1. Il fallimento del mercato privato
Le stesse agenzie immobiliari certificano l’ormai conclamata inaccessibilità di un’abitazione nel mercato privato per la maggioranza della popolazione. In Toscana mentre i salari diretti, indiretti e differiti restano bloccati, dal febbraio 2018 a maggio 2026 il prezzo medio dell’affitto è aumentato del 68,7%, arrivando a 16,7€ al metro quadro; parallelamente, il prezzo medio per le vendite è cresciuto del 9,7%, toccando i 2664€ al metro quadro.
La spesa media in bollette di luce e gas è praticamente raddoppiata dal 2018 a oggi, superando i 2000€ annui. Un aumento dei costi energetici destinato a crescere ancora a causa delle tensioni internazionali determinate dalle posture belliciste di USA, UE, NATO e Israele, con cui il Governo Meloni e quelli precedenti si sono sempre allineati.
La costante erosione dei redditi produce il dramma sempre più pesante degli sfratti: una famiglia su 1000 ne subisce uno. In Toscana si contano più di 2000 provvedimenti di sfratto all’anno, di cui l’80% per morosità incolpevole: una condizione drammatica legata al licenziamento o alla costrizione di dover scegliere se pagare l’affitto, fare la spesa o saldare le bollette. Ormai il rapporto medio tra le spese abitative complessive e il reddito disponibile supera costantemente la soglia del 50%.
Questa situazione dimostra l’impossibilità di lasciare il diritto all’abitare — che deve essere universale e garantito — in mano alle logiche speculative della rendita e del privato.
2. Serve un piano per aumentare strutturalmente l’Edilizia Residenziale Popolare!
La Giunta Giani ha attaccato il Governo Meloni per aver azzerato il finanziamento del fondo di morosità incolpevole, ma non per l’assenza totale di una nuova pianificazione pubblica per l’ERP. Questo perché anche in Toscana, invece di investire massicciamente nelle case popolari, si preferisce finanziare direttamente i fondi immobiliari chiusi (7 milioni di euro nel bilancio 2025), come quelli di social housing o ERS. Si tratta di fondi immobiliari privati che acquistano o costruiscono immobili con soldi pubblici (a Firenze addirittura ex case popolari) per poi affittarli a canoni concordati che hanno raggiunto, di fatto, i prezzi del libero mercato.
Su questa linea di faglia la giunta Giani, invece di aumentare il patrimonio ERP, ha continuato a erogare milioni di euro per sostenere i cosiddetti “fondi di morosità” e i “contributi affitto” : strumenti assistenziali che non alterano lo strapotere dei proprietari, trasferendo denaro pubblico direttamente nelle loro tasche invece di generare nuove case popolari per chi ne ha bisogno.
I numeri del disastro toscano attuale:
- Gli edifici ERP presenti in Toscana sono 5.881, di cui oltre la metà (circa il 55%) è stata costruita prima del 1970, con un’età media del patrimonio di circa 51 anni.
- Il numero di alloggi si mantiene stabile da anni attorno alle 50.000 unità, concentrate soprattutto nei territori di Firenze, Pisa e Livorno.
- A fronte di questa stagnazione, il bisogno reale è di almeno 65.000 nuclei familiari (tra assegnatari e domande ammesse), con un bisogno potenziale di oltre 110.000 nuclei sotto la soglia ISEE d’accesso.
- La sistematica esternalizzazione e privatizzazione delle manutenzioni ha prodotto un inaccettabile accumulo di alloggi sfitti e inutilizzati, pari a 4.770 unità (9,5% del patrimonio).
- I dati dell’Osservatorio Sociale Regionale (OSR) certificano un divario strutturale drammatico, che lascia ben 19.922 nuclei idonei nelle graduatorie senza un’assegnazione.
3. Potere al Popolo ha un piano: la casa è un diritto!
- Passaggio da casa a casa: basta sfratti senza soluzioni stabili, o con albergazioni e dormitori! La Regione Toscana deve adottare il principio del “passaggio da casa a casa” per chi subisce sfratti, finita locazione o pignoramenti della prima casa. Prima di qualsiasi esecuzione di sfratto, i Comuni e l’Agenzia devono garantire un alloggio definitivo a chi sta perdendo il proprio!
- Alzare le soglie di reddito per l’accesso: gli attuali limiti ISEE d’accesso (16.500€) escludono una fetta enorme di famiglie lavoratrici, coppie e singoli impoverite dalla crisi e dall’inflazione. La nostra legge adegua i criteri di accesso e permanenza equiparandoli alle soglie del Diritto allo Studio Universitario (DSU), innalzando il limite a 27.000€.
- Bandi obbligatori ogni due anni: basta con i Comuni che bloccano le graduatorie per anni nascondendo l’effettivo bisogno abitativo! Imponiamo l’obbligo perentorio di emanare i bandi ERP almeno con cadenza biennale. In caso di inerzia locale, la Regione interverrà immediatamente esercitando i poteri sostitutivi.
- Una casa per tutti: chi ha occupato per necessità o ha scontato precedenti penali deve poter accedere ai bandi ERP. Cancelliamo le vecchie norme escludenti, fermiamo la criminalizzazione della povertà!
- Proteggiamo i giovani precari e le loro famiglie: basta con il paradosso per cui se un figlio under 35 trova un lavoro (spesso precario o sottopagato), l’ISEE familiare si alza e l’intero nucleo rischia lo sfratto dalla casa popolare! Introduciamo una franchigia regionale di salvaguardia di 20.000€ annui sui redditi giovanili per tutelare l’emancipazione e la stabilità delle famiglie.
