E’ gravissimo quanto sta accadendo, ormai da dieci giorni, a dieci attivisti appartenenti al convoglio che si muoveva nel nord Africa per rompere l’assedio di Gaza, tra cui due italiani, Domenico Centrone e Dina Alberizia. Il convoglio di terra era partito il 15 maggio dalla Mauritania con oltre 200 partecipanti provenienti da più di 25 paesi e trasportava 7 ambulanze, 20 case mobili e 10 camion carichi di aiuti umanitari destinati alla popolazione di Gaza.

Gli attivisti sono stati attaccati, sequestrati e trasferiti su mezzi militari all’altezza del valico di Sirte. Le operazioni sono state condotte da milizie libiche che non si sono identificate, nell’area sotto controllo del generale Haftar.

In dieci giorni, al di là di una sola visita consolare, tutte le richieste avanzate da amici, parenti, legali della missione, di ricevere informazioni sul loro stato di salute e sui motivi della loro detenzione sono state respinte. Nessuna o pochissime notizie fino ad oggi: qualche ora fa uno stringatissimo comunicato della Farnesina ha annunciato che il procuratore libico ha prolungato la detenzione dei due attivisti italiani fino alla prossima udienza.

Riteniamo tutto questo inaccettabile. Il governo italiano non ha speso una parola di fronte al rapimento e alla detenzione degli attivisti del convoy.

Eppure le relazioni con Haftar e famiglia esistono eccome quando si tratta di addestrare le milizie del generale nei centri italiani o stringere accordi per il respingimento e la detenzione di migliaia di migranti che provano ad attraversare il mediterraneo e vengono torturati quando riescono a scampare al fondo del mare.

Il convoglio via terra e quello via mare sono stati bloccati illegalmente, gli attivisti picchiati e incarcerati, mentre in Palestina la pulizia etnica e la colonizzazione israeliana avanzano senza sosta.

Il genocidio a Gaza non è mai terminato, così come le complicità dei governi, delle istituzioni e dei capitali delle nostre latitudini, che lo rendono possibile. Migliaia di palestinesi sono strutturalmente privati di cibo, acqua, cure mediche, istruzione. Quasi 10mila sono detenuti e sottoposti ad ogni tipo di torture e abusi da parte dell’esercito israeliano.

Ogni azione e ogni iniziativa tesa a denunciare l’assedio criminale di Gaza, a mettersi in marcia per romperlo, a raccogliere gli appelli e le voci dei palestinesi che quotidianamente vengono silenziati, non può che trovarci complici.

Invitiamo tutte e tutti a seguire le informazioni e le iniziative diffuse dai canali della Global Sumud Italia per restare aggiornati e contribuire alla mobilitazione per la liberazione degli attivisti trattenuti: Alicia Armesto Nuñez, Laura Kwoczała, Jenelle Jones, Maria Paula Giménez, Lucas Ezequiel Aguilera, Matias Alvarez Rodriguez, Ana Margarida França Santana Baptista, Ashraf Khoja, Domenico Centrone, Leonarda Alberizia!

Palestina libera, liberi tutti!