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PADOVA HA UN PROBLEMA GRANDE COME UNA CASA

In tutta Italia il problema della casa sta tornando con tutta la sua violenza: sfratti, condizioni di estrema povertà abitativa, famiglie per strada, diritto allo studio negato, città che spingono fuori dai propri confini le persone con un reddito basso o medio. Padova con la sua grossa componente stuentesca e la crescita del turismo sta vivendo una drammatica acellerazione.
Il 2 giugno 2023 sosteniamo la mobilitazione e il corteo che si svolgerà in città.
Di seguito il comunicato scaturito dall’assemblea che ha dato vita alla prossima mobilitazione.

Trovare e poter pagare una casa a Padova negli ultimi anni è diventato sempre più difficile. Per i lavoratori di origine straniera e per le donne con figli quasi impossibile. Gli affitti per gli studenti sono più che raddoppiati in cinque anni, si arriva a 500 euro per una stanza. Gli sfratti sono in continuo aumento. I mutui sono insostenibili così come le spese di acqua, luce e gas. La popolazione residente viene espulsa non solo dal centro ma spesso dalla città stessa, costretta a cercare casa nei paesi limitrofi.

Il 26 maggio 2023 in piazza Portello si è riunita un’assemblea partecipata da lavoratori, comunità migranti, studenti, sfrattati, comitati inquilini, sportelli sociali e alcune realtà impegnate a tutelare il diritto alla casa.

Fra le cause individuate si segnalano:

  • la finanziarizzazione del mercato degli affitti, per cui l’aumento della richiesta abitativa a fronte di nessun intervento pubblico sulle case sfitte, inadeguatezza della legislazione sulle locazioni e risibile controllo sui contratti, porta a fenomeni speculativi di larga e piccola scala;
  • il carovita e l’aumento esponenziale delle spese condominiali e dei mutui, divenuti insostenibili a fronte di salari bloccati da anni, in case private ed ERP;
  • il razzismo, più o meno nascosto, di parti della società, che nei fatti rende difficile per la popolazione migrante trovare un alloggio, quindi avere la residenza, la possibilità di rinnovare i permessi dunque di lavorare;
  • l’esplosione dell’economia turistica in città, in particolare in relazione agli affitti brevi che, in assenza di qualsiasi regola, sottraggono case alla popolazione;
  • l’attacco che il governo Meloni sta portando al diritto all’abitare, con il taglio dei fondi per gli affitti e dei finanziamenti all’edilizia residenziale pubblica e i progetti di legge per criminalizzare chi non ha un titolo di possesso, incluso chi è sotto sfratto;
  • l’inconsistenza delle politiche regionali di Edilizia Pubblica Residenziale, sottoposte a una costante riduzione da decenni e gestite da un’ATER che, lasciando sfitti e senza manutenzione migliaia di alloggi, con le vendite ancora in  programma ha disatteso le sue funzioni statutarie;
  • l’atteggiamento dell’Amministrazione comunale di Padova, che continua a considerare ciò che sta accadendo come un’emergenza e non come una crisi radicata, mettendo in atto soluzioni del tutto inadeguate e non tempestive, senza esigere da ATER il rispetto delle proprie funzioni statutarie e ignorando, in materia di sfratti, il rispetto dei diritti umani sanciti dall’ONU.
  • le politiche universitarie, che puntano ad allargare il numero degli iscritti senza  che Regione Veneto e  ESU si pongano il problema di dove vivranno gli studenti, lasciando via libera al mercato, in particolare agli Student Hotel finanziati da speculatori privati.

L’Assemblea reputa necessario affrontare unitariamente questa situazione, considerando in modo articolato le difficoltà degli studenti, dei lavoratori e dei pensionati, di chi ha origine straniera e di chi è nato in Italia, di chi è inquilino e di chi paga il mutuo. Le cause della crisi abitativa infatti sono comuni a tutte e tutti, e il problema va affrontato in questi termini.

L’Assemblea chiede che le istituzioni cittadine (comune) e regionali (A.T.E.R. e Regione Veneto, che ne ha il controllo) riconoscano la gravità della situazione e se ne facciano carico, attuando tutto ciò che è loro obbligo, ciascuno per le proprie competenze, per porre un freno alle violazioni del diritto alla casa, ai fenomeni speculativi, anche con interventi calmieranti e ordinanze affinché la proprietà pubblica e privata svolga la funzione sociale stabilita anche dalla Costituzione, con una diversa gestione del patrimonio residenziale pubblico e il termine delle svendite delle case popolari, e con l’investimento delle risorse che in altri campi non mancano. Che gli sfratti siano possibili solo con  il passaggio da casa a casa, non per strada o in camere precarie divisive delle famiglie. Che si trovino forme per affrontare il gravoso problema delle residenze della popolazione straniera, per cui il non poter trovare casa comporta il non poter avere i documenti, dunque il lavoro.

Chiede inoltre al governo di sospendere le procedure di sfratto, introducendo la norma e le procedure per il passaggio da casa a casa, in attesa che abbia effetto il rilancio del settore abitativo pubblico, che deve essere attuato con il finanziamento di un programma nazionale di almeno 500.000 alloggi di edilizia residenziale pubblica (non “social housing”), cominciando dal recupero dei 60.000 alloggi ERP sfitti, il ripristino e l’ampliamento di forme di sostegno all’abitare, e di regolazione e calmiere, anche indiretto, degli affitti (ad esempio la proposta di legge Alta Tensione Abitativa sugli affitti brevi).

Per dare forza e concretezza a queste richieste, l’assemblea indice una manifestazione cittadina per venerdì 2 giugno 2023, alle ore 18.00, con partenza dal Piazzale della Stazione ferroviaria di Padova.

Per info scrivere a sportello.sociale.pd@gmail.com.

Inquilini, Comunità migranti, Studenti, Comitati, Sportelli

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