su venticinque.

Le proiezioni dimostrano che un/a bambinə su quattro nell’Asia meridionale (circa 2 miliardi di abitanti), un/a bambinə su cinque in Africa (circa 1,2 miliardi di abitanti) e in Asia occidentale (circa 300 milioni di abitanti) probabilmente non andrà mai a scuola. Gli studi sulla capacità di lettura di bambini e bambine sotto i dieci anni approfondiscono il senso di queste disuguaglianze: nei paesi a basso e medio reddito, il 53% dei/lle bambinə non è in grado di leggere e comprendere una semplice storia alla fine della scuola primaria, mentre nei paesi poveri questo numero sale all’80% (nei paesi ad alto reddito, questo tasso è del 9%).

La distribuzione geografica dei paesi a basso e alto reddito conferma le stesse vecchie divisioni. Dimostrare le disuguaglianze geografiche è stato anche il principale obiettivo del dossier nr. 43 (CoronaShock and Education in Brazil: One and a Half Years Later, agosto 2021), riassunte nelle sette tesi sul presente e sul futuro dell’istruzione in Brasile. Queste disuguaglianze regionali e di genere hanno preceduto la pandemia, ma sono state esacerbate a causa dei lockdown.

Mancano i fondi

Segnali di miglioramento non sono ancora visibili. All’inizio di quest’anno, la Banca Mondiale e l’UNESCO hanno notato che, dall’emergere della pandemia del Covid-19, due terzi dei paesi in via di sviluppo hanno tagliato i loro budget per l’istruzione. Questo è catastrofico per ampie parti del mondo dove studentesse e studenti si affidano all’istruzione pubblica e non a quella privata. Prima della pandemia, questi divari erano già enormi: nei paesi ad alto reddito, i governi spendevano 8.501 dollari a bambinə in età scolare, mentre nei paesi più poveri l’importo era di soli 48 dollari. Gli effetti economici negativi della pandemia sui paesi in via di sviluppo faranno aumentare i divari e ci sono poche speranze di recupero.

Di conseguenza, ci saranno meno risorse per colmare i divari energetici, digitali e di dispositivi, con la mancanza di fondi quasi totale per costruire sistemi di prestito per smartphone, per esempio, e risorse ancora minori per formare gli/le insegnanti su come gestire il ritorno di studentesse e studenti in classe dopo una pausa di due anni. Poiché i tassi di vaccinazione sono rimasti bassi nei paesi a basso reddito, le chiusure continueranno all’infinito o si rischieranno ulteriori contagi nelle scuole.

Il divario di genere

Recentemente, il governo indiano ha pubblicato il suo rapporto annuale sullo stato dell’istruzione 2021, dimostrando che un gran numero di bambinə non ha frequentato la scuola l’anno scorso e che meno di un quarto ha avuto la possibilità di accedere alla didattica a distanza. Poiché la situazione economica delle famiglie della classe media è peggiorata durante la pandemia, le iscrizioni sono diminuite nelle scuole private e aumentate nelle scuole pubbliche. Nel contesto di diminuzione della spesa pubblica per l’istruzione, questo cambiamento porterà ad un aumento di pressione su studentesse e studenti e sul personale della scuola pubblica, specialmente sugli/lle insegnanti.

Una ricerca della Students’ Federation of India (SFI) rivela che queste disuguaglianze continuano nell’istruzione superiore, con la scoperta di un netto divario di genere del 50% tra coloro che usano internet attraverso i loro telefoni cellulari in India (21% delle donne contro il 42% degli uomini). Secondo i dati del governo, in alcuni quartieri solo il 3,47% delle scuole ha accesso alle tecnologie dell’informazione e della comunicazione (TIC). A peggiorare le cose soprattutto per le giovani donne è stata la chiusura degli ostelli universitari: vivere fuori dalla casa di famiglia serviva come scappatoia dal soffocamento del patriarcato in infinite forme, compresi i matrimoni precoci e le pressioni del lavoro riproduttivo.

Un’alternativa concreta in Kerala

Nel frattempo, una luce illumina il Kerala, uno stato nel sud dell’India governato dal Fronte Democratico di Sinistra (LDF) dove i tassi di istruzione raggiungono il 90%. Qui il governo LDF ha aumentato il budget per l’istruzione e permesso agli auto-governi locali di decidere come spendere i fondi. Prima della pandemia, il governo LDF del Kerala ha costruito aule ad alta tecnologia; una volta iniziata la pandemia, ha creato le infrastrutture necessarie per permettere l’apprendimento online. Durante la pandemia, oltre 4,5 milioni di studentesse e studenti hanno frequentato la scuola non attraverso smartphone e computer, ma attraverso First Bell, una trasmissione dalle 8:30 alle 17:30 sul canale televisivo di proprietà del governo Versatile ICT Enabled Resource for Students (VICTERS). Per le famiglie è molto più facile accedere a una televisione che alla più costosa tecnologia digitale. L’esempio del Kerala dimostra la centralità di organizzare l’istruzione basandosi sulle capacità esistenti di una comunità.

