Il 7 maggio la scuola si ferma, contro la riforma dei tecnici, per una scuola che sia presidio di pace e solidarietà e non di guerra, per la liberazione degli attivisti della Global Sumud Flotilla, Said Abukashek e Thiago Avila
Allo sciopero generale della scuola, indetto da Usb PI, Cobas scuola, SSB e Fisi, si è unito lo sciopero dei soli istituti tecnici indetto da Flc Cgil, Cub Sur e Sgb. La sciagurata riforma dei tecnici di Bianchi-Valditara ha anche avuto il merito di provocare la nascita di una autorganizzata Rete Nazionale degli Istituti Tecnici sorta con il fine di promuovere l’opposizione alla riforma. Anche le organizzazioni studentesche, da Osa agli Studenti autorganizzati campani, fino alla Rete degli Studenti medi, annunciano battaglia.
Quali sono i motivi di questa mobilitazione?
1) La riforma dei tecnici, che li rende sempre meno una istituzione culturale e sempre più un avviamento professionale a uso e consumo delle imprese.
Essa prevede il taglio delle discipline umanistiche e scientifiche, l’anticipo a 15 anni della Alternanza scuola-lavoro, l’imposizione della didattica per competenze condotta da “esperti aziendali” senza alcuna formazione pedagogica, lo smantellamento del biennio comune – che garantiva una base culturale più solida, e la possibilità di cambiare agevolmente indirizzo.
Sulla carta la riforma viene giustificata con il solito mantra per cui le imprese non trovano lavoratori qualificati, e i giovani restano disoccupati perché manca “un adeguato incontro tra domanda e offerta”, a cui la scuola dovrebbe sopperire formando le professionalità richieste. Eppure tutti i dati concorrono nel mostrare un mercato del lavoro italiano in cui prevalgono i posti di lavoro a bassa qualificazione, mentre sono i lavoratori ad essere molto qualificati. D’altronde cosa possiamo aspettarci in un paese senza politica industriale, che non innova, in cui le multinazionali arrivano, prendono incentivi e vanno via senza che la politica muova un dito?
Nei fatti i tecnici, in linea con le riforme degli ultimi decenni, vengono relegati a scuole di serie B. L’offerta formativa si impoverisce del suo lato culturale, fornendo una sverniciata superficiale per i figli delle classi popolari, per diventare una fabbrica di precarietà. Il messaggio è chiaro: voi non dovete pensare, non dovete capire il mondo, dovete solo abbassare la testa e scannarvi per uno stipendio misero.
La Rete Nazionale degli Istituti Tecnici ha annunciato scioperi degli scrutini e un boicottaggio delle adozioni degli istituti di testo e degli incarichi funzionali, qualora il Governo non dovesse sospendere l’entrata in vigore del riordino dei tecnici. Siamo ovviamente con loro.
2) L’aumento delle spese militari al 5% del PIL richiesto dalla Nato, perché i soldi vengano destinati alle spese sociali, a partire dall’istruzione pubblica.
3) La Militarizzazione della scuola. Grazie a protocolli che risalgono all’era Renzi e che sono stati implementati da tutti i governi successivi, compreso il Governo Meloni, è in atto una strategia di normalizzazione della presenza delle forze armate nelle scuole. Pcto presso basi militari, formazioni con corpi dell’esercito, visite a caserme e fiere delle armi fatte passare per attività formative. La normalizzazione della guerra e delle armi è un fenomeno nuovo che dobbiamo assolutamente combattere, come bisogna combattere la complicità del nostro Governo con gli Usa, la Nato, Israele, e con le aggressioni militari in atto.
4) La solidarietà alla Flotilla e in particolare a Said Abukashek e Thiago Avila, sequestrati da Israele in acque internazionali. Il rifiuto della complicità del nostro Governo con Israele, stato genocida, di apartheid e di occupazione. Il rigetto dei reati di opinione come quelli previsti dalla nuova legge che equipara antisionismo ed antisemitismo, votata anche da una parte del Pd. Per una Palestina libera.
Elenco delle piazze in aggiornamento:
PIEMONTE – Torino ore 9 Piazza Arbarello (corteo e presidio USR) | Cuneo ore 9 Piazza Galimberti | Novara ore 10 Piazza Matteotti
LOMBARDIA – Milano ore 9.30 Piazzale Medaglie d’Oro (corteo e presidio USR) e ore 10 Corso Monforte (Prefettura) | Brescia ore 10 Piazza Paolo IV | Bergamo ore 9 Via Tasso
VENETO – 5 maggio Vicenza ore 15 UAT (presidio Aula33) | 7 maggio Mestre ore 10.30 via Forte Marghera 191 (presidio USR Veneto)
LIGURIA – Genova ore 9 Piazza De Ferrari
EMILIA ROMAGNA – Bologna ore 10 Piazza Scavilli corteo verso la Prefettura |
Ravenna ore 14,30 Piazza Dell’Aquila
Corteo da piazza San Francesco ore 9:00 verso via di Roma, ufficio scolastico | Modena ore 15, Piazza Cittadella 36 incontro pubblico
TOSCANA – Firenze ore 10 Piazza Santa Maria Novella e ore 16 Prefettura | Siena ore 10 Piazza del Duomo | Livorno ore 9.30 Piazza Cavour | Lucca ore 9.30 Piazza San Michele | Pisa ore 9 Piazza XX Settembre
MARCHE – Urbino ore 8-12 Piazzale Via Luca Pacioli | Ancona ore 11.30-12.30 USR
UMBRIA – Perugia ore 11 Prefettura
ABRUZZO – Pescara ore 9 USP Chieti-Pescara | L’Aquila ore 10 Corso Federico II n.9 (Prefettura)
LAZIO – Roma 6 maggio ore 9.30 Viale Trastevere (MIUR) | 7 maggio ore 9 MUR, ore 9.30 Ministero Istruzione (corteo), ore 10 Piazza Santi Apostoli (presidio)
CAMPANIA – Napoli 6 maggio ore 10 Piazza del Gesù | 7 maggio ore 11 Piazza dei Martiri (Confindustria) | Benevento ore 9 Piazza Orsini
BASILICATA – Potenza ore 9 Piazza Matteotti
PUGLIA – Bari ore 9 Via Castromediano 123 e ore 9 Piazza Umberto I | Barletta ore 9 Piazza della Prefettura | Brindisi ore 9.30 Piazza Crispi | San Severo (FG) ore 9 Piazza dell’Incoronazione | Lecce ore 9 Porta Napoli
CALABRIA – Catanzaro ore 10 USR Via Lungomare 259
SICILIA – Palermo ore 9 Piazza Castelnuovo | Catania ore 10 Piazza Stesicoro (corteo fino a Prefettura) | Messina ore 9:30 Piazza Unione Europea (fronte Municipio)
SARDEGNA – Cagliari ore 10 Via Roma (Consiglio Regionale)