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Hanno multato la Befana. Una piccola riflessione sulla socialità al tempo del Covid da parte della Casa del Popolo Estella

Domenica 10 gennaio piazza Barcellona ha ospitato un piccolo grande evento di socialità per il quartiere che accoglie la nostra Casa del Popolo Estella. Tanti bambini hanno potuto ascoltare le storie tratte da Alice nel Paese delle Meraviglie e potuto ricevere tante caramelle e tanta allegria da una gentile Befana (ebbene sì, ci siamo anche travestiti da Befana) e per concludere hanno potuto giocare tutti insieme (gratuitamente e ben distanziati), aiutati dalle mamme e dai papà, a una tombolata con tanto di tabellone gigante.

La giornata – anche grazie alla gradita presenza di un benevolo sole invernale – stava volgendo alla conclusione come un piacevole momento per grandi e piccini del quartiere San Donato, se non fosse stato per l’intervento in forze di Carabinieri e Polizia Municipale. Non si è trattato di un normale controllo da parte delle forze dell’ordine ma – a detta degli stessi agenti – sono intervenuti su segnalazione di un consigliere di circoscrizione a cui tanta allegria concessa a famiglie del quartiere e a bambini di ogni colore deve esser risultata indigesta. Nulla di strano per chi costruisce la propria carriera politica unicamente masticando e risputando odio, contro i più poveri, contro i “diversi” e contro i “piccoli”. Le attività della Casa del Popolo Estella cercano di essere un antidoto all’odio, alla paura, all’isolamento, alle strade deserte e desertificate a causa di politiche inutilmente repressive. La Befana popolare ne è stata un esempio: una attività aperta a tutti, con la massima attenzione per la salvaguardia della salute e della sicurezza di tutti; un’attività che riuscisse a donare uno sprazzo di socialità a grandi e piccini e che trasmettesse un messaggio di consapevolezza sulla gestione della pandemia e su tutti coloro che ne sono loro malgrado travolti (dal virus, dall’isolamento domestico, dalle violenze di un partner, dalla mancanza di vaccini, dalle scuole chiuse, dai pullman affollati, dalle scuole non attrezzate, dalle attività lavorative ferme, ecc…).

Polizia municipale e Carabinieri si sono trovati di fronte a tutto questo e non hanno fatto altro che comunicarci che avevano ricevuto la segnalazione di cui sopra, hanno chiesto chi erano gli organizzatori, hanno intimato di accelerare la fine dell’evento e nulla più. Con nostro grande stupore pochi giorni dopo veniamo convocati dalla Polizia Municipale che ci comunica che gli agenti intervenuti – a dispetto del fatto che sul momento avevano solo chiesto di mettere fine il prima possibile alla tombolata – ci hanno poi “ripensato” e incredibilmente veniamo a sapere che hanno rilevato un inesistente assembramento (se si esclude la naturale e legittima vicinanza dei bambini ai genitori, le persone erano tutte distanziate e con la mascherina indossata) e persino – udite udite – che hanno reputato opportuno denunciarci per aver imbastito in modo abusivo un “gioco di sorte o d’azzardo” (!!!).

Risultato: due multe. Una da 400 euro e la seconda dai 1.000 ai 10.000 euro ?!?

Già lo abbiamo scritto qui sopra ma per chiarezza vogliamo sottolineare alcuni aspetti:

Poco prima della pausa natalizia ci eravamo trovati a ragionare su quanto, questi mesi di distanziamento sociale pesassero come un pericoloso macigno sulle persone, in particolare le più fragili. Mesi e mesi di paura onnipresente, di isolamento e di solitudine, di discorsi in famiglia caratterizzati perennemente dalla pandemia, di privazione di affetti e socialità stanno facendo danni incredibili. L’allarme sull’aumento delle violenze domestiche, l’aumento dei sintomi di disagio psichico e l’ulteriore esplosione nell’utilizzo di psicofarmaci ci segnalano questo tragedia quotidiana ma nascosta che la pandemia sta producendo. L’aumento (si stima di circa il 30%) nei tentativi di suicidio tra i giovanissimi e di episodi di autolesionismo tra i bambini sono un sintomo che non può lasciarci indifferenti e che ci pone la domanda di come venire in soccorso, anche su questo versante, alle esigenze e ai bisogni della nostra comunità.

