Manifestazione a Padova
Venerdì 6 marzo | Ore 18
Via VIII febbraio (davanti Palazzo Moroni)

Manifestazione 6 marzo

Dopo una prima reazione in cui sembrava che l’attacco all’Iran fosse poco più che le quotidiane bombe su Gaza a cui Israele ci ha abituato da due anni e mezzo, i media si sono resi conto che non possono più negare la realtà di una guerra totale in Medio Oriente, che ha conseguenze dirette su tutto il mondo. E i cui costi, come quelli di ogni guerra, li pagano i popoli.

Ucciso Khamenei, il regime teocratico e autoritario di Teheran non è caduto, e si prepara a reprimere ancora più violentemente le proteste interne e a resistere quanto più a lungo possibile sul piano militare. Chi pensa di liberare il popolo iraniano con le bombe fa finta di non ricordare cos’è accaduto in Afghanistan e in Iraq, e gioca a Risiko sulla pelle degli altri.

Gli Stati Uniti e Israele sono il più grande pericolo per la pace nel mondo. Attaccare direttamente l’Iran, ipotizzando ora anche l’invasione via terra, significa portare nel conflitto tutto il Medio Oriente e – in men che non si dica – anche l’Europa. Hanno scelto di farlo per mero interesse economico, per il controllo di un’area ricca di giacimenti di gas e petrolio, perché il capitalismo USA è in crisi e ha soltanto la guerra come strumento per mantenersi in vita.

L’Unione Europea e il governo italiano sono felici di accodarsi ad una guerra di cui Trump e Netanyahu non si sono nemmeno degnati di avvisare. Una guerra che pagano in primis i popoli del Medio Oriente, e tra un attimo pure noi. Non bastano i tagli alla scuola e alla sanità per gli investimenti nelle armi, ora avremo un ulteriore aumento dei prezzi dell’energia e – di conseguenza – di tutti i beni di prima necessità.

Bisogna fermare questa e tutte le altre guerre prima che sia troppo tardi. La vita umana e la vita del pianeta valgono molto di più dei profitti delle grandi imprese delle armi e del fossile. Contro una classe politica complice e collusa, che ci sta trascinando verso il baratro, scendiamo in piazza e organizziamoci!