marzo, 2019

20mar18:0021:00Catania - Presidio: "No alla regionalizzazione della scuola pubblica!"#indietrononsitorna

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La recente crisi economica sta aumentando le differenze all’interno dell’Europa e all’interno degli stessi stati. La forbice sociale si allarga e colpisce i soggetti sociali più deboli. Ancora una volta a pagare sono lavoratori e lavoratrici, studenti, precari. A questa crisi in Italia alcuni stanno cercando di rispondere con una vera e propria secessione legislativa, l’autonomia differenziata, che formalizza la differenziazione economica tra Nord e Sud che nel nostro paese negli ultimi anni si è acuita sempre più. Basta guardare i tassi di disoccupazione giovanile, della distribuzione del reddito e dell’emigrazione.
A tutto questo oggi si aggiunge un progetto di differenziazione sociale che colpisce il mondo della scuola: con l’autonomia differenziata richiesta dalle regioni più produttive del Nord, che vuole trattenere maggiori fondi per le proprie amministrazioni locali, si vuole indebolire il Sistema scolastico nazionale sia dal punto di vista dei finanziamenti che dal punto di vista legislativo.
Tutto ciò ha degli effetti negativi prevedibili:la differenziazione tra scuole di serie A scuole di serie B, che sempre più corrisponde alla differenziazione tra scuole del Nord e scuole del Sud
la differenziazione tra scuole ricche e scuole povere (di periferia) anche nelle stesse regioni del Nord
la differenziazione tra gli stessi studenti, in cui quelli che frequentano scuole di serie B si vedranno sottoposti a una feroce selezione di classe all’ingresso del mondo della scuola e, di conseguenza, all’uscita.
La differenziazione tra i lavoratori del mondo della scuola, a causa di contratti regionali in deroga al Contratto Nazionale, con il ritorno alle gabbie salariali
La spaccatura di uno dei più importanti elementi di coesione culturale del nostro paese
La definitiva trasformazione dell’Istruzione pubblica da diritto costituzionale universalistico a servizio regionalistico
Limitazione del diritto alla mobilità dei lavoratori, soprattutto delle donne, ossia di quelle insegnanti che i passati provvedimenti ministeriali hanno deportato al nord, senza alcuna possibilità di ricongiunzione con i loro familiari

La “Secessione dei ricchi” colpisce verticalmente e orizzontalmente, colpisce al Nord come al Sud, colpisce i giovani come i meno giovani, colpisce i diritti sociali universali e aggrava le differenze di classe.
Contro tutto questo noi diciamo No e chiediamo una scuola Pubblica Statale nazionale, che investa di più sui giovani e sulla formazione, non rubricandoli a mere appendici dei sistemi produttivi locali. Una scuola che sia un diritto universale e non un privilegio locale. Una scuola laica, aperta e non chiusa allo stretto orizzonte del localismo. Vogliamo una scuola dove la sicurezza degli edifici sia per tutti e non solo per i più ricchi.

Firme: Potere al Popolo, Liberi Pensieri Studenteschi, PCI, Cobas scuola, USB-PI scuola
Catania -Il Sud conta

Ora

(Mercoledì) 18:00 - 21:00

Luogo

Via Prefettura, 95124 Catania CT, Italia

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