L’istruzione non riguarda solo i dispositivi e le aule, ma anche il metodo e il contenuto dell’insegnamento (un punto che vale la pena notare nel centenario della nascita del grande educatore Paulo Freire, la cui eredità è discussa nel nostro dossier nr. 34, Paulo Freire and Popular Struggle in South Africa). Molti dei successi del Kerala sono la conseguenza di una cultura socialista che crede in ogni bambinə e nell’importanza di elevare piuttosto che denigrare le culture della classe operaia e contadina.

È sempre tempo di imparare…

Arriva dal Brasile la notizia che il Movimento dei Lavoratori Senza Terra (MST) ha permesso l’alfabetizzazione di più di 100.000 persone negli ultimi trentasette anni. Il MST usa tecniche freireane e il modello d’educazione cubano Yo Sí Puedo (Sì, posso) sviluppato dall’Istituto Pedagogico Latinoamericano e dei Caraibi (IPLAC). Questo modello è stato sviluppato dopo che Fidel Castro nel settembre 1960 aveva promesso di aumentare il tasso di alfabetizzazione al 100%. In otto mesi, il paese ha realizzato un’alfabetizzazione quasi totale attraverso la Campagna Cubana di Alfabetizzazione. Un quarto di milione di persone, metà delle quali sotto i diciotto anni, si offrirono come volontari per andare nelle zone rurali e passare notti e fine settimana a migliorare le abilità dei contadini con gessi e lavagne. Piuttosto che trattarli come analfabeti a cui bisognava dire cosa fare, i volontari partirono da ciò che i cubani già possedevano in termini di conoscenza, migliorandolo tramite l’alfabetizzazione.

Leonela Relys Diaz, una delle giovani volontarie della campagna di alfabetizzazione, nel 2000 ha sviluppato il curriculum Yo Sí Puedo. Oggi, questo programma usa video preregistrati e culturalmente specifici insieme a facilitatrici e facilitatori locali altamente motivatə e formatə per aumentare la fiducia e le abilità delle persone. A partire dal 2003, questo programma è stato usato anche in Venezuela, dove ha aiutato a insegnare a leggere e scrivere a 1,48 milioni di adultə, sradicando in questo modo l’analfabetismo in soli due anni.

Durante la pandemia, e mentre i governi tagliano i fondi per l’istruzione, fioriscono dei progetti socialisti come quelli del governo LDF in Kerala, i programmi educativi cubani e la campagna di alfabetizzazione del MST. È sempre tempo di imparare, si legge nel programma di alfabetizzazione del MST, ma questo detto non vale per tuttə.

Una storia postcoloniale del Kenya

Durante la pandemia, l’Università di Nairobi in Kenya ha deciso di chiudere il suo Dipartimento di Letteratura. Questo dipartimento è stato un pioniere degli studi postcoloniali quando la sua facoltà trasformò il dipartimento di inglese di matrice coloniale, permettendo così a chi faceva ricerca e a studentesse e studenti di approfondire le arti e la cultura keniota e assorbire il potenziale dell’immaginazione africana. Uno degli architetti del nuovo dipartimento fu lo scrittore Ngũgĩ wa Thiong’o, che portò sia l’arte nel quartiere popolare di Kibera che la sua estetica all’università. Per questo, wa Thiong’o fu licenziato e imprigionato nel 1978. Dopo aver appreso la notizia della chiusura del dipartimento, wa Thiong’o ha scritto la poesia IMF: Fondo Internazionale Mitumba. Due spiegazioni: Mitumba è la parola Swahili che significa di seconda mano, usata qui per prendere in giro il Fondo Monetario Internazionale; la parola MaTumbo vuol dire stomaco.

FMI: Fondo Internazionale Mitumba

Prima ci hanno dato le loro lingue.
Abbiamo detto: va bene, possiamo farle nostre.
Poi hanno detto che prima dobbiamo distruggere le nostre.
E noi abbiamo detto che va bene perché con le loro diventiamo primə.
Primə a comprare i loro aerei e le loro macchine da guerra.
Primə a comprare le loro auto e i loro vestiti.
Primə acquirenti del meglio che fanno dal nostro meglio.
Ma quando abbiamo detto che potevamo batterlə
Facendo il meglio dal nostro meglio
Il nostro dal nostro
Hanno detto no, dovete comprare da noi
Anche se avete fatto il meglio del vostro meglio.
Ora ci fanno comprare il meglio che hanno già usato
E quando abbiamo detto che potevamo reagire e fare il nostro
Ci hanno ricordato che conoscono tutti i segreti delle nostre armi.
Sì, ci fanno comprare il meglio che hanno già usato
Di seconda mano, lo chiamano.
In swahili si chiamano Mitumba.
Armi Mitumba.
Auto Mitumba.
Vestiti Mitumba.
E ora il FMI impone alle università mitumba
Di produrre intellettuali mitumba.
Pretendono che chiudiamo tutti i dipartimenti
Che dicono
Dobbiamo stare sulla nostra terra,
Il miglior terreno da cui raggiungere le stelle.

Ma i politici mitumba si inchinano davanti al FMI,
Fondo Internazionale Mitumba,
e gridano
Sì signori
Noi neo-coloniali mungiamo il miglior bakshish.
La cultura Mitumba crea MaTumbo kubwa
Per pochi con la mente Mitumba.

Calorosamente,
Vijay

Chi è Vijay Prashad?

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