Il 30 giugno 2026 la Ministra dell’Università e della Ricerca Anna Maria Bernini ha annunciato che i diplomi accademici rilasciati dalle istituzioni AFAM (Conservatori, Accademie di Belle Arti, ISIA, Accademie di Danza e Arte Drammatica) diventeranno “a tutti gli effetti lauree”. [1]
Le dichiarazioni che sono seguite parlano di “passaggio storico”, di riconoscimento atteso da decenni, di dignità accademica finalmente restituita. Il Consiglio Nazionale per l’Alta Formazione Artistica e Musicale ha parlato di traguardo storico, i vertici degli istituti fiorentini di passo decisivo, i parlamentari di Fratelli d’Italia di un impegno mantenuto.[2]
Nello stesso giorno, la Corte dei Conti ha approvato la relazione sul sistema AFAM, restituendo un quadro definito “complessivamente positivo”.[3]
Il copione è chiaro: un annuncio a effetto, un coro istituzionale compatto, una narrazione di progresso condivisa da Ministero, sindacati di categoria più moderati e partiti di maggioranza. Ma un anno fa, in questo stesso spazio, denunciavamo che il problema del comparto AFAM non è mai stato il nome del titolo di studio.
UN’OPERAZIONE DI PURO RINOMINARE
Il percorso di studi resta identico: stesso triennio, stesso biennio, stessi crediti formativi. A cambiare è soltanto la dicitura finale sul pezzo di carta. Nessun decreto attuativo pubblicato finora prevede un piano di stabilizzazione per i precari storici, un rifinanziamento strutturale degli organici, o una revisione del monte ore dedicato alla pratica strumentale. L’unica misura economica citata nell’annuncio riguarda 100 milioni di euro per i dottorati di ricerca: utili, ma indirizzati a una fascia già relativamente ristretta e privilegiata del sistema, non ai precari storici del corpo docente né agli studenti alle prese con una formazione strumentale sempre più compressa.[4]
I NUMERI DIETRO IL “DIPLOMA DIVENTATO LAUREA”
Sul monte ore riservato alla pratica strumentale — il cuore della formazione di un musicista — i dati ufficiali dei singoli conservatori raccontano una realtà che nessun cambio di nome tocca. Il DPR 212/2005, che ancora oggi regola gli ordinamenti didattici AFAM, stabilisce che ai decreti ministeriali spetti fissare per ogni credito formativo la quota da destinare a lezioni teoriche, attività teorico-pratiche e studio individuale.[5] In concreto, per l’insegnamento principale di strumento questo si traduce in cifre come quelle pubblicate dal Conservatorio “Casella” dell’Aquila: il corso di “Prassi esecutiva e repertori” di Pianoforte al terzo anno di triennio vale 21 CFU per 32 ore di lezione individuale annue.[6] Al Conservatorio di Salerno, la stessa disciplina per il Canto al biennio vale 15 CFU per 30 ore.[7] Spalmate su un anno accademico di circa 28-30 settimane di didattica effettiva, sono cifre che si aggirano attorno a una sola ora di lezione individuale la settimana per la disciplina che dovrebbe essere il baricentro dell’intera formazione.
Non è un’impressione isolata. Un docente di Storia della musica del Conservatorio di Messina, commentando il recente riassetto dei settori artistico-disciplinari AFAM (Decreto direttoriale n. 205/2025), ha segnalato come l’espansione delle materie musicologiche a scapito del tempo dedicato alla pratica comprometta la possibilità per gli studenti italiani di competere alla pari con i coetanei stranieri, che entrano nel circuito professionale e nei grandi concorsi anni prima.[8]
È la controprova istituzionale di quello che sotto ogni post sulla riforma ripetono studenti e docenti: si può rinominare un titolo quante volte si vuole, ma un conservatorio che concede un’ora a settimana di strumento non forma nello stesso modo di uno che ne concedeva il doppio o il triplo nel vecchio ordinamento.
IL VERO NODO: PRECARIATO E DEFINANZIAMENTO
Il problema resta quello che descrivevamo un anno fa: gli studenti che si diplomano trovano un’occupazione stabile prima dei loro stessi insegnanti, un paradosso che la retorica della “laurea” non scalfisce di un millimetro.[9] Il problema è la chiamata diretta e l’uso sistematico dei contratti a termine, che non riducono solo il salario ma la capacità stessa del corpo docente di organizzarsi.
Il problema è che, mentre il pubblico viene tenuto a dieta, il finanziamento agli istituti privati continua a crescere: oltre 700 milioni di euro l’anno agli istituti paritari, mentre AFAM e università statali restano sotto costante pressione di tagli.[10]
PERCHÉ CONVIENE
Un docente precario è, per definizione, meno incline a contestare le direttive ministeriali o a scioperare, perché il suo futuro lavorativo dipende dalla discrezionalità di chi lo valuta.[11]
Cambiare il significante senza toccare i rapporti di produzione non è una svista, è un metodo: rinominare “diploma” in “laurea” costa zero e produce visibilità mediatica immediata; stabilizzare centinaia di precari, rifinanziare gli organici, ripristinare un monte ore di strumento degno di questo nome ha un costo politico ed economico che nessun governo di questa legislatura ha mostrato intenzione di sostenere. La riforma di giugno funziona così da valvola di consenso: dà l’impressione di un problema chiuso, mentre il nodo materiale — chi insegna e chi suona con un contratto, un salario e un monte ore reali — resta esattamente dove stava un anno fa.
