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Potere al Popolo Roma: contributo assemblea nazionale

Da Roma salutiamo tutte e tutti quelli che in questi mesi hanno faticato, lottato, gioito nella costruzione di Potere al Popolo in tutta Italia (e non solo!). Questo documento inizia con una descrizione del funzionamento di Potere al Popolo a Roma. Crediamo sia una cosa utile da fare per più motivi: aiuta noi a ripensare il modello organizzativo che ci siamo dati, per capire cosa ha funzionato e cosa dev’essere migliorato (anche in vista delle discussioni che si faranno a Napoli); può essere di spunto per altri territori più o meno simili; è una spiegazione di come funzioniamo che può essere di facile comprensione per chi si è da poco avvicinato a Potere al Popolo, e vuole capire come partecipare.

Assemblea e coordinamento

Subito dopo l’appello video lanciato dall’Ex Opg Je so’ pazzo ci ritroviamo in centinaia al Teatro Italia a Roma, il 18 novembre. Dal giorno dopo in tutta Italia (ed in tante metropoli europee) vengono lanciate più di 200 assemblee pubbliche con lo slogan “Costruiamo una lista popolare per le prossime elezioni!”. All’epoca non sapevamo nemmeno se saremmo riusciti a raccogliere le firme, né che la lista si sarebbe chiamata Potere al Popolo! Ma lo spirito che ci animava era chiaro: le elezioni dovevano essere uno strumento a sostegno delle lotte e dei movimenti sociali, per coinvolgere nuove persone e mettere in rete quelle che già si impegnavano a vari livelli (associazioni, collettivi, centri sociali, partiti). Anche per questo le prime due assemblee pubbliche romane vennero ospitate dall’occupazione abitativa di viale delle Province, un edificio ex-Inpdap abbandonato e recuperato dai movimenti di lotta per la casa: volevamo mostrare da subito vicinanza ad una lotta che risponde ad una delle grandi questioni sociali della nostra città, l’emergenza abitativa.

Dopo le prime due assemblee – in ognuna delle quali si susseguono più di quaranta interventi, ma in cui si prendono poche decisioni – decidiamo di passare ad una forma organizzativa più operativa: un coordinamento cittadino.

Vogliamo che il coordinamento conservi lo spirito fondativo di Potere al Popolo, ossia la possibilità per chiunque (sia o meno parte di un’organizzazione o di un partito aderente) di partecipare, impegnarsi direttamente e dire la propria. Questo è uno dei motivi per cui il Coordinamento si riunisce da allora in forma pubblica (ma non pubblicizzata, più avanti spiegheremo cosa significa). La possibilità per chiunque di prendere parte alla riunione di coordinamento, oltre a favorire la partecipazione, serve ad aumentare la conoscenza d’insieme del lavoro di Potere al Popolo, ed è garanzia di trasparenza delle decisioni prese. Questo chiaramente ha anche degli inconvenienti: le discussioni si allungano, a volte si riaffrontano temi già sviscerati perché arriva qualcuno di nuovo, capitano persone che non rispettano l’ODG e ci portano fuori tema… Sono però delle controindicazioni che siamo disposti ad assumerci, e che proviamo a limitare non pubblicizzando l’assemblea di coordinamento. Anche perché ci aspettiamo che chi si voglia avvicinare a PaP partecipi ad una delle numerose assemblee territoriali e gruppi di lavoro o ci venga a conoscere in una delle tante iniziative od assemblee pubbliche (queste sì ampiamente pubblicizzate), e che poi partecipi alle assemblee di coordinamento!

Fino al 4 marzo il coordinamento cittadino si è riunito ogni settimana (c’era da organizzare la campagna elettorale). Successivamente, nell’assemblea pubblica del 14 marzo, abbiamo deciso di riunirci come coordinamento ogni due settimane: si apriva una nuova fase in cui il lavoro politico e sociale andava portato avanti soprattutto nei gruppi di lavoro e nelle assemblee territoriali.

 

Gruppi di lavoro ed assemblee territoriali

Roma è una metropoli, non è pensabile che tutti partecipino ad un’unica assemblea territoriale. Già dalla campagna elettorale in vari quartieri o quadranti della città si sono tenute numerose assemblee pubbliche, e dopo le elezioni alcune di queste si sono consolidate in dei gruppi locali di Potere al Popolo, con l’obiettivo di portare avanti un lavoro politico e sociale territoriale. Queste assemblee hanno assunto diverse denominazioni: alcune sono di quartiere, altre di municipio, altre ancora hanno l’ambizione di coprire zone più vaste, alcune sono assemblee di case del popolo. Nella maggior parte si ritrovano in sedi di partito preesistenti, ma non sono delle “riunioni intergruppi” (ossia delle riunioni tra soli membri dei partiti aderenti) ma delle assemblee pubbliche ed aperte, che hanno saputo accogliere la partecipazione delle tante nuove persone che prima non militavano in nessuna organizzazione e che sono state coinvolte grazie a Potere al Popolo. Tutte le assemblee territoriali si riuniscono con cadenza settimanale o bisettimanale, in giorni prefissati. Due di queste assemblee territoriali sono quelle del III e del VIII municipio, tra le più attive fin dalla fase della campagna elettorale. Nei loro municipi la maggioranza M5S, che ha vinto le elezioni comunali due anni fa, ha impiegato poco tempo per liquefarsi, spezzata dalle divisioni interne e dai cambi di casacca (il presidente del municipio VIII è passato a Fratelli d’Italia), e si dovrà quindi tornare al voto. Le due assemblee territoriali hanno accettato di buon grado la sfida di presentarsi alle elezioni municipali, anche se le possibilità di eleggere un consigliere sono quasi impossibili vista la soglia di sbarramento, per mostrare che Potere al Popolo è un progetto che continua e dare spazio alle istanze del territorio.

