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Quando Lenin andò a ballare sulla neve

Abbiamo deciso di tradurre l’ultima newsletter di “Tricontinental: Institute for Social Research” – un istituto di ricerca internazionale, con sedi in India, Sudafrica, Argentina e Brasile. Buona lettura!


Ventiduesima newsletter, 2021

Care compagne, cari compagni

Saluti dalla redazione di Tricontinental: Istituto di ricerca sociale

Il 28 maggio 1871, centocinquanta anni fa, la Comune di Parigi è crollata dopo settantadue giorni. Gli operai di Parigi avevano creato la Comune il 18 marzo, facendo perno sull’onda dell’ottimismo rivoluzionario che aveva prima lambito le coste della Francia nel 1789 e poi di nuovo nel 1830 e nel 1848. La spinta definitiva per la Comune è stata la vittoria della Prussia sulla Francia in una guerra inutile. Due giorni dopo che l’imperatore Napoleone III si arrese a Helmuth von Moltke, a Parigi i generali e i politici, presi dall’ansia, formarono la Terza Repubblica (1870-1940). Ma questi uomini – come il generale Louis-Jules Trochu (presidente del Governo di difesa nazionale, 1870-1871) e Adolphe Thiers (presidente della Francia, 1871-1873) – non potevano controllare il corso della storia. Il popolo di Parigi li mise da parte e formò un proprio governo: la leggendaria Comune di Parigi.

La Comune di Parigi…oltre Parigi

Tutti gli occhi si rivolsero a Parigi, anche se Parigi non è stata l’unica sede di una simile rivolta di operai e artigiani. I coltellinai di Thiers e i setai di Lione presero per un breve periodo (solo poche ore a Thiers) il controllo delle loro città, ma sentivano tuttavia che il fallimento del governo borghese doveva essere affrontato da un governo degli operai. I loro programmi erano vari, la loro capacità di realizzarli era a macchia di leopardo, ma ciò che univa la Comune di Parigi con queste ribellioni in Francia e con molte altre in tutto il mondo, era l’affermazione che i lavoratori della seta e i coltellinai, i fornai e i tessitori, potevano governare la società senza la direzione della borghesia. Per la classe operaia di Parigi, nel 1870 era chiaro che i politici borghesi e i generali li avevano mandati a morire sui campi di battaglia di Sedan, si erano arresi alle richieste prussiane e avevano poi fatto pagare alla classe operaia i costi della guerra. Il relitto della Francia doveva essere preso in mano dagli operai.

Poche settimane dopo la sconfitta della Comune di Parigi, Karl Marx scrisse un breve opuscolo qu questa esperienza per il Consiglio Generale dell’Associazione Internazionale dei Lavoratori. Questo testo, Der Bürgerkrieg in Frankreich (“La guerra civile in Francia”), giudicava la rivolta per quello che era, vale a dire una notevole dimostrazione della possibilità di una società socialista e dell’importanza per quella società di creare le proprie strutture statali. Marx, che comprendeva perfettamente il percorso accidentato della storia, riconobbe che, nonostante il massacro condotto dalla borghesia per impossessarsi di nuovo di Parigi, la dinamica iniziata con la Rivoluzione del 1789 e portata avanti dalla Comune di Parigi nel 1871 non poteva essere fermata: le vecchie gerarchie ereditate dal passato e le nuove gerarchie forgiate dal capitalismo erano incompatibili con lo spirito democratico.

Dalle ceneri della Comune di Parigi sarebbe sorto l’esperimento di democrazia socialista successivo, che verosimilmente sarebbe caduto, e da lì sarebbe scaturito un altro esperimento. Tali esperimenti, promossi dall’Internazionale, emergevano dalle contraddizioni della società moderna. “Non può essere soffocato da nessuna quantità di carneficina”, ha scritto Marx, “per eliminarlo, i governi dovrebbero eliminare il dispotismo del capitale sul lavoro – le condizioni della loro stessa esistenza parassitaria”.