Come – anche su questo – avere cura della nostra comunità?

La Befana, il racconto di due fiabe e la tombolata popolare sono state parte del nostro tentativo di risposta. Lo ripetiamo, una risposta messa in piedi all’aperto e nel pieno rispetto delle prescrizioni contro il contagio. Giovanissimi, adulti e anziani non hanno molte opzioni sul come trascorrere il tempo fuori casa, di alternative ai luoghi dello shopping ce ne sono davvero poche e le misure contro il Covid restringono il campo a poche scelte.

Ci permettiamo una piccola digressione. Dopo i mesi estivi la nuova impennata dei contagi, insieme alla mala gestione dell’emergenza sono diventate due realtà collegate e drammaticamente evidenti. L’estate non è servita a pianificare e organizzare nulla per contenere questa prevedibile seconda ondata. Messo alle strette il Governo ha optato per la peggiore mezza via: ovvero, chiudere il “chiudibile” (il cui perimetro è vergognosamente sovrapponibile quasi alla perfezione a ciò che non interessa a Confindustria) e non farci capire più nulla con messaggi contraddittori e più frutto di litigi politici che di una compiuta strategia contro la pandemia. La seconda ondata di pandemia si è caratterizzata per una spaventosa confusione rispetto alle norme da rispettare, il collasso della sanità e l’andata completamente in “tilt” del tracciamento.

Le contraddizioni sono sotto gli occhi di tutti. Quando, infatti, nel corso di questi mesi studentesse e studenti sono stati lasciati a casa ma nel frattempo si era liberi di dare sfogo allo shopping, tutti hanno notato una contraddizione. Quando alle 22:00 scatta il coprifuoco, ma poi alle 7:00 di mattina i lavoratori salgono su un tram affollato (e notano che – a quasi un anno dallo scoppio della pandemia – non ci sono corse aggiuntive!!!) tutti notano una contraddizione.

E tornando a dove avevamo iniziato questo testo, quando – mentre rimangono inascoltati a tutti i livelli gli allarmi per gli effetti psicologici della solitudine e dell’isolamento – organizziamo per il week-end dell’Epifania il racconto di una fiaba e una tombolata all’aperto per regalare un momento di sana socialità al nostro quartiere (invitando continuamente i presenti a mantenersi distanziati, distribuendo le cartelle gratuitamente e permettendo di vincere al massimo uno spumante) e prendiamo poi una multa, tutt’altro che irrisoria, per “riffa non autorizzata” e per assembramento, tutti notiamo la contraddizione.
Certo, l’iniziativa è stata una goccia nel mare, ma abbiamo provato a contribuire con i nostri mezzi a rompere disagio nel quartiere dove da poco abbiamo aperto la Casa del Popolo e dove – con lo sforzo di tanti e sempre attenendoci al massimo alle misure anti-covid – tentiamo di fare in modo che il nostro spazio e le nostre forze siano al servizio della salute e del benessere della comunità.

Da quando la pandemia ha travolto, insieme alle vite di tutti, anche le nostre attività sociali, ci siamo infatti posti il problema di come continuare ad essere al servizio della nostra comunità in un momento così difficile. Lo abbiamo fatto avendo sempre come priorità la salute e la sicurezza di tutti noi, di tutti coloro che partecipano alle nostre attività, di tutti coloro che trovano supporto nelle nostre azioni di mutualismo, delle tante persone con cui siamo venuti in contatto attraverso i momenti di solidarietà. Non potevamo fare altrimenti di fronte al timore di mettere a rischio le persone e in particolar modo i più fragili.

