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maggio, 2019

09mag21:3023:00Empoli - Cosa rende le città più sicure? Effetti del ddl sicurezza nei territori#accettolasfida

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La sicurezza è ormai da tempo una delle parole chiave della politica italiana. Che si parli di città, metropoli, piccoli paesi o campagne, le problematiche discusse riportano tutte ad un’unica risposta: occorre colmare il deficit di sicurezza che c’è in Italia. I disagi delle periferie, così come le paure e le difficoltà delle classi popolari e dei ceti medi impoveriti sembrano risolversi tutti nell’esigenza di una maggiore sicurezza.

Ma di quale sicurezza si parla? e quale insicurezza si condanna? Non certo quella dei contratti di lavoro precari, non certo quella derivante da infrastrutture prive della manutenzione necessaria, o non certo l’insicurezza di un tetto sopra la testa che non pesi più del 70% sul reddito familiare, e nemmeno quella che deriva dal vivere in un mondo sempre più devastato da un punto di vista ambientale. L’insicurezza che si denuncia è quella dei furti e delle rapine, quella che si ha quando si cammina per strada. Un’insicurezza che certo esiste e che pesa sulla qualità della vita delle persone. Ma in che senso ci se ne fa carico? Si potrebbe pensare che lo si faccia mettendo in atto strumenti e policies volte a mettere le persone nella condizione di non dover delinquere per vivere, che si provi a contrastare le cause dell’insicurezza sociale. Invece no, lo si fa allontanando dalla città, punendo, esasperando situazioni di diagio. E naturalmente, trovando il capro espiatorio perfetto: il migrante.

Il decreto di legge sulla Sicurezza messo in atto dal governo Salvini-Di Maio va proprio in questa direzione pur non rappresentando una novità nel panorama legislativo degli ultimi anni. La stessa analisi e interpretazione è stata ispiratrice del decreto Minniti-Orlando: daspo urbano e meno diritti.

Come ormai è abitudine, il dibatito pubblico si polarizza in due categorie: chi tifa a favore e chi contro. E fra queste due tribune rimangono latenti le analisi politiche. Quali sono gi effetti del DDL sicurezza nei territori? E nel nostro? Cosa cambia per i lavoratori e le lavoratrici? Che impatto ha sui diritti di tutte e tutti noi? Riguarda davvero solo i migranti, come ci viene detto?

È proprio per provare a rispondere a queste domande che nasce l’iniziativa di giovedì 9 maggio al Circolo Arci di Ponzano. Anche in vista delle prossime elezioni amministrative, ci sembra sempre più urgente portare all’interno del dibattito cittadino prospettive e analisi in grado di restituire ai cittadini la complessità della contemporaneità, senza cedere a facili interpretazioni. Ci sembra importante mettere sul tavolo della discussione temi centrali per il nostro territorio, proponendo declinazioni diverse.

Lo faremo con:

Danilo Conte, avvocato e portavoce di Firenze Città Aperta

Amalia Chiavaro: Consigliera Comunale e membro dell’Associazione Diritti e Frontiere

Interverranno lavoratori dell’accoglienza ed associazioni del territorio che lavorano sulla questione.

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Ora

(Giovedì) 21:30 - 23:00

Luogo

Circolo ARCI Ponzano Empoli

Circolo ARCI Ponzano Empoli

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