Paris Commune 150

La Comune di Parigi del 1871 rimane vitale per la nostra immaginazione politica, le sue lezioni sono una parte necessaria dei nostri processi odierni. Ecco perché ventisette editori – dall’Indonesia alla Slovenia fino all’Argentina – si sono riuniti per produrre il libro commemorativo Paris Commune 150 (che dal 28 maggio può essere scaricato in diciotto lingue dai siti delle case editrici di 15 paesi e in inglese, spagnolo e portoghese dal nostro sito). Il libro raccoglie il saggio di Marx, la discussione di Vladimir Lenin su quel saggio (da Stato e Rivoluzione, 1918) e due saggi esplicativi sul contesto e la cultura della Comune scritti da me e da Tings Chak, referente della progettazione e ricercatore al Tricontinental: Institute for Social Research.

Dalla Comune alla Rivoluzione d’Ottobre

Nel 1918, il settantatreesimo giorno della Rivoluzione d’Ottobre e della Repubblica Sovietica, Vladimir Lenin lasciò il suo ufficio all’Istituto Smolny (Pietrogrado) e ballò sulla neve. Celebrava la sopravvivenza dell’esperimento sovietico oltre la durata di quello della Comune di Parigi. Cinque giorni dopo, Lenin si rivolse al Terzo Congresso dei Soviet di tutta la Russia, dove disse che la loro Comune era sopravvissuta a quella di Parigi 1871 a causa delle “circostanze più favorevoli” in cui i “soldati, operai e contadini russi erano stati in grado di creare il governo dei Soviet”. Non mantennero il vecchio stato zarista con le sue abitudini oppressive; crearono, invece, un nuovo “apparato che ha plasmato il mondo intero sui loro metodi di lotta”. Questi metodi includevano il richiamo nelle varie classi chiave al “lungo periodo di transizione più o meno difficile” necessario per forgiare una società socialista. Ogni sconfitta – della Comune di Parigi nel 1871 e, in seguito, dell’URSS – è una scuola per lavoratori e lavoratrici. Ogni tentativo di costruire il socialismo ci impartisce lezioni per il nostro prossimo esperimento. Per questo vi offriamo questo libro non nel primo giorno della Comune, ma nel giorno della sua sconfitta, una giornata di riflessione sulla Comune stessa e sugli insegnamenti che ne sono scaturiti.

Imparare dalle sconfitte

Paris Commune 150 è il frutto più recente del lavoro di un gruppo informale chiamato International Union of Left Publishers (IULP), emerso da un dialogo tenutosi a New Delhi tra gli editori di sinistra in India. All’inizio del 2019 abbiamo deciso di affrontare gli attacchi contro scrittori ed editori di sinistra organizzando una giornata per celebrare i contributi dei libri “rossi”. Insieme a due editori del Sud America (il brasiliano Expressão Popular e l’argentino Batalla de Ideas), abbiamo chiesto che il 21 febbraio, giorno della pubblicazione di quel libro nel 1848, si tenesse una lettura pubblica del Manifesto comunista, nella stessa data si celebra ogni anno la Giornata internazionale della lingua madre, per questo abbiamo deciso di chiedere alle persone di leggere il Manifesto nella propria lingua. Nel 2020 e nel 2021, decine di migliaia di persone si sono unite in pubblico e online per commemorare la Red Books Day (Giorno del Libro Rosso) leggendo il Manifesto e discutendo di questo testo ancora così attuale. Ci auguriamo che, come il Primo Maggio, anche questa giornata diventi parte del calendario culturale dei movimenti politici.

I libri

L’esperienza del Red Books Day 2020 ha portato il nostro gruppo editoriale a intraprendere altri progetti, come la pubblicazione congiunta di libri speciali. La IULP ha finora pubblicato quattro di questi libri congiunti, oltre a Comune di Parigi 150:

  • Lenin 150. Il 22 aprile 2020, nel 150° anniversario della nascita di Lenin, tre case editrici (Battalla de Ideas, Expressão Popular e LeftWord Books), insieme a Tricontinental: Institute for Social Research, hanno messo insieme una serie di testi di Lenin e la poesia A Lenin, scritta daVladimir Mayakovsky nel 1924 e un saggio introduttivo, pubblicati in inglese, portoghese e spagnolo.

