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Le intimidazioni di polizia contro chi vuole manifestare

Ieri siamo stati a Roma.
Una manifestazione autorizzata, organizzata da un sindacato a cui anche Potere al Popolo come partito, ha aderito.

 

Questo il trattamento riservato dalle Forze dell’ordine a tutti i pullman in arrivo al casello. Il nostro pullman è stato fermato addirittura due volte. La prima volta la polizia è salita sul pullman e ha detto che dovevamo mostrare i documenti davanti alla nostra faccia e ci avrebbero fotografato tutti.

La stessa cosa come vedete dalle foto, è accaduta a tutti i pullman che si sono recati a Roma a protestare contro il governo. A chiedere maggiori diritti, a chiedere che venissero mantenute le promesse di governo come l’abolizione della Riforma Fornero, del Jobs Act, a denunciare che non si può morire perché ti sparano alla testa mentre cerchi lamiere per ripararti quando ti sfruttano per una miseria come bracciante.

La disposizione è stata fatta dal Viminale, cioè dal Ministero degli Interni. Cioè da Matteo Salvini.
La democrazia sta scomparendo piano piano. Anche manifestare il dissenso è sempre più difficile, aumentano le intimidazioni. Come l’altro giorno quando 3 giornalisti che indagavano sui soldi fatti sparire dalla Lega, sono stati trattenuti in caserma per ore senza motivo.

Stiamo diventando uno stato di polizia senza accorgercene, dove se vuoi manifestare contro il Governo, si fa una bella foto alla tua faccia e al tuo documento. Del resto tutte le promesse di questo governo, non verranno mantenute. Non ci sono le coperture. L’unico modo sarà fare ulteriore tagli alla spesa pubblica, aumentare le privatizzazioni, peggiorare i servizi, ed ecco che è bene avere una stretta sulle proteste e chi non vuole accettare questo stato di cose.

Se è lecito che un agente chieda i documenti a qualcuno, è altrettanto vero che ci dovrebbe essere un motivo, e non una azione sistematica verso tutti i gruppi che vanno a un corteo autorizzato. Il metodo della schedatura “volante” su un pullmann, con foto dei documenti di identità e dei volti non ci pare il massimo della democrazia e trasparenza.

Una domanda viene spontanea: poi quelle foto che fine fanno? Vengono distrutte? Vengono conservate in qualche modo? Si segnala che quella persona quel giorno ha manifestato? Che ha una determinata idea politica? Chi gestisce questi dati? Con quale diritto?

E ora arrivano anche i taser oltre che la garanzia di impunità alle forze dell’ordine: leggi di più qui

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marzo, 2019

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