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NON IN MIO NOME: L’ITALIA NON RITIRI I FONDI ALL’UNRWA

C’è da inorridire: l’Italia ha sospeso i finanziamenti all’Unrwa (United Nations Relief and Works Agency for Palestine Refugees in the Near East, è l’Agenzia Onu che si occupa di assistere i rifugiati palestinesi costretti ad abbandonare le proprie case in seguito alle espulsioni di massa effettuate dallo Stato israeliano dal 1948 in poi).

Va detto chiaramente: la decisione degli USA e di altri nove governi vassalli (Canada, Australia, Italia, Regno Unito, Finlandia, Paesi Bassi, Germania, Giappone e Austria) di sospendere il finanziamento all’UNRWA è un crimine contro l’umanità e una negazione del diritto al ritorno, sancita dalla risoluzione 194 del 1948.

È bene ricordare che l’ONU tramite l’Unrwa assiste oggi quasi 6 milioni di profughi palestinesi vittime delle pulizie etniche israeliane dal 1949 ad oggi e che i due milioni di abitanti di Gaza hanno gli aiuti dell’Agenzia come quasi unica risorsa vitale.

Perché è stato ritirato il finanziamento all’Unrwa?

La “scusa” di tutto ciò è stata l’accusa rivolta da parte di Israele e del Dipartimento di Stato Usa nei confronti di 12 dipendenti dell’Unrwa a Gaza, che avrebbero partecipato all’attacco del 7 ottobre fiancheggiando Hamas. Parliamo di 12 dipendenti, immediatamente sospesi in attesa di accertamenti da parte dell’Unrwa, su un totale di 13mila dipendenti attivi a Gaza e di 30mila dipendenti dell’Agenzia in totale. Quella del Governo USA e degli altri nove governi appare chiaramente una rappresaglia.

Sospendere gli aiuti a milioni che proprio in questo momento ne avrebbero bisogno è un vero atto di complicità con il genocidio commesso da Israele. Nessun finanziamento nei confronti di Israele è stato sospeso (anzi, il flusso di denaro dagli USA si è ingigantito) nonostante i 26mila morti, gli oltre 10mila bambini uccisi, la distruzione e il danneggiamento grave di oltre il 60% degli edifici della striscia, l’espulsione coatta verso Sud del 90% delle persone e l’uccisione di massa mai vista finora di giornalisti (oltre 120) e di personale ONU-Unrwa (152 membri uccisi e 141 strutture ridotte in macerie).

La vera ragione per cui gli USA e i suoi stati vassalli hanno bloccato i finanziamenti nei confronti dell’Unrwa è infatti un atto di risposta nei confronti dei posizionamenti del Segretario Generale dell’ONU Guterres nonché contro la decisione della Corte Internazionale di Giustizia, massimo organo giudiziario dell’ONU, che ha affermato che a Gaza c’è un “rischio genocidio” in corso, per cui Israele deve immediatamente disporre corridoi umanitari, assicurare la protezione dei civili e perseguire coloro che incitano al genocidio.

Per quanto insufficiente (non chiede infatti il cessate il fuoco), la posizione della Corte Internazionale dell’Aja, parlando apertamente di “rischio genocidio” delegittima la decennale opera di pulizia etnica portata avanti da Israele, facendone uno stato paria del sistema internazionale. Di conseguenza la tattica degli USA è diventata quella di delegittimare completamente l’ONU.

L’Italia del Governo “sovranista” di Giorgia Meloni si è subito accodata scondinzolante alla decisione USA, in barba all’art.11 della Costituzione. Il Ministro degli esteri Tajani si è persino fatto fotografare felice mentre stringeva la mani insanguinate di Netanyahu, nello stesso giorno in cui la Corte de l’Aja si esprimeva sul caso.

Pretendiamo che il Presidente Mattarella blocchi il decreto in quanto anticostituzionale. Pretendiamo che l’Italia, come già Spagna e Norvegia hanno fatto, riattivi i finanziamenti nei confronti dell’Unrwa, attualmente unica fonte di sostentamento per milioni di profughi. Invitiamo tutte e tutti a proseguire e intensificare la mobilitazione in solidarietà con il popolo palestinese.

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