Estero

[Ruhr-Westfalen] Uno spettro si aggira per l’Europa…

Uno spettro si aggira per l’Europa… parte col treno da Praga giovedì e passa per Dresda, Lipsia, Berlino, Hannover, Colonia. Destinazione: un bosco millenario!

L’azienda Energetica RWE vuole sradicare per intero lo “Hambacherforst”, uno dei boschi più antichi della regione, per sfruttare fino in fondo le potenzialità di quella che diverrebbe la più grande miniera di carbone a cielo aperto dell’Europa centrale.

La cosa è uno schifo, sotto molti punti di vista. All’Hambacher Forst si vede la potenza distruttiva, a tanti livelli, del capitalismo.

1) Si vuole dare di nuovo spazio all’estrazione di carbone, il cui uso per la produzione di energia elettrica è una delle principali cause di emissione CO2, del riscaldamento globale, dell’inabitabilita
di sempre più vasti territori. Dietro sta il particolare interesse economico di RWE, certo, ma anche l’interesse dell’economia tedesca in generale. Non é tanto una questione di capitale cattivo o di lobbyismo, ma di costrizioni del sistema. Il progetto di uscita dal
carbone, promosso dal governo, é stato talmente modificato da renderlo poco più di un atto simbolico. La concorrenza sul mercato mondiale non permette facilmente una scelta tanto necessaria quanto nell’immediato costosa qual è il passaggio alle energie rinnovabili se portata da un solo paese. Eccole qui, in un blocco, le contraddizioni che rendono il capitalismo distruttivo: “costringe” all’estrazione più sfrenata, a
far pesare sulla natura una buona parte di ciò che si deve mettere in atto per risultare vincenti, per non soccombere nella concorrenza, per stare a galla nella crisi – e magari anche per mantenere un certo stato sociale relativo; costringe a misurarsi in base alla concorrenza, cosa che rende impossibile un agire della politica semplicemente orientato a ciò che è minimamente buono e razionale.
2) Viene distrutto un bosco millenario – 12.000 anni! – senza troppi pensieri. Il capitalismo – quando non gli fa comodo per creare antagonismi ad hoc e unire parti antagoniste – se ne frega del locale e del particolare, della storia, delle esperienze della gente. Un bosco è solo un bosco, fate pochi piagnistei, ti dice.
3) Da RWE dipende però molto di più di quanto si pensi. Migliaia di posti di lavoro. Ma anche le finanze di molti comuni della zona, cui RWE ha ceduto azioni. E dunque una serie di politiche sociali finanziate con quei soldi. Il capitalismo rende le cose complesse, è capacissimo di legare a sé gli interessi immediati di chi paga di più
le conseguenze del capitalismo stesso. Pone la domanda: Come uscire da questi grovigli?
4) Si è visto come la politica e lo stato, non possano essere realmente dalla parte dell’interesse comune. Lo sono solo nella misura in cui non contraddice l’interesse dell’accumulazione capitalista sul territorio nazionale. E lo stato è pronto a mettere in campo tutte le sue forze repressive: Mentre a Chemnitz Neonazi prendevano possesso della città e la Polizia si dichiarava sprovveduta, una gran parte delle forze di polizia della regione del Nord-Reno-Vestfalia venivano concentrate al Bosco di Hambach.

L’opposizione alla distruzione di Hambach è molto di più che semplice ambientalismo. È una lotta al capitalismo – lotta nella sua forma migliore, quasi da manuale:
1) Ha superato tutte le contraddizioni a cui abbiamo accennato sopra e riconosciuto. É in gioco tutto: la sopravvivenza del Pianeta, l’impedimento di qualcosa che nel futuro diventerà la prima causa di fuga per molte persone, il superamento di una logica distruttiva con
cui è organizzata questa società.
2) Ha riunito persone inattese. Dagli abitanti dei Paesi ad attivisti internazionali a migliaia e migliaia di persone che si sono lasciate mobilitare come nessuno si sarebbe aspettato. C’è anche da dire che attivisti hanno messo in piedi un’organizzazione straordinaria per rendere ciò possibile. Ma rimane il fatto – per noi centrale: L’evento dalla portata rivoluzionaria è inatteso, giunge dove e come non ce lo si aspetta. Serve essere pronti.
3) Ha mostrato a migliaia, milioni di persone le contraddizioni di questo sistema economico. Non solo, anche del sistema giuridico-politico: Non è da tutti i giorni smuovere i tedeschi, devoti allo stato di diritto e alle leggi, ad azioni che mettono in discussioni lo status quo anche contro la legge. Migliaia di persone hanno imparato: la polizia non sempre è “amica e aiutante”, ma organo
del monopolio statale della violenza – che spesso difende interessi precisi, a cui questo stato è per sua natura legato.
4) Ha dato vita ad un movimento senza eguali nella storia recente tedesca che si unisce alle altre grandi mobilitazioni intorno a Seebrücke e Unteilbar. E che ha – mentre tutti sono fissati sullo spauracchio della migrazione – riportato l’attenzione su temi rilevanti e veri.

E, la cosa più bella di tutte: La lotta va avanti. Anche se il
disboscamento è stato bloccato da una sentenza, il prossimo fine settimana si tenterà l’occupazione della miniera e una grande manifestazione a supporto per dire: Basta con il carbone! Basta con l’economia che costringe ad aver bisogno del carbone!

Che ne dite, Potere al PopoloPotere al Popolo – EsteroPotere al Popolo – Germania, ci lanciamo anche noi?

Lasciamo qualche collegamento per orientarsi.
Manifestazione “adatta a bambine/i”:
https://www.facebook.com/events/926618667725811
https://www.kohle-soli-demo.de/

Azioni “per adult/ei”:
https://www.ende-gelaende.org/en/
https://www.ende-gelaende.org/…/travel-by-bus-and-special-…/
https://www.ende-gelaende.org/en/about-us/

Roba “per vecchie/i”, persone coriacee come il tronco di una quercia:
https://hambachforest.org/blog/?noredirect=en_US
https://hambachforest.org/squat/credo/
https://hambachforest.org/background/whats-all-this-about/

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