In questi giorni il Tar del Lazio si dovrà pronunciare sulla concessione diretta e gratuita con durata di 30 anni, che Roma Capitale ha deliberato mettendo a disposizione lo spazio dell’Ex Convento Sant’Ambrogio alla Comunità Ebraica per la costruzione di una scuola privata paritaria, che oltre a confermare la politica dell’amministrazione a vantaggio dei privati rafforza la complicità della giunta Gualtieri con lo stato genocidario di Israele.

Una concessione alla Comunità Ebraica che, secondo quanto emerso dal recente articolo di Maggiore e Mantovani su Il Fatto Quotidiano, prevede investimenti di oltre 8 milioni delle fondazioni Lauder e Yael che supportano apertamente Israele e le forze armate israeliane.

Tra i maggiori finanziatori della scuola figura Uri Poliavich, che nel febbraio di quest’anno alla cerimonia degli Yael Awards a Vienna, come riportato dall’emittente inews24, ha dichiarato: “Se vogliamo cambiare dobbiamo partire dai vostri figli: bisogna iniziare dall’asilo e accompagnarli fino al punto in cui, alla fine delle scuole superiori, scelgano di andare in Israele, scelgano di far parte di Tsahal (le Forze armate di Israele in ebraico, ndr) e diventino parte integrante della comunità israeliana”.

Di fronte a questo condanniamo la decisione della giunta Gualtieri, dell’assessore Zevi e di tutti coloro che hanno votato la delibera per procedere all’assegnazione dello spazio nel novembre 2024.

Questa scelta si va a scontrare oltretutto con la gestione degli spazi pubblici in città: mentre la giunta Gualtieri fa favori a privati, strozza le realtà sociali e territoriali con richieste di cifre insostenibili, applicando la delibera 104/2015 e le logiche di mercato.

Di fronte a questo abbiamo sostenuto con altre realtà politiche e sociali il ricorso al TAR contro la delibera di assegnazione del Sant’Ambrogio, di cui aspettiamo l’esito. Sappiamo però che ad ogni modo continueremo a mobilitarci, perché è solo tramite la pressione popolare che possiamo contrastare queste scelte antipopolari e di complicità con un genocidio.

Dopo le 16.000 firme per la delibera di iniziativa popolare e le grandi mobilitazioni dalla parte della Palestina che hanno attraversato questa città, medaglia d’oro per la resistenza partigiana, sappiamo che gli abitanti di Roma hanno dimostrato da che parte stare: vogliamo rompere con Israele su tutti i livelli.

La lotta continua, contro la giunta Gualtieri così come contro tutti coloro che sostengono Israele fuori e dentro le istituzioni.

Ora la revoca della concessione del Sant’Ambrogio, la rottura di tutti gli accordi con Israele e la discussione della delibera di “Roma sa da che parte stare” all’interno dell’Assemblea Capitolina.