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NOI NON APPLAUDIAMO MARIO DRAGHI: L’ITALIA RIPUDIA LA GUERRA!

noi non applaudiamo draghi

noi non applaudiamo draghi

Avete ascoltato il discorso di Mario Draghi alla Camera?
Di fatto il governo sta trascinando il paese in guerra, senza battere ciglio, nell’accordo sostanziale di tutte le maggiori forze politiche italiane.

Draghi ha confermato che l’Italia è pienamente coinvolta nell’aspetto militare della crisi in Ucraina. Ha infatti annunciato che l’Italia è pronta a inviare propri contingenti militari sulla frontiera est dell’alleanza atlantica. Sarebbero circa 1400 gli uomini e le donne dell’Esercito, della Marina e dell’Aeronautica, pronti a partire, e con ulteriori 2000 militari disponibili. Il tutto ribadendo l’ottica di fedeltà eterna alla Nato (la principale struttura che ha ostacolato la pace nel mondo a partire dal secondo conflitto mondiale).

Non un accenno a quello che davvero servirebbe adesso, e cioè far ripartire un intenso lavoro di diplomazia, fermare l’incremento dei dispositivi militari, fermare le sanzioni (anch’esse una dichiarazione di guerra), disincentivare l’escalation militare, rifiutare l’isteria guerrafondaia che imperversa e che genera morti innocenti e disastri per i civili ucraini e non solo.

Non pago, il premier è passato poi a relazionare sulla crisi energetica (il 40% delle forniture italiane di gas provengono dalla Russia), disegnando uno scenario che dire reazionario è dire poco. Ritorno al nucleare, USA unico partner per il gas, aumento degli impianti gassificatori sul territorio italiano, ripresa del gasdotto TAP, addirittura l’apertura di centrali a carbone… Un modello irresponsabile e pericoloso con un mondo sulla soglia della catastrofe ecologica.

Se davvero si vuole evitare che la guerra si aggravi bisogna tirarsi fuori dalla spirale dell’interventismo militare. Bisogna fare pressione sul governo e lavorare per costruire ampi movimenti contro la guerra e antimilitaristi. In queste ore, soprattutto nel fine settimana, in decine di città italiane si stanno preparando momenti di piazza del genere: partecipiamo, non restiamo in silenzio.

Contro la guerra di Putin, contro la NATO – che deve essere sciolta!-, contro il coinvolgimento dell’Italia nella guerra.
Né un uomo né un soldo per la guerra, tutto per la pace e di solidarietà e cooperazione tra i popoli!

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