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PERCHE’ NON SOSTERREMO LA CANDIDATURA DI PAOLO MADDALENA ALLA PRESIDENZA DELLA REPUBBLICA

Negli ultimi giorni abbiamo partecipato al processo che ha coinvolto decine di parlamentari del gruppo misto con l’obiettivo di scegliere un candidato condiviso alla Presidenza della Repubblica, una figura che fosse autonoma e in opposizione alle proposte delle principali forze politiche parlamentari (Draghi e Berlusconi quelle più gettonate).

Lavoravamo già da mesi alla costruzione di una campagna che respingesse apertamente la deriva autoritaria e il presidenzialismo de facto incarnati nella proposta di Mario Draghi Presidente della Repubblica. Proprio per denunciare uno scenario politico inquietante e tutt’altro che improbabile abbiamo lanciato un appello, sottoscritto da decine di personaggi di spicco della cultura e della politica italiana che ha raccolto migliaia di firme  e convocato una prima iniziativa pubblica sul tema già a inizio dicembre scorso.

E’ su questo versante che il nostro lavoro di opposizione è proseguito, fino a incrociarsi con l’esigenza dei parlamentari di opposizione nel gruppo misto di trovare una figura alternativa alle proposte fino a quel momento in campo. Per questo abbiamo partecipato attivamente all’operazione parlamentare, proponendo anche alcuni nomi.

La maggior parte dei parlamentari del gruppo misto ha indicato, come candidato comune alla Presidenza della Repubblica, Paolo Maddalena.
Paolo Maddalena, ex giudice della Corte Costituzionale, lo avevamo conosciuto negli anni per il suo impegno contro le delocalizzazioni, a difesa degli articoli 41, 42, 43 della Costituzione, per l’attuazione dei beni comuni. Per questi motivi abbiamo accettato la sua candidatura, pur non essendo egli tra i nomi che avevamo proposto noi direttamente, con il consenso del coordinamento nazionale di Potere al Popolo, lo scorso 15 gennaio.
L’ex vicepresidente della Corte Costituzionale è soprattutto conosciuto come giurista e uomo di cultura impegnato per l'”attuazione” e la difesa della Costituzione, ma non avevamo alcuna idea delle sue posizioni in materia di aborto e diritti civili, che purtroppo abbiamo appreso, dopo aver deciso il sostegno alla candidatura.

Abbiamo appreso e verificato che Paolo Maddalena ha sostenuto e che ancora oggi sostiene che la legge 194 è incostituzionale e “causa di milioni di morti”. È evidente che per noi la difesa e l’attuazione di questa legge, ancora tanto inapplicata e aggirata è un punto di principio civile politico e costituzionale fondamentale. Inoltre Paolo Maddalena si è dichiarato contrario ai matrimoni e alle adozioni omosessuali.
Queste posizioni, a partire dal rifiuto della 194, sono per noi dirimenti perché incompatibili coi nostri principi di fondo.

Per questo non possiamo più sostenere la candidatura di Paolo Maddalena alla presidenza della Repubblica.

Ci sono lotte, principi e valori a che per noi vengono prima di tutto e a cui non siamo disposti a derogare anche se questo significa ammettere un errore di valutazione, di cui ci assumiamo la responsabilità.
Proprio in questo giorno il Parlamento Europeo, con i voti anche del centrosinistra italiano, ha eletto una presidente dichiaratamente anti abortista. L’attacco al diritto all’aborto e alla libertà delle donne è in corso in Italia ed in Europa, per questo il tema non è solo di principio per noi, ma di attualità e urgenza politica e civile.

Il diritto all’aborto, la legge 194 e le lotte del movimento LGBTQI+ sono parti integranti del nostro DNA, tutt’altro che secondarie. Tanti di noi si sono formati proprio in queste battaglie e non hanno alcuna intenzione di rinunciarvi. Diritti civili e diritti sociali viaggiano di pari passo. Combattiamo ogni giorno per una società che possa realizzare pienamente entrambi i piani e assicurare a tutte e tutti di avere una vita migliore, più felice, più giusta, e continueremo a farlo.

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