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[CIVITAVECCHIA] IL TAGLIO AL RITIRO DEI RIFIUTI E’ VANDALISMO AMMINISTRATIVO

L’amministrazione Tedesco continua con i suoi atti di vandalismo amministrativo.

Dal suo insediamento la maggioranza non fa altro che litigare sulle sorti di CSP con accuse reciproche e minacce di sfiducia al sindaco. Il finale di questa ridicola sceneggiata è stato scritto la notte del 30 aprile, a spese dei cittadini, quando si è deciso di “esternalizzare” servizi pubblici fondamentali e di interrompere nella zona 2 la raccolta dei rifiuti porta a porta.

Il taglio del ritiro domenicale, praticamente il primo atto amministrativo della giunta, era solo l’anticipo del vero obiettivo: il ritorno dei cassonetti nelle strade di Civitavecchia.
I servizi messi in vendita sono quelli delle farmacie comunali, dei servizi cimiteriali, del verde pubblico e della segnaletica stradale.
Una scelta politica gravissima di cui la giunta tutta, e in particolar modo il Sindaco, dovrà rispondere.

Perché decidere che sia un privato a guadagnare su un servizio remunerativo come quello delle farmacie?
Come può un privato, guidato esclusivamente dalla volontà di ottenere più profitto possibile, svolgere meglio del pubblico dei servizi essenziali?
Perchè privatizzare proprio ora che la sospensione del pareggio di bilancio porterà ingenti finanziamenti a sostegno degli enti locali?

Una fretta che può essere giustificata solo con l’esistenza di pressioni da parte di chi vuol mettere le mani sui soldi degli utenti finali, i civitavecchiesi!
Questa indegna spartizione del patrimonio cittadino deve essere interrotta!

È sconfortante che in una situazione di emergenza come quella che stiamo vivendo, alla guida della città ci sia un’amministrazione che gestisce il patrimonio comune con tanta leggerezza. Avevamo capito fin dalla campagna elettorale, ricca di slogan e false promesse, che l’unico scopo perseguito da quella coalizione era di occupare le poltrone su cui siedono. Se l’unico modo per tenere viva questa maggioranza è la svendita della città, possono benissimo andarsene a casa.

Il bene comune di Civitavecchia vale molto di più di chi oggi la rappresenta con così poca serietà

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