C’è un ultimo filo che vale la pena tirare. La svalutazione del lavoro artistico non è mai stata neutra rispetto al genere: storicamente, ovunque un mestiere si è trovato ridefinito come “vocazione” o “passione” invece che come lavoro salariato, è stato più facile giustificarne la sotto-remunerazione, lo stesso meccanismo retorico che per secoli ha reso invisibile il lavoro delle musiciste e che oggi rende invisibile il lavoro di chi insegna in conservatorio con un contratto a termine rinnovato di anno in anno. Chiamarlo “laurea” non cambia questa cornice: la cambia solo un piano di stabilizzazione vero.
Le nostre rivendicazioni restano quelle di un anno fa, e oggi hanno un motivo in più per essere rilanciate: un piano straordinario di stabilizzazione per tutti i docenti precari con almeno tre anni di servizio; l’abolizione dell’uso sistematico dei contratti a termine nella scuola e nell’AFAM; un rifinanziamento strutturale del settore pubblico, con l’eliminazione dei fondi alle scuole e agli istituti privati; il ripristino di un monte ore di pratica strumentale degno di questo nome.
Senza questo, la “laurea” resta un titolo di carta — prezioso per la propaganda di chi la firma, indifferente per chi continua a vivere di supplenze, chiamate dirette e cachet incerti.
L’arte e la musica sono lavoro. Un titolo nuovo sulla carta non basta a farlo riconoscere.
Note:
[1] MUR, comunicato “AFAM, i diplomi di accademie e conservatori diventano lauree”, 30 giugno 2026, https://www.mur.gov.it/it/news/martedi-30062026/afam-i-diplomi-di-accademie-e-conservatori-diventano-lauree
[2] Dichiarazioni CNAM (prof.ssa Giovanna Cassese), Polo delle Arti e del Design di Firenze (POLIFI), deputati di Fratelli d’Italia M.G. Frijia e A. Amorese, 30 giugno – 2 luglio 2026, , https://corriereuniv.it/afam-i-diplomi-diventeranno-titoli-di-laurea-a-tutti-gli-effetti-cassese-passaggio-storico-per-lintero-sistema/
[3] Corte dei Conti, relazione sul sistema AFAM approvata il 30 giugno 2026, https://www.artribune.com/professioni-e-professionisti/politica-e-pubblica-amministrazione/2026/06/diplomi-accademie-conservatori-diventano-lauree/
[4] DPR 8 luglio 2005, n. 212, art. 6 comma 3, https://www.gazzettaufficiale.it/eli/id/2005/10/18/005G0236/sg
[5] Conservatorio Statale di Musica “A. Casella”, offerta formativa, Pianoforte – Prassi esecutiva e repertori, III anno di triennio, https://www.consaq.it/offerta-formativa/discipline/170-61-2-pianoforte-prassi-esecutiva-e-repertori.html
[6] Conservatorio di Musica “G. Martucci” di Salerno, offerta formativa, Canto – Prassi esecutiva e repertorio, II livello, https://www.consalerno.it/prassi-esecutiva-e-repertorio-canto
[7] Wanderer, “Nuovo assetto AFAM: il futuro incerto dell’insegnamento della Storia della musica in Conservatorio”, marzo 2025, https://wanderersite.com/it/article/nuovo-assetto-afam-il-futuro-incerto-dellinsegnamento-della-storia-della-musica-in-conservatorio
[8] Potere al Popolo Reggio Calabria, “Precarietà strutturale nella scuola e nell’AFAM: una crisi sistemica e le prospettive di lotta”, aprile 2025, https://poterealpopolo.org/notizie/dai-territori/calabria/reggio-calabria-precarieta-scuola-afam-crisi-sistemica-prospettive-lotta/
[1] MUR, comunicato “AFAM, i diplomi di accademie e conservatori diventano lauree”, 30 giugno 2026, https://www.mur.gov.it/it/news/martedi-30062026/afam-i-diplomi-di-accademie-e-conservatori-diventano-lauree
[2] Dichiarazioni CNAM (prof.ssa Giovanna Cassese), Polo delle Arti e del Design di Firenze (POLIFI), deputati di Fratelli d’Italia M.G. Frijia e A. Amorese, 30 giugno – 2 luglio 2026, https://corriereuniv.it/afam-i-diplomi-diventeranno-titoli-di-laurea-a-tutti-gli-effetti-cassese-passaggio-storico-per-lintero-sistema/
[3] Corte dei Conti, relazione sul sistema AFAM approvata il 30 giugno 2026, https://www.artribune.com/professioni-e-professionisti/politica-e-pubblica-amministrazione/2026/06/diplomi-accademie-conservatori-diventano-lauree/
[4] Vds nota n. 1
[5] DPR 8 luglio 2005, n. 212, art. 6 comma 3, https://www.gazzettaufficiale.it/eli/id/2005/10/18/005G0236/sg
[6] Conservatorio Statale di Musica “A. Casella”, offerta formativa, Pianoforte – Prassi esecutiva e repertori, III anno di triennio, https://www.consaq.it/offerta-formativa/discipline/170-61-2-pianoforte-prassi-esecutiva-e-repertori.html
[7] Conservatorio di Musica “G. Martucci” di Salerno, offerta formativa, Canto – Prassi esecutiva e repertorio, II livello, https://www.consalerno.it/prassi-esecutiva-e-repertorio-canto
[8] Wanderer, “Nuovo assetto AFAM: il futuro incerto dell’insegnamento della Storia della musica in Conservatorio”, marzo 2025, https://wanderersite.com/it/article/nuovo-assetto-afam-il-futuro-incerto-dellinsegnamento-della-storia-della-musica-in-conservatorio
[9] Potere al Popolo Reggio Calabria, “Precarietà strutturale nella scuola e nell’AFAM: una crisi sistemica e le prospettive di lotta”, aprile 2025, https://poterealpopolo.org/notizie/dai-territori/calabria/reggio-calabria-precarieta-scuola-afam-crisi-sistemica-prospettive-lotta/
[10] Ibidem
[11] ibidem