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[PADOVA] UN ALTRO CAPITOLO DI UNA STORIA DI DIGNITÀ.

Forse questa mattina passando dalla stazione di Padova avrete visto dei Gilet arancioni.
Le persone con quei gilet si stavano dirigendo a Venezia, sotto quei Gilet c’erano le inquiline e gli inquilini delle case popolari, la direzione era la regione Veneto, le stanze di Zaia.

Ve ne abbiamo parlato più volte.
L’Ater l’ente proprietario dello stabile che ospitava Berta, l’ente che ha deciso di sgomberarci e murare tutto, è l’ente che gestisce il patrimonio residenziale pubblico in Veneto, quindi tutte le case popolari.
Sapete che da fine luglio gli inquilini e le inquiline sono in mobilitazione permanente perché con l’entrata in vigore della legge ERP 39/2017 gli affitti sono aumentati a dismisura per la stragrande maggioranza delle persone che vivono nelle case popolari e migliaia di famiglie sono state gettate nel panico.

La Lega del “prima gli italiani (RICCHI!)” e l’Ater di “è colpa di quelli di Berta se non facciamo le manutenzioni nelle case popolari”, “Dobbiamo vendere perché non abbiamo fondi” e sono in attivo di 4 milioni… L’Ater che sfratta le persone, che aumenta gli affitti delle case popolari, che mura e lascia all’abbandono gli spazi sociali…
Questi soggetti stamattina hanno tremato un po’.

Quasi 500 persone tra inquilini e solidali sono scese in piazza a Venezia perché ogni persona ha il sacrosanto diritto di avere un tetto sopra la testa, perché nessuno deve essere lasciato solo, perché insieme si può vincere, perché la legge regionale deve essere abrogata, perché le migliaia di case vuote devono essere assegnate.

Berta è stata murata perché il lavoro che faceva dava e dà fastidio, dava fastidio che proprio lì dentro avessero trovato un luogo di organizzazione gli inquilini dell’Arcella.
Dava fastidio che lì dentro si dimostrasse materialmente che i furbetti stanno nelle stanze del potere e che il popolo se si organizza può fare cose incredibili.

Oggi come a ogni presidio sotto l’Ater, come ogni giorno da fine luglio allo sportello di Berta eravamo a fianco delle inquiline delle case popolari, perché questa battaglia è anche la battaglia di Berta, perché la stessa logica per la quale l’Ater fa cassa sui risparmi di una vita degli anziani è quella che tiene insieme i mattoni che hanno messo agli ingressi della Casetta.
Non solo per questo, questa lotta deve essere sentita da tutte e tutti perché i prezzi degli affitti delle case popolari devono servire da contrappeso a tutto il mercato immobiliare. Se si alzano loro, i privati non avranno più concorrenza e si sentiranno in diritto di alzare quegli affitti (spesso già molto alti) che paghiamo tutte e tutti.
Questa battaglia è di chi è sfruttato al lavoro, è di chi vive la precarietà esistenziale e materiale, è di chi crede in un mondo migliore, di chi non discrimina, di chi alla guerra tra poveri preferisce la solidarietà.

Su alcuni di quei Gilet arancioni c’era scritto “La vita ci ha tolto tutto, voi anche la dignità”.
Ci avete provate a toglierci anche la dignità, ma non vi è riuscito: oggi avete avuto un assaggio di cosa è la dignità di chi dice ora basta! di chi stringe le braccia e lotta.
L’avete avuta dopo lo sgombero di Berta, continuerete ad averla.

LA LEGGE ERP 39/2017 VA RITIRATA!

RIAPRIAMO BERTA, MURIAMO L’ATER!

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