Per fermare Israele bisogna rompere i rapporti
Mentre il genocidio del popolo palestinese continua, Israele dimostra ancora di essere un pericolo per il mondo e per tutta l’umanità: la violenza del progetto sionista è sempre più evidente, perpetrata anche e soprattutto grazie al sostegno di Stati Uniti, Unione Europea e alla complicità del nostro Paese, attraverso accordi commerciali, diplomatici, economici e militari intrattenuti al livello nazionale e locale con Israele.
Di fronte al genocidio, alla violazione sistematica del diritto internazionale e agli attacchi ripetuti in tutto in Medio Oriente, ribadiamo chiaramente che non vogliamo essere complici, e che per farlo l’unica soluzione è rompere su tutti i livelli con Israele e con il sionismo.
La dimostrazione popolare che Roma sa da che parte stare
Il popolo di questo paese e di questa città, infatti, ha dimostrato chiaramente ai governi e ad una classe politica totalmente inadeguata, di essere più avanzato, scendendo in piazza al fianco della Palestina, rispondendo al grido del “blocchiamo tutto” e rendendo Roma teatro di una mobilitazione forte e continua con cui giovani, studenti e lavoratori hanno dimostrato chiaramente la volontà di rompere con Israele.
Potere al Popolo ha costruito convintamente questa mobilitazione, non solo lottando per la fine della complicità dello Stato italiano e del governo Meloni con il genocidio, ma anche rifiutando ogni accordo con lo stato sionista sul piano locale. La Piazza del Campidoglio è stata colorata più e più volte con i colori della bandiera palestinese, ma mai per una scelta politica e una presa di posizione netta e reale di chi dovrebbe rappresentare gli abitanti della città.
Con la stessa convinzione abbiamo quindi partecipato alla costruzione della delibera d’iniziativa popolare per la rottura degli accordi tra Roma Capitale e Israele, aderendo al comitato promotore “Roma sa da che parte stare” e partecipando alla raccolta di 16.000 firme, che oggi mette l’Assemblea Capitolina in condizione di non poter più rimanere in silenzio di fronte al genocidio in corso.
La Giunta Gualtieri è complice del genocidio
Ci ricordiamo bene, quando, il 9 ottobre 2023, su iniziativa di Acea e Roma Capitale, veniva proiettata la bandiera d’Israele sul Campidoglio: non un caso isolato ma l’ennesima dimostrazione di una complicità strutturale e costante tra Roma Capitale il genocidio, mai messa in discussione nonostante gli innumerevoli crimini d’Israele.
Le farmacie comunali continuano a vendere i farmaci dell’israeliana Teva; la municipalizzata Acea continua a mantenere accordi con Mekorot, compagnia idrica nazionale israeliana; e va avanti il progetto degli Ex Mercati Generali, affidato al fondo immobiliare a capitale israeliano Hines;
È evidente quindi che la Giunta Gualtieri e il centrodestra che siedono nell’Assemblea Capitolina, dati gli intessi economici, vogliono continuare a portare avanti la complicità politica, diplomatica, commerciale ed istituzionale con lo Stato terrorista d’Israele.
L’atteggiamento avuto fino ad ora, ha quindi dimostrato una totale chiusura degli spazi di democrazia in città, la stessa che abbiamo visto con l’applicazione del “modello giubileo”, oggi riconfermato in “modello Roma”, che ha segnato una gestione della città totalmente incompatibile con le necessità e le istanze popolari.
Solo la mobilitazione popolare può rompere la complicità con il genocidio
L’immobilismo, la complicità e la viltà di questa classe politica, della giunta Gualtieri e del centrodestra da soli non porteranno mai alla rottura degli accordi e all’affermazione della volontà popolare.
Solo la lotta è in grado di cambiare questa condizione e di rompere la complicità con il genocidio. Le grandi mobilitazioni, la raccolta firme, le tantissime piazze in Campidoglio hanno obbligato alcuni Municipi di Roma a prendere posizione e la giunta Gualtieri a rendere conto del proprio operato. Una vittoria popolare che ci dice che la strada è quella giusta.
Sappiamo che la strada è ancora lunga, condanniamo ogni tentativo di boicottare le mozioni municipali a favore della delibera, come abbiamo visto con la mancata approvazione nel municipio XIII in cui alcuni consiglieri del PD, insieme a Fratelli d’Italia, hanno lasciato l’aula per impedire la votazione; così come rifiutiamo ogni pressione e atto volto a bloccare la battaglia popolare per la rottura con il genocidio.
La lotta continua. Nessuna delega. Sappiamo da che parte stare.
Siamo pronti a non arretrare di un passo, sappiamo bene che la lotta è l’unica strada percorribile, per questo non deleghiamo l’antisionismo e la solidarietà con il popolo palestinese.
Porteremo avanti la lotta per la rottura di ogni accordo, mobilitandoci in ogni piazza, in ogni scuola, in ogni quartiere popolare, consapevoli che la lotta al fianco della Palestina è intrecciata a quella contro la guerra e il riarmo, per i salari, per i diritti, per la casa, per l’accesso ai servizi pubblici e per la sicurezza sociale all’interno delle nostre città.
Il vero cambiamento nasce al di fuori delle compatibilità, come ha dimostrato la vittoria al referendum costituzionale dopo la mobilitazione dell’autunno. Ed è per questo anche oggi più che mai crediamo sia necessario dare corpo a un’opposizione politica e sociale, autonoma e indipendente, contro la barbarie del presente che possa davvero incidere nella realtà.
Consapevoli che oggi essere complici d’Israele è una scelta politica, come lo è schierarsi dalla parte della Palestina, saremo presenti all’incontro sulla delibera del 25 giugno nella delegazione di Roma sa da che parte stare, e nel mentre in presidio in Piazza del Campidoglio a partire dalle ore 14:00. Rilanciamo con forza la necessità di una rottura su tutti i livelli con Israele pericolo per il mondo e con il sionismo.
LA LOTTA CONTINUA: DA ROMA CAPITALE AI MUNICIPI ROMPERE CON ISRAELE!