Col bradisismo si può convivere, col malgoverno no.
“Non dovevano costruire lí, ora che non si lamentino”. Questo è il commento che puntualmente chi non vive a Pozzuoli o a Napoli dispensa sull’emergenza in corso nei Campi Flegrei.
Un commento rafforzato dalle dichiarazioni del Ministro Musumeci, che dopo le prime scosse di due anni fa giustificava l’assenza di interventi concreti del governo a causa dell'”abusivismo diffuso”. Una affermazione che prova a scaricare la responsabilità di quanto avviene sugli abitanti e non sulle istituzioni che li governano, di cui Musumeci è parte integrante.
Evidentemente il primo nemico da combattere per creare la solidarietà e l’attenzione che merita questa vicenda è il razzismo antinapoletano, che, come vedremo, è stato utilizzato finora anche dal Governo Meloni per fuggire dalle proprie responsabilità.
Ma andiamo con ordine.
La scossa di magnitudo 4.7 del 31 Luglio è stato con ogni probabilità l’ evento più intenso degli ultimi 450 anni. Un evento naturale che nasconde una catastrofe politico-amministrativa lunga 40 anni.
Dagli anni 80 il territorio dei Campo Flegrei attende una reale messa in sicurezza. La legge finanziaria 887 del 1984 per prima stanziò risorse per i Campi Flegrei e conferì al Presidente della Giunta Regionale il ruolo di Commissario Straordinario
A distanza di 40 anni, di 1 miliardo di fondi pubblico spesi e di decine e decine di governi nazionali e regionali di centro destra e centro sinistra ci ritroviamo con un territorio senza vie di fuga, senza quelle strutture di prima accoglienza pur previste dai piani di protezione civile, con infrastrutture primarie e sottoservizi fragili, con un trasporto pubblico ormai inesistente.
I Decreti Campi Flegrei succedutisi negli ultimi due anni non hanno mai affrontato realmente i problemi delle comunità:
-La messa in sicurezza del patrimonio edilizio pubblico e privato.
-La messa in sicurezza dei costoni
-La manutenzione della rete di sottoservizi
-Il potenziamento delle vie di fuga
-La realizzazione di hub di prima assistenza e la gestione degli sfollati.
-Uno stop alla speculazione sugli affitti agli sfollati;
-uno stop alla speculazione edilizia di un pugno di palazzinari
La nuova struttura commissariale istituita dai Decreti (a sostituzione della precedente quarantennale) e l’ inadeguatezza delle istituzioni regionali e locali hanno prodotto poco o nulla.
Oggi a pochi giorni dalla scossa del 31 Luglio, Pozzuoli non ha ancora un Hub per l’assistenza alla popolazione (doveva essere realizzato due anni fa a via Artiaco).
Non un edificio danneggiato ed evacuato a seguito della scossa del 2024 è stato consolidato e restituito ai proprietari.
Anzi la metà delle richieste è stata respinta.
Questo respingimento è stato possibile perché, laddove in un condominio erano presenti piccole difformità edilizie, il contributo veniva interamente negato, mettendo in pericolo non solo i condomini ma tutti gli abitanti delle case limitrofe. Questo sarebbe l’abusivismo di cui Musumeci accusa i puteolani.
Dopo la protesta del 4 agosto, il nuovo decreto del governo ha superato questa problematica, a DUE ANNI dalle prime scosse, rendendo il contributo utilizzabile anche in presenza di piccole difformità edilizie, nei fatti ammettendo le proprie colpe.
Il nuovo decreto prevede anche un rimborso del 70% per l’adeguamento sismico su tutti gli immobili. Si tratta di un contributo che non può essere dato a pioggia, o nei fatti si trasformerebbe in un condono ex post per quei costruttori che, dopo gli eventi bradisismici del 1983, hanno fatto incetta di immobili, comprandoli a quattro soldi e speculando spesso senza rispettare criteri antisismici. Noi chiediamo che il contributo copra il 100% dell’adeguamento antisismico delle prime case, che cali progressivamente fino alla terza casa e che sia nullo dalla quarta casa in su. Non può essere il pubblico a pagare per chi ha speculato.
Nel frattempo ci sono oltre mille sfollati, tra cui bambini, anziani e disabili, con numeri in rapido aumento ora dopo ora. Gli stabili sgomberati aumentano quotidianamente e si vanno a sommare a quelli mai riqualificati del 2024 e 2025.
Intanto aumenta la speculazione nelle aree prossime alla zona rossa, con pochissime case disponibili e fitti alle stelle, circostanza già evidenziata a seguito degli eventi sismici del 2024 e 2025 che rendono anche i contributi per l’ autonoma sistemazione difficili da utilizzare. Insieme ai cittadini chiediamo il blocco dei mutui, dei fitti e delle utenze per gli sfollati, un calmiere agli affitti contro la speculazione in atto e la requisizione di stanze e immobili per ospitare gli sfollati.
I sottoservizi presentano danni ingenti e non c’è un piano di manutenzione straordinaria strutturato, ma solo la riparazione dei danni che si susseguono dopo ogni piccola scossa
La popolazione di ampie aree di Pozzuoli è rimasta senza acqua dal 31 Luglio, durante una delle estati più calde mai registrate.
I costoni rocciosi, ripetutamente crollati a seguito dell’ ultimo sciame sismico non sono mai stati consolidati e messi in sicurezza nonostante le risorse stanziate negli ultimi anni.
Le scuole del territorio sono in larga parte danneggiate e molte sono inagibili, nonostante la struttura commissariale avrebbe dovuto, come primo obiettivo, riqualificare gli edifici. Ad oggi non è chiaro se a settembre sarà possibile rientrare in classe.
Infine i Campi Flegrei sono completamente isolati dal trasporto pubblico con linea 2 metropolitana e linea cumana sospese a tempo indeterminato.
Le comunità di Pozzuoli e dei i Campi Flegrei possono convivere con il bradisismo. Ma possono farlo se le istituzioni garantiscono strumenti e diritti per farlo. Fino ad oggi nessuno lo ha fatto.
È giunto il momento che le comunità quei diritti e quegli strumenti se li prendano.