  • Mariátegui. Il 14 giugno 2020, compleanno del marxista peruviano José Carlos Mariátegui, sei case editrici (ora affiancate da Bharathi Puthakalayam, Chintha Publishers e Vaam Prakashan) hanno raccolto tre favolosi saggi di Mariátegui in un libro con un’introduzione del marxista brasiliano Florestan Fernandes e una prefazione di Lucía Reartes e Yael Ardiles della scuola José Carlos Mariátegui.

  • Che. L’8 ottobre 2020, il giorno dell’assassinio di Ernesto “Che” Guevara, venti editori si sono riuniti per produrre una nuova edizione di due dei saggi centrali del Che (“L’uomo e il socialismo a Cuba” e “Messaggio alla Tricontinentale”), come così come i saggi di María del Carmen Ariet García (Coordinatrice della ricerca, Centro Studi Che Guevara) e Aijaz Ahmad (Ricercatore senior, Tricontinental: Institute for Social Research).

Ciascuna delle case editrici ha utilizzato la stessa copertina per questi libri. Per la pubblicazione di Comune di Parigi 150, il dipartimento artistico ha deciso di indire un concorso per le copertine; quarantuno artisti e artiste provenienti da quindici paesi hanno presentato i loro lavori. Stiamo organizzando una mostra online delle quarantuno proposte, un numero che si avvicina a quello dei quarantasette artisti che nel 1871 fondarono la Federazione degli Artisti all’interno della Comune.

Sono due le immagini che ci hanno colpito di più. La copertina è dell’artista cubano Jorge Luis Rodríguez Aguilar, capo del Dipartimento di Grafica e Arte Digitale dell’Accademia Nazionale di Belle Arti di San Alejandro all’Avana. La quarta di copertina è di Junaina Muhammed della Federazione studentesca indiana del Kerala e del collettivo Young Socialist Artists. È appropriato che gli artisti provengano da Cuba e dal Kerala, due luoghi dove l’esperimento della Comune viene portato avanti.

Raccontare la Storia

Non molto tempo dopo la Comune di Parigi, si verificarono rivolte nelle colonie francesi dell’Algeria e della Nuova Caledonia. In entrambi i luoghi, l’esempio della Comune di Parigi è stato fondamentale. Mohammed el-Mokrani, che guidò la rivolta araba e cabila nel marzo 1871, e Ataï, che guidò la rivolta kanak in Nuova Caledonia nel 1878, cantarono le canzoni dei comunardi per poi soccombere sotto i colpi dei cannoni francesi. Louise Michel, che è stata imprigionata in Nuova Caledonia per il suo ruolo nella Comune di Parigi, ha strappato la sua sciarpa rossa in pezzi e li ha condivisi con i ribelli Kanak. Delle storie di Kanak, ha scritto:

Il narratore Kanak, se è di buon umore, se non ha fame, e se la notte è bella, aggiunge pezzi a un racconto, e altri ne aggiungono altri dopo di lui, e la stessa leggenda passa per varie bocche e varie tribù, a volte diventando qualcosa di completamente diverso da quello che era all’inizio.”

Raccontiamo la storia della Comune di Parigi come raccontavano i Kanak: la leggenda che cresce dai settantadue giorni, si espande nell’esperienza dei Soviet e nella Comune di Guangzhou del 1927, diventando qualcosa di completamente diverso, ancora più diverso e ancora più bello.

La Comune possiede una carica politica elettrica nel nostro tempo. In Venezuela, le comuni forgiate nei barrios (“quartieri”) sono stati fondamentali per la costituzione di nuove idee e forze materiali che spingono avanti la società. In Sud Africa, l’occupazione di eKhenena (‘Canaan’) a Durban, che sta affrontando una repressione prolungata, è una comune in cui l’autogestione democratica ha fornito servizi sociali, stabilito progetti agricoli e costruito una scuola politica utilizzata dagli attivisti in tutto il paese .

Calorosamente,
Vijay

Chi è Vijay Prashad?

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