Il Movimento migranti e rifugiati Napoli denuncia un abuso di polizia avvenuto la sera del 27 giugno in piazza Dante a Napoli, dopo la serata finale del Gay pride, ai danni di tre giovani migranti, regolarmente soggiornanti sul territorio italiano. La vicenda aveva già fatto notizia, perché legata a una presunta aggressione sessuale commessa dai tre. Sta adesso emergendo una verità ben diversa.

Mariema Faye “In Italia succede anche questo: sei in piazza con gli amici, ti provocano e ti trovi in stato di fermo dopo una profilazione razziale da parte delle forze dell’ordine.
I nostri tre compagni del video erano a Piazza Dante seduti su una panchina. Una donna si è avvicinata e ha iniziato a provocarli, dicendo che dovevano ‘tornare al loro Paese’ e che dovevano ‘imparare l’italiano’. I ragazzi, arrabbiati a causa della provocazione, hanno risposto alla donna di andarsene. Dopo poco è arrivato il compagno della donna che ha aggredito fisicamente e violentemente i ragazzi, che non hanno reagito.
A quel punto è intervenuta la polizia, che dopo aver chiesto i documenti ai ragazzi, ha improvvisamente deciso di bloccarli e buttarli violentemente a terra, in 6 contro 1.
Siamo accorsi fuori al Commissariato di Montecalvario, dove abbiamo atteso tutta la notte per chiedere cure mediche (arrivate dopo ore di attesa) e l’immediato rilascio dei nostri fratelli.”

Nei giorni successivi, la notizia è stata ripresa da diversi giornali ribaltando completamente la realtà dei fatti: la donna sarebbe stata aggredita e i ragazzi, da aggrediti, sarebbero diventati gli aggressori. Nel giudizio per direttissima del 29 Giugno il giudice nel convalidare l’arresto non ha ravvisato alcuna esigenza cautelare ed ha quindi liberato i nostri tre compagni. A loro vengono attualmente contestati i reati di resistenza a pubblico ufficiale e lesioni, ma nessuna molestia sessuale.

“A quel punto è avvenuto un altro abuso: l’Ufficio immigrazione della Questura ha deciso il trattenimento in Cpr di due dei tre nostri compagni, in base all’art.6 del dlgs 142/2015 sulla base cioè di una presunta pericolosità sociale. I nostri compagni sono stati deferiti dunque nel Cpr di Potenza. Solo giovedì 2 luglio il tribunale di Potenza ha ritenuto non valido il loro trattenimento, lasciandoli a piede libero”.

Prosegue Mariema Faye “Questa vicenda è emblematica delle tante forme che può assumere l’odio razziale nel nostro paese: dalle aggressioni di polizia, alla narrazione mediatica distorta del caso, all’accanimento giudiziario contro le vittime. Chiediamo giustizia per i nostri compagni e chiediamo che venga smantellato un sistema di gestione dell’immigrazione persecutorio nei confronti dei lavoratori migranti. Dobbiamo prima di tutto fermare la costruzione di un nuovo CPR a Castelvolturno”.

Per questo saremo in presidio Sabato 11 Luglio alle 17 a Piazza Dante per richiedere un incontro con il Questore di Napoli.