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[NEW YORK] “Who keeps us safe? We keep us safe!” Sulla manifestazione del 1 NOV

Traduzione a cura di Potere al Popolo – New York

Nelle scorse sei settimane, la NYPD (dipartimento di polizia di New York) ha ucciso sei persone. Il 25 ottobre a un diciannovenne, Adrian Napier, si è trovato una pistola puntata adosso dalla polizia mentre si trovava sulla metro di New York, mentre i passeggeri urlavano e a fuggivano via dalla banda di violenti scagnozzi in divisa. La stessa settimana, la polizia ha preso a cazzotti ed ha aggredito un gruppo di adolescenti sulla metro, pestandoli. Sempre nell’arco della stessa settimana, un giovane ragazzino è stato colpito con il teaser per non aver pagato il biglietto. La settimana precedente, nel Bronx, Allan Feliz, Antonio Williams e Victor Hernandez sono stati uccisi da NYPD.
Esprimiamo solidarietà a coloro che sono stati maltrattati dalla polizia, e con le persone di colore che hanno organizzato questa azione.

Sabato 1 Novembre, centinaia di manifestanti sono scesi in piazza a Brooklyn per insorgere contro la polizia razzista, suprematista, capitalista e violenta di New York. Alcune delle arterie principali come Flatbush Avenue e Atlantic Avenue sono state bloccate dai manifestanti che sono rimast* compatt* e hanno intimato alla polizia di ritirarsi dal sistema di trasporto pubblico. Un assoluto successo, con soltanto due arresti. Le macchine della polizia sono state ricoperte di tag quali “Fuck the police” e “NYPD KKK”. Mentre centinaia di guardie hanno circondato i/le manifestanti, il corteo è rimasto compatto, proteggendosi l’un* l’altr* inneggiando: “Chi ci protegge?” “Noi ci proteggiamo!”.

Ad un certo punto della manifestazione, una parte del corteo è riuscita ad entrare nella stazione di Hoyt-Schermerhor . Il resto del corteo, rimasto fuori, ha disobbedito agli ordini della polizia che intimava di disperdersi spontaneamente, e ha continuato la propria marcia attraverso Brooklyn e davanti al Barclays Center — simbolo ed esempio di uno sviluppo della città escludente che ha causato centinaia di sfratti, la costruzioni di roccaforti gentrificate e ha costretto centinaia di persone alla strada dal momento che gli affitti continuano a salire. E mentre si alzano lussuosi grattaceli, la povertà, i senzatetto, gli abusi della polizia e la privatizzazione dello spazio pubblico e dell’abitare continuano ad aumentare.

L’azione di sabato è una risposta all’uso sistemico, razzista e violento della polizia che poggia su politiche urbane coloniali, razziste, anti-degrado messe in piedi dall’ex sindaco Mike Bloomberg e dell’attuale sindaco Bill de Blasio, un falso progressista che ha continuato a terrorizzare le comunità nere e latine della città aiutando le elites a diventare sempre più ricche. Tutto questo è stato possibile attraverso una criminalizzazione costante della povertà, dei senzatetto e prendendo di mira la popolazione di colore di New York.

La città ha deciso di stanziare 500 poliziotti nel sistema di trasporto pubblico, mentre si prepara a licenziare 2,700 lavoratori dell’MTA (l’azienda che si occupa del trasporto urbano). La MTA paga 7 milioni di dollari in interesse al giorno a Wall Street, mentre continua a rincarare il costo del biglietto, che ad oggi ha raggiunto 2.75 dollari.

Due settimane fa, il consiglio cittadino ha approvato un terrificante piano carceri, ratificando la costruzione di quattro nuovi complessi carcerari a New York. Il progetto è quello di approvarne e costruirne altri otto in futuro. De Blasio l’ha venduta come una soluzione alla chiusura dell’infame complesso di Rikers Island. Sappiamo che si tratta di una bugia. Non c’è nessun accordo che preveda la chiusura di Rikers e inoltre stanno costruendo nuove carceri così da poterle riempire. Il progetto, che i manifestanti faranno in modo di stroncare sul nascere, prevede la costruzione di prigioni-grattacielo. Nel frattempo, de Blasio e l’amministrazione cittadina continuano ad aumentare le strutture di sorveglianza nella città istallando telecamere nelle stazioni per criminalizzare coloro che non possono permettersi di pagare un biglietto — che continua ad aumentare — e per mettere in pericolo migranti senza documenti. Ed è proprio per questo motivo che i manifestanti hanno chiesto che il trasporto pubblico diventi gratuito. La povertà non è un crimine. La metro DEVE essere gratuita.

Mentre l’incredibile organizzazione negli ultimi mesi di gruppi quali No New Jails e Why Accountability non si arrende, i/le NewYorkersi hanno fatto capire che non permetteranno il rafforzamento dello stato carcerario. Non staranno più a guardare la polizia abusare cittadin* di colore. “NYPD giù le mani dai/dalle ragazz* ner*”, “Chiudete Rikers ORA. No a nuove carceri” hanno infatti urlato sabato.

É un momento straordinario per i movimenti anticapitalista, antirazzista e decoloniale di New York che si sono uniti per lottare insieme. Esprimendo la propria solidarietà ai/alle compagn* che stanno manifestando e scioperando in Cile, in molti hanno attaccato stickers raffiguranti l’immagine di un cane che salta i tornelli della metro, sopra le macchine della polizia, un’immagine condivisa dai compagni e le compagne cilene. Altr* manifestanti tenevano cartelli con messaggi in solidarietà con i/le manifestant* in Cile, esigendo un trasporto pubblico gratuito. L’insorgere di centinaia di persone contro la città, dimostra che le politiche liberali e il protagonismo riformista che ha castigato le politiche radicali sono state completamente rigettate e che la solidarietà si sta diffondendo per tutta New York. Ed è soltanto l’inizio.

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