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Macron cede alle proteste dei Gilets gialli. Ecco il suo discorso

Macron ha appena terminato il suo discorso. Al di là della prevedibile condanna della violenza e una dose insopportabile di retorica, il Presidente della Repubblica francese è costretto a cedere su alcune importanti rivendicazioni : l’aumento dello SMIC – salario minimo – di 100 euro al mese (lorde, ci pare di capire) e la cancellazione di un recente aumento della CSG – imposta generale sui redditi – che gravava su chi prendeva meno di 2000 euro di pensione (prima, l’esenzione dall’aumento era fissata alla soglia di 1280 euro). Le misure non soddisfano il movimento, che commenta parlando di briciole. In effetti l’aumento dello SMIC è importante, ma in un paese che comunque ha il 10 % circa di disoccupazione bisogna prima trovare un lavoro a tempo pieno e poi gioire dello SMIC aumentato. La stessa cosa vale per la cancellazione dell’aumento della tassa : misure volte a calmare le acque, ma che vanno a sbattere contro il muro dell’assenza di qualunque forma di prelievo sui capitali e le rendite alte, per cui quello che darà da un lato toglierà dall’altro, sempre dalla parte dei salari. Non c’è nessuna reintroduzione della patrimoniale – era un’altra richiesta del movimento – le c’è la detassazione totale degli straordinari per il 2019, che se dà un lato rende più consistenti i netti in busta dall’altro toglie soldi a pensioni e servizi. Infine, le Roi chiede alle aziende la cortesia di un premio detassato di fine anno per lavoratrici e lavoratori. Manca infine ogni accenno ad una riforma costituzionale in senso più democratico che era un’altra richiesta del movimento. Un esito decisamente in chiaroscuro, che da un lato dimostra che la lotta ha pagato, ma dall’altro che la risposta è totalmente insufficiente. Traduciamo, in tal senso, la dichiarazione del dipartimento comunicazione della CGT.

« Io vi ho disprezzato », ci conferma stasera Macron

Contro il popolo intero, Macron è inchiodato sulla sua linea di difesa dei ricchi. Padroni, finanzieri e banchieri, tanto in Francia quanto in Europa, gli ordinano di difendere la loro enorma quantità di ricchezza. Le forze dell’ordine assicurano la custodia e Macron è il loro burattino

Rispetto alla situazione creata dal movimento, Macron ne ignora le basi : potere d’acquisto, salario, tasse eque, ripartizione delle ricchezze e infine, in aggiunta a questo, democrazia diretta. La lista delle rivendicazioni è aperta…

Noi non vogliamo cancellare i contributi e perdere il diritto di sopravvivere per pagare l’imposta che risparmia i ricchi. Noi non vogliamo l’elemosina, ma la parte di questa grande quantità di ricchezza che abbiamo creato e che ci hanno rubato.

La nostra rabbia è generale. Il governo sarà obbligato a cedere ben altro che le molliche di questa sera. Per questo, il nostro obiettivo è la finanza, la base che ha portato al potere questo presidente

Ecco perché continuare. Come ?

1 –  Moltiplichiamo le convergenze Gilet gialli – Gilet rossi, ciò che si è realizzato in vari posti dev’essere esteso

2 – Il 14 dicembre, appariamo insieme ed uniamoci per vincere. Molti preavvisi di sciopero sono stati depositati per questa data

3 –  Il 15 Dicembre, rafforziamo il movimento partecipanto al Quinto Atto dappertutto in Francia

4 – Discutiamo sull’estensione del movimento occupando i luoghi di lavoro nelle nostre imprese, come gli incroci e le rotonde occupate dai Gilet gialli.

Insomma, vincere tutti insieme è possibile !

Dichiarazione di Info’Com-CGT

 

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