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GENOVA E’ FERITA, NON STUPIDA: NOI CI RICORDIAMO A CHI CONVIENE LA GRONDA

Qualche giorno fa, nel bel mezzo della crisi di governo e del penoso balletto a cui hanno dato vita i partiti presenti in parlamento, è giunta la valutazione del Ministero delle Infrastrutture sui costi- benefici relativi alla costruzione della Gronda.

Premesso che nutriamo forti perplessità su questa modalità di prendere decisioni, che diviene più che altro uno strumento funzionale a mascherare l’incapacità di dire NO, ovvero di decidere per l’interesse collettivo in contrapposizione agli interessi del partito del cemento, emerge comunque l’esito negativo della valutazione effettuata dai tecnici del Ministero.

Come sosteniamo da anni infatti, l’opera risulterebbe totalmente inutile per la città di Genova oltre a comportare un enorme spreco di denaro pubblico con un pesante impatto ambientale.

Il progetto diviene ancora più scellerato se lo si raffronta all’enorme urgenza di cui necessiterebbe il nostro territorio: il riassetto idrogeologico, la messa in sicurezza delle infrastrutture e la ristrutturazione del patrimonio pubblico immobiliare.

Ma mentre a Roma fanno finta di litigare, le reazioni alla pubblicazione del Ministero sottolineano, se ce ne era ancora bisogno, come sulle decisioni strategiche che riguardano la nostra regione ed il nostro paese, non esiste alcuna differenza tra centrodestra e centrosinistra che si fanno, anche in questo frangente, paladini della causa dei grandi costruttori e sopratutto della famiglia Benetton.

L’opera infatti dovrebbe essere costruita proprio da Autostrade per l’Italia in cambio di quattro anni di proroga della sua concessione, ancora in vigore nonostante i proclami del governo giallo-verde: la scadenza slitterebbe dal 2038 al 2042.

E così, senza alcun pudore, dopo la sfilata nel giorno dell’anniversario del crollo del Ponte Morandi, è partita la generale levata di scudi, dal Sindaco Bucci al Governatore Toti, passando per il Partito Democratico e i sindacati confederali: tutti contro il Ministero, tutti a favore della Gronda. Si può discutere e dividersi su tutto, offrire deprimenti spettacoli in Senato, far cadere e formare governi, dividersi alle elezioni, ma restare uniti come un sol uomo quando si tratta di difendere gli interessi di industriali e speculatori.

Noi, invece, siamo nati per tutelare interessi diametralmente opposti: quelli dei ceti popolari, dei lavoratori, dei giovani e dell’ambiente. Come diciamo da mesi, Genova è ferita, non stupida, ci ricordiamo e ci ricorderemo i responsabili del crollo del ponte e della morte di 43 persone e la subalternità di tutte le forze politiche e dei grandi giornali nei confronti di Atlantia, la quale continua impunemente a macinare utili a discapito della nostra sicurezza e del rispetto del nostro territorio.

Potere al Popolo!

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