dicembre, 2017

22dic19:3022:30Lampedusa - costruiamo una lista popolare alle prossime elezioni#accettolasfida

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VENERDI’ 22 DICEMBRE, LAMPEDUSA – PORTOM
ore 19.30

Sabato 18 novembre a Roma è successa una cosa straordinaria: 800 uomini e donne, giovani e meno giovani, studenti, disoccupati, lavoratori, pensionati hanno dato vita ad una grande assemblea, accogliendo l’invito del centro sociale “ex OPG – Je so pazzo” di Napoli a mettersi in gioco e costruire una lista elettorale “di popolo”….
Costruire una campagna elettorale che sia prima di tutto una campagna popolare dove a parlare siano le nostre lotte quotidiane, dove le voci siano di lavoratrici, studenti, disoccupati, pensionati; una campagna che rafforzi il mutualismo, la solidarietà, l’organizzazione.

Da Lampedusa proveremo a fare emergere le contraddizioni che vi sono sull’isola consapevoli che questo piccolo pezzo di terra racchiude in sé tutte le questioni più importanti del nostro tempo.
Il lavoro rimane il terreno da cui partire. Sull’isola esistono molte situazioni di sfruttamento specie per i lavoratori stagionali, ed in generale il posto di lavoro viene usato per fini elettorali o come arma di ricatto.
Vogliamo mettere in luce ciò che in questi anni è stato mistificato e nascosto dalla propaganda di governo: Lampedusa è un’isola altamente militarizzata (come ormai tutto il territorio italiano e in particolare la Sicilia e la Sardegna) in cui i servizi e i diritti di base sono negati quotidianamente a partire dalla scuola, ancora oggi gli studenti sono costretti a fare doppi turni perché è stato chiuso un altro plesso scolastico per inagibilità, a fronte di tutti i finanziamenti e le visite delle più alte cariche dello stato Lampedusa non ha ancora edifici scolastici sicuri.
Vogliamo mettere in luce le gravi carenze della sanità e l’enorme problema dell’inquinamento elettromagnetico (sull’isola sono istallati otto radar e svariate antenne).
Vogliamo parlare dell’isola di Linosa che fa parte dello stesso comune di Lampedusa e che spesso viene dimenticata. Vogliamo denunciare come i servizi di base: nettezza urbana, acqua, energia elettrica vengano gestiti in modo da non garantire servizi adeguati con costi troppo alti e in maniera obsoleta (pensate che a Lampedusa si produce energia a gasolio).
Vogliamo ribadire che sull’isola esiste un carcere che è l’Hotspot in cui si fanno soldi sulla pelle delle persone “migranti” e che invece è stato rappresentato come un modello.
Vogliamo ribadire che l’economia di Lampedusa si regge su pesca e turismo e che queste due attività si devono e si possono regolare facendole convivere con il rispetto dei lavoratori e dell’ambiente.
Vogliamo ribadire che bisogna intervenire sulle cause che spingono milioni di persone a lasciare la propria terra e dare a tutte e tutti la possibilità di viaggiare in maniera regolare decidendo dove e come andare. Bisogna rivedere tutto sull’immigrazione a partire dalle leggi che regolano il lavoro degli “extracomunitari” e le modalità del loro ingresso.

Non possiamo più permettere che siano altri a parlare a nostro nome. Che, ancora una volta, gli stessi personaggi di sempre, provino a barattare i nostri bisogni con qualche seggio in Parlamento. Dobbiamo irrompere sulla scena, riprenderci la politica e riportarla dove deve stare, nei luoghi di lavoro e nelle piazze.

Siamo coscienti che questo percorso debba avere in sé una dimensione internazionalista e che la condizione necessaria per aprire una nuova fase di benessere per tutte e tutti è far sgretolare l’UE e uscire dalla NATO.

Per questo dopo l’assemblea di Roma abbiamo deciso di lanciare le assemblee territoriali per far conoscere il progetto e raccogliere le adesioni di tutti coloro che vogliano dare una mano e che non vogliono restare alla finestra a guardare.

A Lampedusa, si terrà un primo incontro aperto a tutti i singoli, collettivi, associazioni e organizzazioni che si rivendono in questi obiettivi.
Vediamoci, discutiamo, organizziamoci insieme anche qui a Lampedusa e che quest’isola diventi il segno del riscatto dei popoli del mediterraneo!
Il futuro non è scritto!
Dal popolo per il popolo!

Ora

(Venerdì) 19:30 - 22:30

Luogo

PORTOM

PortoM Lungomare Luigi Rizzo, 92010 Isola di Lampedusa

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