Ma non tutte le questioni possono essere affrontate con taglio territoriale, ci sono temi che riguardano più gruppi locali, o la città intera, e necessitano di gruppi di raccordo e di sintesi. D’altronde questa è una delle ragioni per cui Potere al Popolo ha riscosso tanto successo: superare la frammentazione di realtà sociali e politiche che, nonostante il duro lavoro quotidiano, sono condannate spesso all’irrilevanza quando le questioni politiche si fanno più generali.

Per questo, fin dalle prime assemblee dopo il 4 marzo, abbiamo deciso la costituzione di gruppi di lavoro cittadini su temi di particolare rilevanza. Tra questi ve n’è uno sui servizi pubblici, che in questi mesi si occuperà soprattutto di coordinare la campagna contro la privatizzazione di Atac (l’azienda di trasporto pubblico locale), ed uno sul mutualismo (considerato uno degli assi portanti del progetto nazionale di Potere al Popolo), e poi su sanità, ambiente, giovani, legge di iniziativa popolare sull’art. 81, giustizia, scuola (che si occupa anche della raccolta firme per la legge di iniziativa popolare), questioni di genere, casa. Vanno precisate due cose: i temi non sono stati scelti dall’alto sulla base di “criteri di importanza”, ma i gruppi si sono formati a partire dalla proposta di persone spesso già attive sui temi proposti, od interessate ad impegnarsi su di essi. Altri gruppi di lavoro potranno formarsi quando un numero minimo di persone vorrà proporli all’assemblea di coordinamento. La seconda precisazione riguarda lo scopo dei gruppi, esso non dev’essere l’elaborazione teorica o la mera discussione ma la produzione di iniziativa politica (corroborata da attività concrete) di Potere al Popolo nel settore d’interesse del gruppo. Questo perché crediamo che Potere al Popolo debba caratterizzarsi come movimento politico e sociale, che non si limiti ad enunciare quello che andrebbe fatto una volta eletto qualche rappresentante, ma che organizzi da subito attività sociali che migliorino la vita delle persone e che sia parte attiva e propulsiva nelle lotte che riguardano il lavoro, i bisogni primari, la subordinazione della donna, l’ambiente in cui viviamo…
In merito a questo sottolineiamo l’importanza che ha per noi il tema capitale/lavoro, che ci ha già visti attivi nel sostegno a importanti vertenze, prima fra tutti quella dei 1.666 lavoratori e lavoratrici licenziati da Almaviva per il suo alto valore simbolico, sulla quale non intendiamo far calare il silenzio. Va da sé che la discussione, e soprattutto l’impegno fattivo nelle lotte che attraverseranno la nostra città, non potrà escludere l’analisi e l’approfondimento della condizione politica, sociale e sindacale sulle strutture sociali di massa per meglio pianificare, nel contempo, anche le future Case del Popolo e il sostegno alle campagne nazionali.

 

Per uno sviluppo di Potere al Popolo

Nella ultime due settimane abbiamo dedicato al futuro di Potere al Popolo una riunione di coordinamento e un’assemblea cittadina, oltre alle discussioni che si sono tenute in assemblee territoriali e nei gruppi di lavoro. Il dibattito è stato ricco e complesso e non si può riportare per intero in un documento, d’altronde  esso è stato appena avviato, sarà proseguito a Napoli e poi continuerà nei prossimi mesi in cui sarà nostro compito portarlo avanti ed approfondirlo nelle assemblee territoriali e nel coordinamento cittadino. Da subito però sono emerse almeno tre indicazioni chiare, che sottoponiamo all’attenzione di tutta l’assemblea nazionale:
1) Potere al Popolo deve continuare, è un’esperienza che è stata capace di includere, coinvolgere nuove persone e generare entusiasmo e partecipazione anche all’interno delle stesse organizzazioni coinvolte.
2) Le assemblee territoriali devono continuare ad essere il fulcro di Potere al Popolo, luogo di presa di decisioni e di responsabilità, in cui programmare il lavoro, portarlo avanti e verificarne i risultati.

3) Per l’identificazione di chi partecipa attivamente al progetto o lo sostiene convintamente, per la sua valorizzazione e presa in considerazione, va attivata una forma di adesione a Potere al Popolo.

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