Nel farlo abbiamo cercato di spostare online tutte le attività che potevano svolgersi in questa modalità; abbiamo temporaneamente sospeso le attività che potevano mettere a rischio qualcuno. Abbiamo portato avanti una continua opera di informazione e presa di consapevolezza dei rischi del virus; ogni persona che entra nella Casa del Popolo Estella o che partecipa a qualsiasi nostra attività lo fa indossando la mascherina e adottando la precauzione del distanziamento. Ma non solo. Abbiamo sostenuto e sosteniamo le giuste lotte del personale medico per una sanità pubblica e un sistema sanitario che possa essere davvero in grado di tutelare la salute di tutti, sia in tempi “normali” che durante una pandemia; abbiamo costruito a livello nazionale giornate di informazione sul coronavirus e sui vaccini; continuiamo la nostra battaglia per un vaccino che sia non un mezzo per fare profitti, ma uno strumento accessibile a tutti e gratuito, nel più breve tempo possibile. Abbiamo cura della nostra comunità, non solo durante la tombolata popolare, ma da sempre e molto più di quanto facciano le istituzioni.

Noi che abbiamo a cuore il benessere e la salute dei pezzi di popolo con cui veniamo in contatto, non potevamo che mettere in piedi un momento di socialità sicuro, rispettoso delle precauzioni sanitarie, come la Befana Popolare, le fiabe e la tombolata per i bambini è stato. Un’oretta di socialità sana e sicura, un momento in cui godere della collettività pur nel rispetto delle precauzioni. Una mattinata in cui stare bene e far star bene i tanti che stanno affrontando questo periodo da soli e rinunciando a troppo. Non è un caso che piazza Barcellona abbia visto la partecipazione soprattutto dei bambini, degli anziani e di tante mamme.
Iniziamo il nostro percorso nel quartiere San Donato con tantissimi sorrisi donati e con ben due sanzioni. Abbiamo deciso collettivamente di “toglierci il dente” pagando quella da 400 euro per assembramento. Non la meritiamo di certo, ma non vogliamo correre il rischio di pagare quasi il doppio senza avere nemmeno l’opportunità di costruire intorno a quella sanzione un discorso pubblico che coinvolga il quartiere. Questo non è dovuto solo agli strettissimi tempi del ricorso. Il tema del distanziamento è diventato oggettivamente, seppur in maniera molto comprensibile, uno “spauracchio” difficile da maneggiare e su cui è difficile argomentare.

Diversamente contestiamo la multa per l’assurda sanzione per “gioco d’azzardo o di sorte”: questa multa parte da 1000 e può arrivare a 10000 euro. Di fronte a tale sanzione non possiamo che correre il rischio e pertanto contesteremo la pena. L’assemblea della Casa del Popolo ha deciso di contestarla e di utilizzare questo colpo che si è tentato di infliggerci per rilanciare la nostra presenza nel quartiere e a piazza Barcellona, nelle modalità che più tutelino la salute e la sicurezza di tutti.
Approfitteremo fin da subito di questa vicenda per approfondire il nostro tentativo di rompere isolamento e solitudine e di sperimentare una socialità sana e sicura ai tempi del Covid. Non possiamo che sfidare chi vuole i luoghi di socialità deserti con e senza il Covid e i luoghi dello shopping e di lavoro assembrati sempre
Torneremo prestissimo in piazza Barcellona – nelle modalità che più tutelino la salute e la sicurezza di tutti – perché pensiamo che sia sempre più necessario costruire momenti in cui avere cura l’un l’altro, contribuire a costruire una comunità forte, solidale, che non lasci nessuno indietro e che – anche e sopratutto nei terribili momenti che stiamo attraversando – non dimentichi i più fragili e il loro benessere, compreso quello relazionale.

Potere al Popolo! Potere ai piccoli!

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