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LAVORATORI DELLA SANITA’, GRAZIE! STRISCIONI DAVANTI AGLI OSPEDALI DI FIRENZE

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Striscioni davanti agli ospedali di Firenze in solidarietà con il personale sanitario. “Non chiamateli eroi se poi non assumete”, è anche un chiaro riferimento alle mancate assunzioni che stanno mettendo a serio rischio la tenuta del sistema sanitario di fronte all’impennata di ricoveri.

di Potere al popolo – Firenze

IL NOSTRO GRAZIE AI LAVORATORI E ALLE LAVORATRICI DELLA SANITA’

Oggi la nostra comunità ha voluto esprimere quello che proviamo ogni giorno nei confronti dei lavoratori e delle lavoratrici che si sobbarcano il peso della sanità pubblica.

Abbiamo voluto dir loro un enorme GRAZIE.
Grazie per la professionalità, per i sacrifici quotidiani, per non arrendersi davanti alle difficoltà di queste ore, per i tanti bocconi amari buttati giù di queste settimane. GRAZIE per fare il possibile, e spesso anche l’impossibile, per salvare vite, per garantire la salute del nostro popolo.

Una classe dirigente ipocrita li ha definiti “eroi” per qualche settimana, per poi abbandonarli senza ritegno.

Nei 9 mesi dallo scoppio della pandemia nulla o quasi è stato fatto per mettere in sicurezza gli argini che avrebbero dovuto contenere la nuova ondata della pandemia, nonostante le loro grida di allarme non si siano mai sopite. Vengono minacciati di sanzioni, provvedimenti disciplinari di ogni sorta. Subiscono dure reprimende tutte le volte in cui non piegano la testa davanti alle autorità che vorrebbero ancora minimizzare la crisi in cui versa il nostro servizio pubblico, per puro calcolo politico.

Per non parlare di coloro che lavorano nelle Rsa convenzionate o negli appalti, dove da tempo le amministrazioni pubbliche hanno deciso di ricorrere alla gestione privata, dove i diritti e le condizioni di lavoro sono peggiori che nel pubblico. Dove, soprattutto, i tamponi sono arrivati in ritardo e solo da poco si è prescritta la separazione tra positivi e non positivi, e si lavora in condizioni di sicurezza peggiori.

Oggi i nostri medici, i nostri infermieri, i nostri operatori sanitari sono essi stessi troppo spesso vittime di contagio.

Nella sola Toscana, secondo i sindacati, sono circa 1200 gli operatori sanitari risultati positivi. Pochi, troppo pochi per poter affrontare l’emergenza, i lavoratori della sanità. E così 12 ore al giorno in corsia, non conoscono turni. Non possono arrendersi alla stanchezza, in alcuni casi sono stati privati anche del diritto alle ferie. Il tutto perché una classe dirigente miope non sa cosa significhi “programmare”. Al massimo, come Giani, sa farsi portavoce delle richieste di Confindustria.

Per 20 anni politici di ogni colore hanno massacrato la sanità pubblica per fare cassa: ospedali chiusi, reparti ridimensionati, personale strutturalmente sotto organico, nessun passo per rafforzare la medicina territoriale e l’assistenza domiciliare.

Dopo 8 mesi dal primo lockdown, la sanità è ancora fortemente ridimensionata rispetto al numero di operatori di cui ci sarebbe bisogno.

Le 5000 assunzioni sbandierate da Giani, in un universo fatto di precariato e senza un adeguato scorrimento delle graduatorie, non erano vere assunzioni e non hanno risolto nulla.

Se l’emergenza Covid fosse davvero una guerra come vanno ripetendoci, allora i “generali” dovrebbero essere sottoposti alla legge marziale per tradimento della patria. Perché stanno mandando al massacro i nostri medici e tutti gli altri operatori. E in gioco c’è la nostra patria, cioè la salute del nostro popolo.

Qualcuno riesce a immaginare qualcosa di più prezioso?

NON CHIAMATELI EROI SE POI NON ASSUMETE!

Diamo voce ai lavoratori e alle lavoratrici della sanità

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