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Lipscuola: la raccolta firme deve continuare

Mentre il paese assiste a trattative per un “contratto” di governo le cui anticipazioni sono a dir poco preoccupanti, le scuole chiuderanno un altro anno in cui ha regnato l’arbitrio, lo sfruttamento, l’avvilimento dei diritti, coerentemente con quanto avviene,  più in generale, rispetto ai bisogni delle persone, continuamente  sottovalutati, umiliati, ignorati.

Tutto ciò nel disinteresse generale. Due questioni (scuola e vincolo di bilancio, con le sue conseguenze sull’esistenza di tutte/i) assumono oggi più che mai – anche considerando le indiscrezioni relative agli accordi tra Lega e M5S –centralità e attualità; non possiamo perdere l’occasione di dare il nostro contributo. 

Come Potere al Popolo! abbiamo fatto della scuola pubblica, laica, democratica un punto strategico del nostro programma, a partire dal sostegno alla legge di iniziativa popolare “Per la scuola della Costituzione” . Ora è necessario portare a termine quell’impegno, assunto nelle assemblee nazionali e nelle tante iniziative territoriali. La centralità dei territori ha questo terreno di prova: la raccolta delle firme non è un elemento secondario dell’azione politica, nè può essere fatta in modo puramente spontaneistico ed estemporaneo. E’ il momento di premere sull’acceleratore; nei prossimi due mesi la raccolta di firme su Lipscuola e art. 81 della Costituzione (per emendare da esso il pareggio di bilancio e non sottoporre i diritti fondamentali delle persone ai diktat europei) deve proseguire, essere incrementata, produrre il risultato che tutti noi auspichiamo: messe in salvo le firme e depositate le proposte in Parlamento, riprendere a settembre una mobilitazione degna della posta in gioco; riaccendere il conflitto su due temi strategici per l’eguaglianza in questo Paese. 

L’assemblea di Napoli del 26 e 27 maggio dovrà fare il punto sulla situazione attuale della raccolta, creare nessi e coordinare la raccolta stessa sui territori: fare tutto ciò che è possibile per mettere in salvo il risultato di 60 mila entro la fine di giugno. È necessario il contributo di tutti e tutte.

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