febbraio, 2019

15feb12:3015:30Bologna - NO all'autonomia "differenziata" - presidio sotto la Regione#accettolasfida

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Tre regioni del Nord hanno chiesto di essere autonome, slegate dal resto del Paese. Non sono tre regioni scelte a caso, per nulla. Sono le regioni con il PIL maggiore, con il livello di export maggiore: sono le uniche che per la struttura UE valgono qualcosa. Il resto… che sia quel che sia, e non dia fastidio a chi “fattura”.
Tecnicamente, queste regioni chiedono di mantenere sul territorio più risorse attraverso una compartecipazione al gettito Irpef. Politicamente, chiedono di staccarsi dal “peso morto” del centro-sud Italia per essere libere di volare e agganciarsi al Centro del sistema UE. Non è cosa da poco.

Quando il Senatur, negli anni 90, conquistava le piazze al grido di “secessione!” non era tempo né modo. Ora è cambiato tutto. Gli spazi ci sono, e bisogna anche affrettarsi. La crisi ha rinforzato il processo di accentramento delle strutture continentali, agli Stati resta poco da battere i pugni sul tavolo. Il grande capitale, mentre cerca di costruire un blocco per la competizione globale, adesso ha tutto da guadagnarci. E così, l’autonomia differenziata è uno strumento di cui si dotano alcuni pezzi di borghesia italiana per non morire nella grande e desolata Periferia continentale. Un ulteriore passo verso lo smantellamento dello Stato, crivellato in questi decenni dai Trattati europei, le nazionalizzazioni forzate e forzose, delocalizzazioni di massa (di imprese e persone..) e distruzione di un mondo di diritti che -ci dicono- si candidano a far parte di una storia del paese che non esiste più. Flessibilità, sembrano dirci, per tutti: lavoratori, aziende, ora anche per le strutture di un Stato utile solo a reprimere il dissenso e gestire il massacro sociale.

Non crediamo sia una casualità che più di un ministero ha espresso in questi giorni riserve sul contenuto degli accordi, e che su diversi punti la sintesi “tecnica” non è stata trovata. Perché se politicamente la spinta dall’alto è di “salvare il salvabile e il resto con i piedi a mollo”, altra cosa potrebbe essere la gestione effettiva di questo processo da parte di una forza -come i 5S- che sono arrivati al governo promettendo tutt’altro. Dovevano salvare la sanità, e invece… Dovevano salvare l’istruzione, e invece… Dovevano salvare la Costituzione, e invece!

Contro quest’ennesimo passo in avanti è necessario mobilitarsi. A Roma, a Napoli, in tutte le città dove sia possibile come Potere al Popolo, noi ci saremo. Perché vediamo bene che la differenza tra il “noi” e i vari “loro” è una questione di coerenza: i “loro” a Bruxelles -i nostri veri nemici- sono coerenti, perché vogliono massacrarci e lo fanno; i “loro” in Parlamento -le marionette, i complici, gli strumenti del pilota automatico- sono incoerenti, perché dicono qualcosa e fanno tutt’altro. Noi siamo di tutt’altra pasta, perché proveniamo dalle fila di quelli che, nei loro progetti, dovrebbero scomparire. In una start-up lombarda a contratti di 1 mese, in un campo di pomodori a 2 euro l’ora, in un salotto depressi per mancanza di lavoro…poco importa, basta che scompariamo e non diamo fastidio.

Avete capito male!
Non abbiamo nessuna intenzione di scomparire, né di abbassare la testa!

Per questo aderiamo alla giornata di mobilitazione nazionale contro il nuovo federalismo e venerdì 15 febbraio alle 12.30 saremo sotto la Regione, in viale Aldo Moro 52, in sostegno alla mobilitazione nazionale contro l’autonomia “differenziata” delle regioni del nord.

Evento Facebook

Ora

(Venerdì) 12:30 - 15:30

Luogo

Regione Emilia-Romagna

Viale A. Moro, 52, 40127 Bologna

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