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Bio-on e Snam: green hypocrisy e disprezzo del territorio

Bio-on e Snam: green hypocrisy e disprezzo del territorio

Potere al Popolo Bologna e provincia #versoil29N I casi di BIO-ON e SNAM!BIO-ONNelle ultime settimane la Bion è stata sulle pagine delle cronache locali per uno scandalo finanziario che ha messo sotto inchiesta i dirigenti della start up della bioplastica per falso e manipolazione del mercato. Un azienda simbolo della green economy e della produzione green di materiali plastici eco compatibili.Un azienda simbolo della smart industry, figlia di un nuovo tanto decantato modo di fare impresa, all’avanguardia e innovativa. Un’azienda la cui immagine si fonda sul concetto fantomatico di sostenibilità ambientale ma che questo scandalo rende evidente che di nuovo ha solo la facciata, ma che di sostenibile non ha nulla, perché si basa sempre gli stessi meccanismi, figli e succubi di un modo di produzione basato sullo sfruttamento delle risorse naturali e dei lavoratori.Un danno economico per 36 milioni di euro, e una crisi aperta per almeno un centinaio di lavoratori del Bolognese. Non basta produrre materiali che non siano inquinanti per l’ambiente, ma anche per chi ci lavora! I lavoratori, alla Bi-ON come all’Ilva, non devono essere posti sotto il ricatto i lavoratori per le colpe dei dirigenti, e non devono pagare la crisi aperta dalle scelte scellerate dei loro dirigenti, che per aumentare i profitti, giocano sulla pelle dei lavoratori!SNAMAbbiamo in questa città la sede di una delle società direttamente implicate con la costruzione del TAP, il mega gasdotto che dovrebbe trasportare il gas naturale dall’Azerbaigian passando per la Turchia, i balcani, e l’Italia intera, partendo dalla Puglia, correndo lungo tutta la penisola per arrivare in Autstia, da dove poi il gas verrebbe usato per tutto il nord europa. Lungo tutto il suo tragitto il TAP sta già distruggendo territori, senza che il gas trasportato sia accessibile alla popolazione (In Italia non ne abbiamo bisogno se qualcuno lo chiede, perché le fonti alternative sono altre tipo eolico, geotermia ecc).A pochi chilometri da qui, a Minerbio, cè il secondo sito di stoccaggio piu grande d’Europa, gestito da STOGIT, società di stoccaggio del gruppo SNAM.Minerbio è un paese storicamente a rischio terremoto, non troppo distante dall’epicentro del terremoto del 2012. E mentre gli studi e le commissioni indipendenti sulla sostenibilità dell’impianto STOGIT denunciano che il sito sia a rischio, che l’impianto è potenzialmente a pericolo esplosione, la STOGIT-SNAM ha chiesto e ottenuto l’autorizzazione per aumentare la pressione con cui stoccare il gas. In pratica, ha ottenuto senza nemmeno troppe difficoltà, la possibilità di innescare una bomba a pressione sotto le case e le scuole dei cittadini di Minerbio, in cambio di qualche centinaia di migliaia di euro dati al comune.La sicurezza del territorio e dei suoi cittadini non è in vendita! Ne per qualche centinaia di migliaia di euro ne tanto meno per qualche miliardo di euro regalate a SNAM e alle compagnie che gestiscono e gestiranno (in modo tra l'altro privatistico) le forniture di gas

Gepostet von Potere al Popolo Emilia Romagna am Donnerstag, 28. November 2019

 

BIO-ON
Nelle ultime settimane la Bion è stata sulle pagine delle cronache locali per uno scandalo finanziario che ha messo sotto inchiesta i dirigenti della start up della bioplastica per falso e manipolazione del mercato. Un azienda simbolo della green economy e della produzione green di materiali plastici eco compatibili.
Un azienda simbolo della smart industry, figlia di un nuovo tanto decantato modo di fare impresa, all’avanguardia e innovativa. Un’azienda la cui immagine si fonda sul concetto fantomatico di sostenibilità ambientale ma che questo scandalo rende evidente che di nuovo ha solo la facciata, ma che di sostenibile non ha nulla, perché si basa sempre gli stessi meccanismi, figli e succubi di un modo di produzione basato sullo sfruttamento delle risorse naturali e dei lavoratori.
Un danno economico per 36 milioni di euro, e una crisi aperta per almeno un centinaio di lavoratori del Bolognese. Non basta produrre materiali che non siano inquinanti per l’ambiente, ma anche per chi ci lavora! I lavoratori, alla Bi-ON come all’Ilva, non devono essere posti sotto il ricatto i lavoratori per le colpe dei dirigenti, e non devono pagare la crisi aperta dalle scelte scellerate dei loro dirigenti, che per aumentare i profitti, giocano sulla pelle dei lavoratori!

SNAM
Abbiamo in questa città la sede di una delle società direttamente implicate con la costruzione del TAP, il mega gasdotto che dovrebbe trasportare il gas naturale dall’Azerbaigian passando per la Turchia, i Balcani, e l’Italia intera, partendo dalla Puglia, correndo lungo tutta la penisola per arrivare in Autstria, da dove poi il gas verrebbe usato per tutto il nord Europa. Lungo tutto il suo tragitto il TAP sta già distruggendo territori, senza che il gas trasportato sia accessibile alla popolazione (In Italia non ne abbiamo bisogno se qualcuno lo chiede, perché le fonti alternative sono altre tipo eolico, geotermia ecc).
A pochi chilometri da qui, a Minerbio, cè il secondo sito di stoccaggio piu grande d’Europa, gestito da STOGIT, società di stoccaggio del gruppo SNAM.
Minerbio è un paese storicamente a rischio terremoto, non troppo distante dall’epicentro del terremoto del 2012. E mentre gli studi e le commissioni indipendenti sulla sostenibilità dell’impianto STOGIT denunciano che il sito sia a rischio, che l’impianto è potenzialmente a pericolo esplosione, la STOGIT-SNAM ha chiesto e ottenuto l’autorizzazione per aumentare la pressione con cui stoccare il gas. In pratica, ha ottenuto senza nemmeno troppe difficoltà, la possibilità di innescare una bomba a pressione sotto le case e le scuole dei cittadini di Minerbio, in cambio di qualche centinaia di migliaia di euro dati al comune.
La sicurezza del territorio e dei suoi cittadini non è in vendita! Ne per qualche centinaia di migliaia di euro ne tanto meno per qualche miliardo di euro regalate a SNAM e alle compagnie che gestiscono e gestiranno (in modo tra l’altro privatistico) le forniture di gas

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