ottobre, 2018

15ott17:3020:30Brindisi - Presidio davanti alla prefettura per Mimmo Lucano e Riace#accettolasfida

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Potere al Popolo Brindisi invita la cittadinanza Lunedì 15 ottobre alle ore 17.30 in piazza S. Teresa, davanti alla prefettura, per un presidio in sostegno di Mimmo Lucano, sindaco di Riace e per chiedere l’immediata revoca degli ingiusti arresti domiciliari a suo carico e lo sblocco dei fondi. A pochi giorni dalla manifestazione a cui abbiamo e hanno partecipato circa diecimila persone arrivate da tutta Italia nel piccolo paesino della locride intendiamo tenere alta l’attenzione su quello che sta accadendo al sindaco e al modello di accoglienza di Riace.
L’amministrazione Lucano, negli ultimi 15 anni, è riuscita a salvare dallo spopolamento il suo comune rendendolo un luogo vivo e vivace grazie all’accoglienza.
Un luogo che affascina chiunque ci vada.
Gli stessi ispettori della prefettura di Reggio Calabria hanno scritto: «Riace è così, è un microcosmo strano e composito, che ha inventato un modo per accogliere e investire sul proprio futuro» ed ancora: «Si ritiene, per concludere, che l’esperienza di Riace sia importante per la Calabria e segno distintivo di quelle buone pratiche che possono far parlare bene di questa Regione. Si precisa, peraltro, che il Sindaco Lucano ha sempre fornito una importante collaborazione a questa Prefettura in occasione degli sbarchi degli ultimi tempi, assicurando l’ospitalità che molti altri Centri della provincia avevano prima negato ed intervenendo spesso con propri mediatori linguistico-culturali in situazioni critiche, al medesimo rappresentate».
Riace, che è un piccolo paese della provincia di Reggio Calabria, dagli anni ’60 ha subito una continua emigrazione e sembrava destinato a spopolarsi sino a morire.
Negli ultimi quindici anni il processo si è invertito. L’emigrazione locale si è ridotta e la popolazione ha cominciato a moltiplicarsi grazie all’accoglienza dei migranti.
L’economia è cresciuta, si sono creati nuovi posti di lavoro e questo tenendo fuori la criminalità organizzata e la corruzione.
Tutto ciò senza cementificare ed inquinare, anzi migliorando la salvaguardia dell’ambiente.
Sono aumentati i servizi e si sono ridotte le tasse; si sono recuperate abitazioni in via di disfacimento e riqualificato il paese.
A studiare il “modello Riace” sono venuti dall’estero, gli sono stati dedicati film, fiction televisive (poi censurate) e libri.
Eppure oggi il sindaco Lucano è agli arresti domiciliari ed i finanziamenti previsti per il comune di Riace bloccati dalla prefettura.
Appena insediato, il prefetto Michele di Bari, nominato dal ministro Minniti alla prefettura di Reggio Calabria, ha mostrato “molto interesse” per Riace, avviato ispezioni dalle quali sono risultate “irregolarità”. Lucano non mandava via i migranti una volta finito il piano se non prima aver trovato loro una destinazione certa. Con i 35 euro non solo garantiva loro una vita dignitosa con l’accoglienza diffusa ma col denaro in eccedenza, e non avrebbe dovuto, creava strutture per produrre occupazione come il frantoio, la fattoria didattica e tanto altro.
Sono queste le colpe di Mimmo Lucano che hanno fatto bloccare i fondi. Come quelle successive che hanno fatto intervenire il tribunale di Locri nella persona del procuratore Luigi D’Alessio, colpe “tanto gravi” da giustificare addirittura gli arresti domiciliari: favorire l’immigrazione clandestina attraverso un matrimonio di “comodo” e l’affidamento diretto della raccolta rifiuti a delle cooperative non iscritte all’albo, peraltro inesistente come dichiarato da un assessore regionale.
La cosa certa, si evince dalle carte della prefettura e del tribunale, né Lucano, né nessun altro si è arricchito o ha sfruttato la situazione per fini personali e soprattutto la criminalità organizzata è stata tenuta fuori dal comune di Riace, la stessa a cui invece ha dato credito il ministro Salvini per infangarlo.
Questa é dunque la colpa di Mimmo: dimostrare che si può ben amministrare e creare una economia solidale ed inclusiva con l’accoglienza. Che i migranti non fanno paura e non creano insicurezza ma al contrario ricchezza culturale ed economica. L’arresto di Mimmo e la sospensione dei fondi, hanno paralizzato il modello Riace creando una ricaduta devastante per l’economia del territorio, dei Riacesi e di chi é stato accolto, un sentimento di sconforto ed incertezza. Un vero e proprio accerchiamento che non può non essere inquadrato dentro una cornice di vera e propria persecuzione politica. Si vuole smantellare una esperienza, un modello, un sogno sotto la cappa di una presunta legalità…se le leggi producono ingiustizie noi siamo per la disobbedienza civile!
Martedì 16 ottobre il Tribunale del Riesame si pronuncerà sugli arresti di Mimmo Lucano.
Noi stiamo dalla parte di Mimmo Lucano, con Riace e con quello che rappresenta. Chiediamo dunque che la situazione di blocco dei fondi venga risolta e soprattutto che Mimmo Lucano venga al più presto liberato!

Ora

(Lunedì) 17:30 - 20:30

Luogo

Piazza S.Teresa Brindisi

Piazza S.Teresa Brindisi

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