Lunedì 18 maggio come Potere al Popolo aderiamo con estrema convinzione allo sciopero generale proclamato dall’USB, per rompere l’assedio alla Flotilla, in solidarietà al popolo palestinese!
Lo sciopero nasce come risposta politica all’appello in sostegno alla Global Sumud Flotilla, che in queste ore, da Marmaris, in Turchia, sta salpando verso Gaza, senza alcuna protezione internazionale, con quindi solo la solidarietà dei popoli a difenderla.
Mentre le navi nel tentativo di portare aiuti vitali alla popolazione palestinese di Gaza vengono bloccate illegalmente dallo stato di Israele, e i loro attivisti criminalizzati, arrestati e torturati, il Governo Meloni continua a garantire copertura militare, logistica e politica al genocidio in corso in Palestina. Non possiamo restare a guardare: scioperare significa dire che non metteremo la nostra opera al servizio della filiera della morte, vogliamo il blocco immediato di ogni fornitura bellica a Israele e la fine della complicità italiana ed europea con il regime di occupazione.
I lavoratori e le lavoratrici, in questi anni, hanno dimostrato che sanno bene da che parte stare! Nonostante la propaganda sionista del governo, a settembre e ottobre abbiamo inondato le piazze, perché ci siamo sempre rifiutati di produrre per un paese che è complice di un genocidio, e sappiamo bene che a pagare il prezzo del sostegno a Stati guerrafondai siamo proprio noi che lavoriamo, perché investire sulle armi significa tagliare su sanità e istruzione, mentre le bollette aumentano e i salari si abbassano, con i profitti record delle multinazionali dell’energia e delle armi, che speculano sulla povertà della nostra gente e sulla morte di chi è sotto le bombe.
A questo si aggiunge un “Decreto 1Maggio” varato dal governo Meloni, che è l’ennesimo schiaffo in faccia a chi lavora, garantendo sempre profitti alle imprese attraverso bonus e decontribuzioni che non creano occupazione, senza nemmeno menzionare un salario minimo ma continuando a precarizzare il lavoro!
Dai porti, passando per chi lavora nella logistica, per i lavoratori e le lavoratrici a rischio licenziamento nelle industrie, nelle ditte di pulizie fino ai braccianti nei campi, lo sciopero è l’arma più importante per far sentire la propria voce, perché senza di noi, senza chi lavora, questo paese non va avanti, ed è per questo che lunedì saremo in piazza, a ricordare con forza che la solidarietà internazionale non ha limiti ne’ confini perché solo il popolo salva il popolo!