Il 18 aprile 2026 presso Porto Fluviale si è svolto il Consiglio comunale capitolino popolare (CCCP). L’incontro, durato 4 ore, ha visto circa trecento partecipanti e trentacinque interventi da parte di comitati territoriali e vertenze attivate in questi anni a Roma e nei territori su cui incidono le grandi opere decise nell’Urbe. La scelta di convocare il CCCP in questo luogo evidenzia la necessità di impedire il tentativo dell’amministrazione di usare esempi “virtuosi” di recupero urbano, strappati dalle lotte, come foglia di fico per progetti di rigenerazione che fanno esclusivamente rima con la speculazione. Tra gli interventi, anche i contributi di Giorgio de Finis, Luca Montuori e Michele Munafò.

La convocazione di questo appuntamento è nata dalla decisione della Giunta e di tutte le consiglieri capitolini di ignorare la richiesta di un Consiglio comunale aperto sul modello di città che l’attuale consiliatura sta portando avanti. Una richiesta avanzata pubblicamente nel dicembre 2025 da comitati, associazioni, gruppi di cittadini, movimenti attivi nell’area metropolitana ma anche in provincia, che da oltre un anno e mezzo hanno intrapreso il comune percorso di lotta delle Realtà Indisponibili Organizzate nei Territori mossi dalla necessità di opporsi al “modello Giubileo”. Quest’ultimo, rivendicato dalla Giunta Gualtieri stessa, dalla Regione e dal governo Meloni come governance bipartisan e commissariale sine die per realizzare opere e infrastrutture ritenute “strategiche” per la città, attraverso la cosiddetta partnership pubblico-privata, che comporta rischi per la collettività e profitti per i privati, negando la partecipazione di chi abita la città e i territori e drenando servizi e risorse a favore del profitto.

Da tutti gli interventi è emersa una frattura insanabile con l’amministrazione, con cui è in corso una vera e propria contesa: la città pubblica si costruisce contrastando la rendita e la speculazione, finanziando e potenziando servizi pubblici di qualità, stoppando i processi di privatizzazione e procedendo alla ripubblicizzazione di ciò che è stato alienato, accettando il conflitto e il dissenso, ribaltando un modello di governance urbana che non può essere emendato e che, peraltro, ha già prodotto i suoi effetti nefasti in altre metropoli (come Bologna e Milano, che sono intervenute nel corso del CCCP).

In questo senso, riunirsi oggi proprio a Porto Fluviale è importante per affermare che la città pubblica si costruisce attraverso il conflitto e le lotte, con l’autorganizzazione, l’autonomia e l’indipendenza dalle politiche della giunta Gualtieri, ma anche per ricordare che non basta guadagnare la proprietà pubblica degli spazi: bisogna praticarli.

 

Per farlo, bisogna contrastare un modello che mette a profitto lo spazio urbano e che continua a espropriare risorse (suolo, acqua, etc) sulla base degli interessi della finanziarizzazione di cui l’amministrazione si fa garante, anche in provincia come in altri territori: dalle grandi opere (ex mercati generali, stadio della Roma, inceneritore, biodigestore, raddoppio del Peschiera) alla privatizzazione delle municipalizzate (ATAC, AMA, Acea) alla tendenza a concedere la gestione degli spazi pubblici ai privati.

La partecipazione negata impedisce anche alle decine di migliaia di abitanti di Roma che stanno chiedendo con forza la rottura dei rapporti con Israele di sapere cosa c’è scritto in quegli accordi che vedono, dal 2013, l’azienda Mekorot complice del genocidio dei palestinesi.

Si pone, inoltre, il tema della repressione dei conflitti, che si traduce sempre più spesso nella militarizzazione dei territori, giustificata dalla “necessità” di garantire la realizzazione di opere “strategiche” per il profitto e non per gli interessi popolari.

L’assemblea lancia una manifestazione in Campidoglio nella prima metà di giugno per presentare la delibera popolare di indirizzo sui seguenti punti:

  • Idea di città pubblica e di governance:
    • No ai poteri commissariali e speciali per il sindaco e Roma Capitale
    • Uso e recupero del territorio per garantire servizi e politiche abitative pubbliche in grado di rendere esigibile il diritto all’abitare;
    • Revoca dei progetti di speculazione (v. Stadio di Pietralata) e concessione a privati del patrimonio pubblico attualmente in essere (v. Mercati Generali); 
    • Interruzione immediata degli accordi con Israele da parte del comune e delle società da esso controllate;
  • Potenziare i processi di partecipazione e di considerazione preventiva dell’impatto delle opere sui territori e dell’ulteriore consumo di suolo 
  • Ottemperare a leggi nazionali e sovranazionali che tutelano l’interesse pubblico, il verde, l’uso sociale rispetto all’interesse economico
  • Promuovere un ciclo dei rifiuti improntato al riciclo e che dia assoluta priorità alla salute dei territori
  • Potenziamento dei servizi pubblici, aumento degli organici capitolini per garantire servizi di qualità soprattutto nella periferia
  • Stop alla privatizzazione delle municipalizzate, prevedendo contestualmente gli investimenti necessari per servizi pubblici accessibili, laici e di qualità
  • Libertà di movimento, di residenza e rappresentanza politica effettiva per le persone migranti che vivono e lavorano a Roma

 

Qui le realtà aderenti al Consiglio Comunale Capitolino Popolare

Realtà Indisponibili Organizzate sui Territori

Movimento per il diritto all’abitare

Federazione Roma Unione Sindacale di Base

Coordinamento Si Parco Si Ospedale No Stadio

Arci Roma

Potere al Popolo Roma

ASIA-USB

Circolo ARCI Pietralata

Ecoresistenze

Cambiare Rotta -Roma

Donne de Borgata

Collettivo Balia dal Collare-Rieti

Coordinamento contro l’inceneritore di Albano…Roma

Roma sa da che parte stare

Macchia Rossa

Opposizione Studentesca d’Alternativa – OSA – Roma

Pietralata Unita

Comitato Ama Montagnola

Comitato Salute Pubblica zona Tiburtina

Zona verde

Casa del Popolo Scalo-Monterotondo

Csoa Cortocircuito

CRED

Mera 25 Roma

Collettivo X Roma nord-ovest

Associazione Walter Rossi

Cooperativa Inventare l’Abitare

Comitato TAM

Comitato no biodigestore di Roma Est

Comitato Tor Marancia Naturale

Comitato Stadio Pietralata No Grazie

Comitato Difendiamo Casal Selce-NO bioDigestore

Rete Ecosocialista

Extinction Rebellion Roma

Spazio sociale Baccelli Net- Trullo Montecucco

Comitato civico per la tutela dell’area degli ex Mercati Generali

Comitato Caravaggio: uniti contro le torri!

Casa del Popolo “Lorenzo Orsetti”

Casa del Popolo Val Melaina – Ladri di Biciclette

Associazione vita di donna-ODV

Casa del Popolo Roma Sud-Est

Casa del Popolo Casal Bruciato

CUC-Coordinamento per l’Unità dei Comunisti