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Emergenza Freddo: continua il Controllo Popolare anche a Pavia

REPORT PRIMA DISTRIBUZIONE EMERGENZA FREDDO

Martedì alle 18.00 abbiamo iniziato la raccolta indumenti presso la nostra sede di Via Indipendenza, a Pavia. Come in altre situazioni analoghe in cui siamo abituati a muoverci, la solidarietà non si è fatta attendere: in due serate abbiamo raccolto moltissimi indumenti, giacconi, coperte, cuffie, guanti. Ci siamo divisi i compiti, abbiamo contemporaneamente raccolto indumenti e segnalazioni, suggerimenti.
Martedì sera abbiamo fatto un primo giro di distribuzione presso la stazione dei treni e stamattina siamo passati davanti a uno dei dormitori comunali per avere conferma di quello che pensavamo: al mattino presto i senzatetto devono lasciare il posto letto e per tutto l’arco della giornata sono in giro, al freddo, non vi sono abbastanza strutture di accoglienza, nè un piano che faccia fronte, soprattutto in queste difficili e fredde giornate, ad una situazione che non è un’emergenza ma la quotidianità. La povertà è un problema che riguarda tutti e tutte e ciò che ci deve allarmare è il senso di insufficienza di quello che stiamo facendo. Ci troviamo di fronte alla contraddizione già denunciata, ripetuta, combattuta quotidianamente da chi non si rassegna ad accettare lo status quo: ci sono troppe case senza gente e troppa gente senza casa. Non si può accettare questa situazione, non si può fare finta che queste persone non esistano, o peggio ancora vadano allontanate dai centri urbani perchè “indecorose”.
Ci siamo trovati di fronte ad una situazione paradossale: alcune persone avevano “vergogna” a prendere le nostre coperte, si sentivano imbarazzate come a sentirsi in colpa per la condizione di povertà. Ebbene, ci hanno convinti di questo: se non ce la fai è colpa tua, se non hai un lavoro è colpa tua, se non hai una casa è colpa tua. Noi diciamo NO, un No forte e chiaro che deve arrivare fino ai diretti responsabili di tutto questo. La responsabilità è l’assenza di politiche per le classi popolari, politiche e interventi mirati davvero a contrastare la povertà. Ieri sera abbiamo incontrato due persone che ci hanno portato la loro solidarietà e un borsone di vestiti e ci hanno raccontato la storia del loro papà, morto di tumore qualche mese fa a causa dell’amianto. Un operaio della Pirelli Bicocca di Milano ucciso in nome del profitto. E si ragionava assieme di quanto sia importante, oggi più che mai, farci strada per imporre il nostro modo di praticare la politica attraverso le lotte. Ed è esattamente questa la strada che abbiamo intrapreso e non ci fermeremo il 4 marzo.
Saremo in giro anche stasera davanti al dormitorio di via Bernardino da Feltre e a verificare altre segnalazioni ricevute.

Grazie a tutti coloro che hanno donato qualcosa. Mutualismo e solidarietà non sono semplicemente un modo per rendere un servizio, ma una forma di organizzazione della resistenza all’attacco dei ricchi e potenti; un metodo per dimostrare nella pratica che è possibile, con poco, ottenere ciò che ci negano; una forma per rispondere, con la solidarietà, lo scambio e la condivisione, al razzismo, alla paura e alla sfiducia che altrimenti rischiano di dilagare.

Uniti siamo Tutto!

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