- Giù le mani dagli anziani soli: diciamo basta alle odiose penalizzazioni e maggiorazioni di canone per “sottoutilizzo” applicate d’ufficio agli anziani rimasti soli in case grandi dopo un lutto. Nessun aumento sarà applicato se l’ente gestore non ha prima formulato e garantito una proposta reale di mobilità verso un alloggio adeguato nello stesso quartiere.
- Diritto alla residenza per tutti: chi perde la casa non deve diventare un fantasma senza diritti civili, senza medico di base e senza tutele. Le sedi territoriali della nuova Agenzia (le Antenne ARTA) fungeranno da domicilio speciale e indirizzo anagrafico valido per garantire dignità a chiunque si trovi in precarietà estrema.
4. Ripubblicizzazione popolare della gestione!
- Basta con il poltronificio e gli sprechi! In Toscana convivono oggi 11 diverse aziende ERP con altrettanti Consigli d’Amministrazione e uffici politici. Sostituendole con un’unica Agenzia Regionale Toscana per l’Abitare (ARTA) gestita in in-house, azzeriamo i costi della governance politica risparmiando 750.000€ all’anno , a cui si aggiungono altri 1,2 milioni di euro risparmiati unificando sedi e magazzini logistici. Risorse che andranno interamente nei cantieri ERP!
- Ripubblicizzare e internalizzare le manutenzioni: affidare i ripristini dei beni pubblici a imprese private aumenta i costi e allunga i tempi di assegnazione. Fermare l’esternalizzazione attraverso l’introduzione dell’amministrazione diretta garantirà un risparmio fiscale e d’impresa netto di 8,5 milioni di euro all’anno , abbattendo il costo medio di ripristino di ogni singola casa popolare a soli 21.250€.
- Salario minimo e occupazione: il sistema ERP deve dotarsi di proprie squadre operaie e tecniche per gestire le manutenzioni in amministrazione diretta. Garantiamo stabilità contrattuale e un salario minimo di 12€/h lordi, interamente coperto cancellando i margini di profitto delle ditte private!
- Lavoro garantito nei quartieri popolari: per promuovere il riscatto sociale, la nostra legge stabilisce che una quota non inferiore al 40% delle assunzioni stabili all’interno dei Cantieri di Quartiere sia riservata per legge ai residenti disoccupati o inoccupati dello stesso patrimonio ERP.
- Comunità energetiche e tutele nei condomini misti: ogni condominio popolare diventerà una Comunità Energetica Rinnovabile (CER) per produrre energia pulita, abbattere le bollette e generare 3,8 milioni di euro di incentivi annui per il recupero degli sfitti. Inoltre, negli stabili “misti” pubblico-privati, ARTA assumerà direttamente l’amministrazione condominiale per azzerare le speculazioni dei gestori privati.
- Stop alla vendita delle case popolari: fino a oggi i Comuni hanno svenduto il patrimonio pubblico o lo hanno usato a bilancio come mera garanzia finanziaria. La nostra legge impone il vincolo di inalienabilità assoluta: le case popolari appartengono ai lavoratori e alla collettività e non possono essere sottratte al patrimonio pubblico!
5. Guerra alla speculazione!
- Emergenza abitativa oggettiva (FAO) e requisizioni: Finché in un territorio la somma di iscritti in graduatoria, sfrattati e pignorati supererà le case assegnate, e finché l’affitto assorbirà più del 25% del reddito, scatterà in automatico l'”Area ad Alta Criticità”. A quel punto, i grandi proprietari di case vuote riceveranno un ultimatum di 90 giorni per affittarle o cederle ; in caso di inerzia, il Sindaco avrà l’obbligo di far scattare la requisizione temporanea coatta fino a 5 anni per assegnarle subito alle famiglie in graduatoria.
- Catasto dello sfitto e incrocio delle utenze: istituiamo il “Catasto regionale dello sfitto” incrociando i dati di anagrafe e catasto con i flussi delle utenze (consumi pari a zero) per scovare gli immobili privati lasciati vuoti da oltre 24 mesi. Tramite protocolli antievasione recupereremo l’IMU elusa dai grandi proprietari da reinvestire interamente nel patrimonio ERP.
- Ristrutturazioni “in danno” ai palazzinari: se un privato lascia marcire un immobile degradato e ignora la diffida del Comune, l’Agenzia pubblica eseguirà i lavori di ristrutturazione necessari. Il costo dei cantieri verrà interamente scalato dalle indennità dovute al proprietario: se le spese supereranno il valore dell’indennità, ARTA attiverà il pignoramento coattivo per espropriare la casa all’asta e destinarla definitivamente nel patrimonio pubblico.
- Sfitto zero in 24 mesi: basta ai regali all’Housing Sociale privato e ai sussidi a fondo perduto che arricchiscono i grandi proprietari. Revocando i 7 milioni di euro regionali vincolati ai fondi speculativi privati e stornando 2,89 milioni di euro all’anno dalle vecchie spese assistenziali per l’affitto sul libero mercato , la nostra legge dota il Fondo Manutentivo di oltre 28 milioni di euro già dal primo anno. Con questi soldi si possono riparare più di 2.000 case popolari attualmente inagibili in meno di due anni!
- Recupero delle caserme e degli edifici pubblici: ci sono immobili demaniali ed ex uffici pubblici abbandonati in ogni città e paese. L’Agenzia opererà come soggetto attuatore per ottenerne lo sblocco e il trasferimento gratuito dallo Stato (federalismo demaniale) , trasformandoli in nuove case popolari nel rispetto assoluto del principio di consumo di suolo zero.
Sostieni la proposta di legge di iniziativa popolare per potenziare l’edilizia pubblica, azzerare gli sfitti e contrastare la speculazione immobiliare in Toscana.
Firma, partecipa, diffondi.