febbraio, 2018

27feb18:0021:00Napoli: Assemblea sui diritti civili delle persone Lgbtqi#accettolasfida

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Dettagli evento

Ore 18 all’ Ex OPG Occupato – Je so’ pazzo (via Imbriani, 218)
ne parliamo con
Maria Rosaria Malapena, attivista dell’ Arcigay Napoli e candidata di Potere al Popolo nel collegio Campania1-03

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[dal programma di potere al popolo: http://bit.ly/2rBVXRy]
Nel Gender Gap Report 2017, il rapporto sul divario tra uomini e donne, l’Italia è all’82esimo posto su 144, era al 50esimo nel 2015: si inaspriscono dunque le disuguaglianze. Sulle donne continua a scaricarsi il doppio lavoro produttivo e riproduttivo, le gerarchizzazioni dentro il lavoro, il dominio maschile dello spazio pubblico, la violenza materiale e simbolica che nega i percorsi di autodeterminazione e libertà.
La crisi ha acuito i problemi. L’Italia è penultima in Europa per occupazione femminile, sulle donne si concentrano il part-time imposto (più che doppio rispetto agli uomini), la precarietà e la sottoccupazione. I tagli al sistema di welfare, in una società incapace di rimettere in discussione la divisione dei ruoli maschili e femminili, si traducono nella negazione del “diritto al tempo” con le donne che dedicano al lavoro domestico e di cura una media di oltre 5 ore al giorno, il triplo degli uomini. La violenza contro le donne è cronaca quotidiana, tra le mura domestiche dove si consuma la maggior parte delle violenze, nella perpetuazione di un dominio maschile incapace di fare i conti con l’affermazione di autonomia e libertà delle donne. La questione di genere si intreccia con la questione di classe, e colpisce in particolare i corpi delle donne migranti.
Le discriminazioni sul lavoro e nella società, la violenza riguardano anche gay, lesbiche, trans e tutto l’universo LGBTQI, che combatte quotidianamente contro i pregiudizi, l’odio, l’omofobia, la transfobia. Il non riconoscimento pieno delle relazioni e delle famiglie delle persone LGBTQI significa ridurre le loro vite a esistenze individuali e isolate, e riaffermare un’idea autoritaria di famiglia che compromette la libertà di tutti e tutte.
Al carattere sistemico della violenza risponde oggi un movimento femminista mondiale: “Non una di meno” è la forza politica che tiene insieme e traduce percorsi di liberazione dal dominio di classe, di genere, di razza e orientamento sessuale. La lotta femminista partita dalla Argentina ha portato nelle piazze centinaia di migliaia di donne contro la violenza in tutte le sue forme. Lo sciopero dal lavoro riproduttivo e produttivo dello scorso 8 marzo ha messo in luce le tante forme di sfruttamento invisibili, nel lavoro di cura, nel lavoro da casa e nella richiesta di disponibilità e prestazione permanente. Anche in Italia il movimento femminista ha espresso, e continua ad esprimere, con autonomia e intelligenza, una capacità fortissima di lotta, elaborazione, proposta.
Per questo lottiamo per:
• la parità di diritti, di salari, di accesso al mondo del lavoro a tutti i livelli e mansioni a prescindere dall’identità di genere e dall’orientamento sessuale;
• la radicale rimessa in discussione dei ruoli maschile e femminile nella riproduzione sociale ed un sistema di welfare che liberi tempo di vita per tutte e tutti;
• la rottura del carattere monosessuato dello spazio pubblico e della politica;
• soluzioni che inibiscano ogni forma di violenza (fisica, ma anche sociale, culturale, normativa) e discriminazione delle donne e delle persone LGBTI (attraverso una legge contro l’omotransfobia);
• una formazione che fornisca strumenti per decostruire il sessismo e educhi al riconoscimento della molteplicità delle differenze;
• la piena e reale libertà di scelta sulle proprie vite e i propri corpi, il pieno diritto alla salute sessuale e riproduttiva, negata in tante strutture pubbliche dalla presenza di medici obiettori. Va garantito a tutte l’accesso alla fecondazione assistita, anche eterologa, a prescindere dallo stato di famiglia. Va combattuta la diffusione dell’HIV attraverso la promozione della contraccezione rendendo disponibili a tutte e tutti le nuove tecniche di prevenzione. Vanno vietate le mutilazioni genitali su* bambin* intersessuali prima che possano capire e sviluppare la loro identità di genere;
• la cancellazione di ogni pacchetto sicurezza. La sicurezza delle donne è nella loro autodeterminazione;
• i diritti e le aspirazioni di gay, lesbiche e trans, sia come individui che nella loro vita di coppia, con l’introduzione del matrimonio egualitario, del riconoscimento pieno dell’omogenitorialità a tutela dei genitori, dei figli e delle famiglie e con la ridefinizione dei criteri relativi all’adozione, consentendola anche a single e persone omosessuali, per riconoscere il desiderio di maternità e paternità di tutte e tutti.
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Maria Rosaria Malapena, candidata alla Camera, collegio plurinominale CAMPANIA 1-03 (Nola, Portici, Torre del Greco, Castellammare di Stabia)
Maria Rosaria Malapena, nata il 06.09.1979 a Napoli, cittadina di Volla, attivista dell’Arcigay Napoli, delegata a Sessualità e Disabilità del comitato provinciale.
Impegnata da sempre nella lotta contro le discriminazioni e per i diritti civili di tutti e tutte conduce, fin dalla nascita, una dura battaglia per non arrendersi di fronte agli ostacoli di un mondo che sembra costruito per escludere le persone cosiddette “diversamente abili”.
Al centro del suo attivismo c’è, inoltre, la battaglia per rompere i tabù riguardo alla sessualità, al genere e all’orientamento sessuale: argomenti che normalmente si reputano secondari nella vita di un disabile, ma che invece fanno parte del mondo dell’affettività, delle relazioni umane, del rapporto con se stessi, una sfera fondamentale, su cui tutti dovrebbero avere l’opportunità di interrogarsi serenamente.
Da 10 anni, dopo un tortuoso percorso, è riuscita ad ottenere la patente di guida, strumento conquistato per ottenere maggiori spazi di autonomia e libertà, elementi considerati da Maria Rosaria troppo importanti per essere sacrificati sull’altare della rassegnazione.
Il 10 maggio 2017 ha ottenuto, dal Comune di Napoli, il titolo di prima “Social Car Driver – contro le discriminazioni”, grazie al quale ha portato all’ordine del giorno il problema dell’autonomia e autodeterminazione delle persone disabili.
Appassionata di musica, teatro e poesia, è presidente dell’Associazione Culturale “LiberArte” con la quale ha portato nel suo territorio diversi eventi, con particolar attenzione al mondo del teatro; è autrice del libro di poesie “Al cuor non si comanda”, pubblicato con Aletti Editore.

>> Ecco il nostro Programma https://poterealpopolo.org/potere-al-popolo/programma/

// www.poterealpopolo.org //

Ora

(Martedì) 18:00 - 21:00

Luogo

Ex Opg Je Sò Pazzo

Via Matteo Renato Imbriani 218, Napoli

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