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[LIVORNO] TU CI CHIUDI TU CI PAGHI: SERVE UN REDDITO DI EMERGENZA

Come Potere al Popolo Livorno eravamo presenti al presidio davanti alla Prefettura indetto da alcuni commercianti che si sono visti in pratica chiudere le loro attività dall’ultimo DPCM.

Non sappiamo esattamente chi siano gli organizzatori, ma capiamo la rabbia di chi, tra lavoratori dello spettacolo, titolari di palestre e tutto il settore lavorativo, vede oggi chiuse la sua attività per decreto. Settori questi che inoltre vedono una forte presenza di lavoro nero, con lavoratori e lavoratrici senza un contratto con cui accedere ai sussidi del governo.

Abbiamo visto in questi giorni altre manifestazioni simili in altre città, perchè giustamente la gente non può accettare le vaghe promesse del premier Conte che “presto” arriveranno misure a sostegno di chi non potrà stare aperto.

Quello che non condividiamo però sono alcune parole d’ordine che riteniamo sbagliate, e cioè sentir dire: NO al nuovo DPCM, NO a nuove chiusure e restrizioni.

Le restrizioni servono eccome perchè l’andamento dei contagi, purtroppo anche nella nostra città, sta aumentando esponenzialmente. C’è da chiedere al governo che dia compensazioni a questi lavoratori, e che li prenda da chi ha grandi patrimoni.

Serve redistribuire la ricchezza. E sostenere chi in questo momento non può svolgere la sua attività lavorativa per motivi di salute e sicurezza, sua e degli altri cittadini. Serve una patrimoniale.

Il Governo temporeggia, sotto il ricatto di Confindustria e degli indicatori economici. Gli ospedali si riempiono e la vita nelle aree più colpite dalla crisi è diventata insostenibile.

Si è scelto di “non gestire” la pandemia, perchè farlo avrebbe dovuto prevedere un’opera imponente di redistribuzione della ricchezza dall’alto verso il basso della società.

Senza poche linee guida è impossibile pensare di uscire da questa catastrofe che abbiamo già pagato cara, e che potremmo pagare carissima a breve, in termini di sopravvivenza di migliaia di persone.

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