febbraio, 2018

28feb21:0023:30Laterina: La macelleria sociale compiuta dall'applicazione del Jobs Act#accettolasfida

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Nel dicembre 2014 veniva alla luce il progetto di riforma del lavoro del governo #Renzi, che si sarebbe poi sviluppato, nel corso del 2015, attraverso otto decreti legislativi che hanno innovato e regolamentato la materia. Uno degli interventi più noti e incisivi è stato senza dubbio quello in materia di licenziamenti, perché è riuscito a realizzare il “sogno” (della destra e del padronato) di eliminare l’#art18 dello Statuto dei Lavoratori, quantomeno per i lavoratori assunti dopo il 7 marzo 2015, data di entrata in vigore del Dlgs. n. 23/2015: i licenziamenti illegittimi e ingiustificati dei “neo-assunti” (con, praticamente, la sola eccezione dei licenziamenti discriminatori), anche se ritenuti tali dal giudice, non vengono sanzionati con la reintegrazione nel posto di lavoro, ma solo da un modesto indennizzo, proporzionato agli anni di lavoro. Il #Jobsact ha portato licenziamenti ingiusti, tra indennizzi minimi e danni ulteriori….tutti i danni “collaterali” derivati da un #licenziamento ingiusto può dunque essere un modo per tornare a discutere di dignità del lavoro; questa infatti è stata poco valutata dalle recenti riforme, attente invece a togliere dalle mani dei giudici qualsiasi discrezionalità pur di assolvere le aziende anche dalle scelte “economiche” più sconsiderate.
La libertà di licenziare “a poco prezzo” sbilancia ulteriormente tale equilibrio e condiziona tutto il rapporto di lavoro durante il suo corso, favorendo la possibilità di abusi, intimidendo la parte debole e inibendola a rivendicare diritti. Queste sono le nuove regole lasciateci in eredità del governo sconfitto dal referendum, che sopravvivono al biennio di – apparente e dopato – incremento dell’occupazione. E il grande inganno comunicativo è stato quello di “vendere” il presunto aumento occupazionale come necessaria conseguenza dello smantellamento dei diritti.
Non si può fare niente per contrastarlo? In realtà ci sono in campo sia la proposta di legge della Carta dei diritti della #Cgil sia uno specifico referendum tra i tre proposti dalla stessa Cgil, che si prefigge lo scopo di spazzare via l’intero decreto legislativo n. 23 del 2015, ripristinando per tutti l’art. 18 in versione persino più garantista.
Ne parliamo con Maurizio Brotini della Segreteria Regionale CGIL e con i candidati di #Arezzo della lista Potere al Popolo il 28 febbraio 2018 a Laterina Pergine Valdarno

Ora

(Mercoledì) 21:00 - 23:30

Luogo

Via della Casaccia, 19, 52020 Laterina AR, Italia

Via della Casaccia, 19, 52020 Laterina AR, Italia

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