Dal 26 al 30 agosto circa 500 persone sono arrivate da tutta Italia a Paestum per il PaP Camp, il classico appuntamento di fine agosto di Potere al Popolo. Assemblee, iniziative culturali e politiche, musica e socialità: anche quest’anno il programma è stato ricco e la partecipazione intensa. Abbiamo affrontato questioni epocali come la guerra e l’imperialismo, e i suoi atti genocidi in Palestina e a Cuba, le migrazioni, il cambiamento climatico, l’esplosione dell’intelligenza artificiale – tutti temi strettamente collegati, effetti di un capitalismo che per andare avanti ha bisogno di spremere sempre di più esseri umani e risorse naturali.

Ma al centro dei dibattiti non poteva che esserci, dopo la grande mobilitazione dell’autunno scorso e il risultato del referendum costituzionale, la costruzione di un’efficace opposizione al Governo Meloni. Dopo ormai quattro anni è evidente che Meloni ha fallito. La situazione del paese è quella di una continua decadenza: le attività produttive languono e sono sempre meno innovative, i giovani italiani sono costretti ad emigrare, si approfondisce la crisi demografica e le conseguenze del cambiamento climatico su territori già fragili, si svuotano le aree interne, aumentano i prezzi, tirati su dal costo della benzina e da speculazioni, e la vita si fa più dura per le classi popolari. Lavoro a nero, salari bassi, sfruttamento da parte di una borghesia che vive di rendite, parassitismo e privilegi: questo è il quadro dell’Italia di Meloni. Che invece di modificare la rotta, ci porta sempre di più in guerra a fianco del suo padrone Trump.

Il malessere però di tanti giovani e delle classi popolari non trova un’alternativa nel centrosinistra. Mentre questo avrebbe praterie per attaccare Meloni e distinguersi nel merito delle politiche, approfittando di un forte sentimento popolare che nelle questioni internazionali chiede pace e in quelle nazionali chiede maggiore giustizia sociale, i leader del centrosinistra passano il tempo a parlare di primarie, a inseguire la destra su molti temi, a cercare di moderarsi per rendersi più “credibili” verso i gruppi di potere economici, mediatici e internazionali. Tutto questo mentre sui territori e nelle città metropolitane i sindaci del centrosinistra portano avanti speculazioni con fondi immobiliari, logiche da grandi eventi, regalano le città alla rendita obbligando gli abitanti a spostarsi sempre più nelle periferie, e inseguono la destra sul tema sicurezza.

L’unica carta che ha il centrosinistra per farsi votare è così pompare dai suoi media il fascista Vannacci, in modo da cercare di intercettare il sentimento antifascista. Una giocata che ha sempre meno esito, perché già è stata impiegata con Berlusconi, Salvini e Meloni – una giocata pericolosa perché non ha fatto altro che portare il paese sempre più a destra, dando rilevanza a figure e temi che non sono quelle delle classi popolari, che chiede invece risposte su bisogni urgenti: casa, lavoro, sanità pubblica, istruzione, servizi.

Un’efficace opposizione al Governo Meloni, che sia autonoma dalle strumentalizzazioni del centrosinistra e da guerrafondai e speculatori, capace di parlare a milioni di persone che vorrebbero un cambiamento, deve dunque ancora essere costruita. Come Potere al Popolo sentiamo questa responsabilità. Proprio al campeggio dello scorso autunno lanciammo le date del “Blocchiamo tutto”, nei primi mesi del 2026 abbiamo spinto la campagna per un “no sociale” al Referendum e costruito la grande assemblea del 14 giugno a Roma che ha messo insieme forze politiche, sindacali e sociali indipendenti. Ora si tratta di costruire un’alternativa politica chiara per le elezioni del 2027.  

Per questo Potere al Popolo lancerà, tra settembre e ottobre, assemblee territoriali aperte a tutte le forze che vogliano costruire un’alternativa ai due blocchi della destra e del centrosinistra. In queste assemblee proporremo e organizzeremo la partecipazione a una grande mobilitazione di piazza sabato 24 ottobre a Roma, contro il Governo Meloni, le politiche di guerra e anti-popolari, la deriva autoritaria e la legge elettorale truffa.

Questa data segnerà il primo atto della nostra campagna elettorale: che Meloni impaurita decida di anticipare la consultazione, o che si voti nel prossimo autunno, per noi è essenziale partire subito con un progetto chiaro, indipendente, che metta al centro il no alla guerra e alla NATO, l’opposizione al piano di riarmo e all’austerità dell’UE, una politica di pace e cooperazione che rispetti la nostra Costituzione, la rottura degli accordi con Israele e boicottaggio economico, il sostegno a Cuba contro l’embargo e le sanzioni; ma anche, in politica interna, una tassa sui ricchi, una redistribuzione della ricchezza spostando il carico fiscale dai lavoratori dipendenti agli imprenditori, un salario minimo a 12 euro, una riduzione dell’orario di lavoro a parità di salario, politiche migratorie serie, che smettano di far morire la gente e di creare problemi invece di opportunità, politiche per una casa per tutti, scuola e sanità pubbliche e rispondenti ai bisogni delle persone, e infine un piano serio contro il cambiamento climatico.

Potere al Popolo è in campo e ci sarà sulla scheda elettorale nel 2027. Se nessuno ci rappresenta, se tutta la politica, nonostante le diverse facce va nella stessa direzione, dobbiamo rappresentarci noi!

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