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REGIONE LAZIO, PRENOTAZIONE VACCINI, E ALTRI MOSTRI MITOLOGICI

Come nelle nostre migliori ultime tradizioni, anche questa mattina abbiamo avuto la prova del magico mondo digitale della Pubblica Amministrazione.
Questa volta ci ha provato il portale della Regione Lazio dedicato alla prenotazione dei vaccini per gli ultraottantenni, che dopo giorni di annunci roboanti doveva essere attivato da oggi per la campagna vaccinale al via dal 08 febbraio.
Allo scoccare della mezzanotte il primo intoppo: il portale non risultava attivato (d’altra parte non era mica stato indicato l’orario!), e solo verso le nove di mattina gli utenti sono stati avvisati che le prenotazioni potevano essere effettuate a partire dalle ore 12.00.
Nemmeno ci trovassimo sul set de “Il Gladiatore” alla famosa frase “al mio segnale scatenate l’inferno”, alle 12.00 precise il portale è andato in tilt: impossibile aprire la pagina delle prenotazioni e, per quei pochi fortunati che riescono ad accedervi, la prenotazione risulta impossibile per i più svariati e fantasiosi motivi: mancanza di connessione WI FI, codice fiscale errato, 80 anni ancora non compiuti (nonostante la Regione Lazio avesse dato indicazioni in proposito che la prenotazione poteva essere effettuata anche per tutti coloro che avessero compiuto 80 anni nel 2021), prenotazioni esaurite nei vari siti vaccinali.
Ma la chicca migliore è che risultano non prenotabili tutti coloro che, pur avendo la residenza nella Regione Lazio da sempre, sono nati in altra regione, perché probabilmente chi ha progettato il portale ha pensato bene di legare la residenza al codice fiscale. Ci sarebbe da ridere se non ci fosse da piangere a dover leggere le risposte dello staff della Regione Lazio sulla sua pagina FB che, agli utenti che fanno osservare questo ulteriore problema, consigliano di adottare per la nonnina un medico di base della Regione Lazio, e il solerte nipote della nonna nata a Napoli che risponde: “Sono 61 anni precisi che mia nonna ha il medico a Roma”
A questa debacle digitale si aggiunge una disfatta analogica, in quanto i numeri telefonici messi a disposizione della Regione Lazio risultano o sovraccarichi, o squillano a vuoto, o inesistenti.
Intanto però la Regione Lazio si congratula con se stessa per il successo dell’operazione, annunciando sui social che “le prenotazioni on line sono partite con un quarto d’ora di anticipo (?) e che nei primi 7 minuti sono state fatte 2.200 prenotazioni”: un vero e proprio utilizzo propagandistico e ideologico di quello che dovrebbe essere uno dei punti fermi di una società civile, ovvero la tutela della salute in primis dei più deboli.
Una deriva sociale ben sintetizzata da un utente che commenta nella pagina FB della Regione Lazio: ” ‘cci vostra…non funziona una ceppa!!! Posso comprare milioni di azioni, ma non posso prenotare un vaccino per un vecchietto!!!”
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