giugno, 2018

09giu10:0013:00Torino - Assemblea pubblica, il lavoro è un diritto: riprendiamocelo!#accettolasfida

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Venerdì 1 giugno il sire Marchionne planerà a Balocco(VC) per presentare il nuovo piano industriale di FCA fino al 2022. Per l’Italia le anticipazioni parlano della fine delle produzioni di massa e la concentrazione delle fabbriche italiane sulle vetture di alta gamma, come dire numeri ridotti e occupati ridotti. Il tutto condito dal solito fumo negli occhi del rilancio, mai avvenuto, dei siti italiani.

Basta ricordare tutte le promesse di questi anni: da “Fabbrica Italia”, al raggiungimento della piena occupazione entro il 2018. La realtà invece parla di una cassa che sta finendo senza alcuna soluzione per Mirafiori e Pomigliano e che è iniziata anche per Cassino, Melfi e Grugliasco. All’orizzonte non si vede alcun rilancio dal momento che nessun nuovo modello è in corso di progettazione e che in tutta l’area europea rimarranno solo le produzioni di Panda e 500. L’unica strategia sembra essere quella di prendere tempo, continuando a sfruttare tutti gli ammortizzatori sociali possibili, ad esempio trasferendo i cassintegrati da Mirafiori a Grugliasco, dove già si vive una situazione complicata.

A Balocco Marchionne annuncerà i grandi risultati del gruppo a partire dall’azzeramento del debito, ma dietro questi successi dell’azienda per i lavoratori c’è un presente fatto di cassa, mobilità e licenziamenti. Fatto di ritmi sempre più alti, pause ridotte e salari indecenti. Fatto di una sicurezza sul lavoro che è inesistente visti i numerosi infortuni e malattie, fino ad arrivare all’incidente mortale avvenuto proprio a Balocco nel luglio dello scorso anno (il secondo in due anni). Per questo riteniamo fondamentale sostenere tutte le iniziative di lotta dei lavoratori FCA.

A Torino la questione occupazionale è davvero un dramma: oltre alla situazione degli stabilimenti FCA di Mirafiori e Grugliasco, c’è anche la chiusura dell’Embraco di Chieri, della IOL (ex Pagine Gialle), della Armani di Settimo e di tante altre aziende. Una crisi occupazionale che sta portando allo spopolamento di una città che in pochi anni ha perso 300mila abitanti, costringendo tanti ad accettare “lavoretti” come la consegna del cibo a domicilio (Foodora, Deliveroo, Just Eat) che ormai non sono più solo appannaggio di giovani studenti, ma diventano àncora di salvezza(?) anche per tanti lavoratori rimasti senza reddito.

Contro tutto questo proponiamo di avviare una discussione pubblica con un’assemblea sulla situazione occupazionale di Torino. Quale futuro immaginiamo per la nostra città? E’ possibile risolvere il problema occupazionale senza una lotta generale per la riduzione dell’orario di lavoro (a parità di salario)? Ha senso permettere a Marchionne ed alla FCA di usare soldi pubblici per ingrassare le tasche dei suoi padroni-azionisti o sarebbe meglio la nazionalizzazione dell’azienda di modo che si possa impostare un piano di rilancio della produzione, che sia integrato a un modello di mobilità sostenibile per tutta la nostra città e non solo?

SABATO 9 GIUGNO ORE 10 ASSEMBLEA PUBBLICA in via De Sanctis 12

Ora

(Sabato) 10:00 - 13:00

Luogo

Sala Circoscrizione

Via Moretta 55 bis, Torino

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