
Ne discutiamo il 21 ottobre, h. 18:00 a Piazza della Dignità, Maricarmen Abascal (Ex Piazza dei Cinquecento) con le realtà di lotta della città.
Primi interventi: Arturo Salerni (avvocato), Movimento per il Diritto all’abitare, ASIA USB, Donne de Borgata, Nuova Generazione, OSA, Comitato Popolare Pilastro di Bologna.
Contro le politiche di guerra, carovita, rendita, repressione e razzismo, verso lo sciopero generale del 30 ottobre!
Come si vive nella nostra città e nei quartieri popolari a fronte del carovita, di affitti e mutui irraggiungibili, dei salari da fame e dello smantellamento dei servizi pubblici?
Ci stanno togliendo tutto, un pezzo per volta, facendoci sentire sempre meno sicuri. Interi quartieri sono stati abbandonati dalle istituzioni, con scuole che cadono a pezzi, servizi sanitari insufficienti, trasporto pubblico inefficiente, edilizia residenziale pubblica regalata ai privati e sempre meno spazi verdi.
Questo è conseguenza diretta delle politiche di questo governo e di quelli precedenti che hanno portato avanti tagli al welfare e ai servizi pubblici, mentre aumentano le spese militari e si appoggia incondizionatamente la guerra e gli attacchi ad altri popoli. Un governo che costruisce una società caserma per reprimere il dissenso contro i suoi provvedimenti antipopolari, sia sul piano istituzionale come abbiamo visto per l’approvazione della legge elettorale, che sul piano sociale criminalizzando interi quartieri attraverso le Zone Rosse del decreto Caivano, la richiesta di più polizia, la repressione dei decreti sicurezza e lo scudo penale alle forze dell’ordine.
Davanti a tutto ciò il governo Meloni e partiti di estrema destra, come quello di Vannacci, parlano di sicurezza nascondendosi dietro una “caccia all’uomo” razzista, islamofoba e violenta. Il risultato nei quartieri popolari è quello che abbiamo visto a Bologna, al Pilastro, dove Abderraihim Fakir è stato ucciso dalle forze dell’ordine per il fatto di essere un cittadino straniero in condizioni di fragilità.
Le giunte comunali, mentre condividono il piano di gestione della città con il governo a favore di palazzinari e grandi investitori a scapito delle fasce popolari – come vediamo con il “modello Giubileo” di Gualtieri a Roma – si ritrovano a gestire la crisi sociale nei quartieri con le stesse politiche repressive di polizia e controllo. Non è un caso che sia stata costituita una Commissione Speciale Sicurezza Urbana da qualche mese, che coinvolge unicamente questura e prefettura. Inoltre, di fronte a chi in questi anni si è mobilitato in città la giunta ha sancito la chiusura di ogni interlocuzione democratica con cittadinanza e realtà territoriali attraverso i poteri commissariali, senza incontrare alcuna opposizione in Assemblea Capitolina.
Crediamo che sia necessario discutere collettivamente che cosa significhi veramente sicurezza per le persone che vivono e lavorano a Roma, partendo dall’individuazione delle responsabilità politiche per dare risposte reali, ragionare su forme di organizzazione e di lotta possibili, e immaginare un’alternativa per i quartieri popolari, lavoratori e lavoratrici e gli abitanti dei nostri territori.
Alla loro finta sicurezza, fatta di repressione, classismo e razzismo, ci dobbiamo riappropriare dell’unica vera sicurezza per i quartieri popolari: la sicurezza sociale.
La nostra sicurezza è diritto alla casa, ai trasporti, alla sanità, ai servizi pubblici, tutele sul lavoro, una sicurezza che si fa combattendo la violenza di genere e costruendo un futuro per le nuove generazioni che si stanno mobilitando in questi giorni. La sicurezza sociale si fa rafforzando la comunità e le reti sociali e partecipazione reale.
Solo con la lotta e l’organizzazione possiamo ottenere i nostri diritti!
Per questo il 21 ottobre alle ore 18:00 ci troveremo a Piazza della Dignità a discuterne insieme per condividere un ragionamento collettivo, contro abbandono dei territori, la speculazione e la società caserma. Costruiamo la sicurezza sociale, vogliamo Roma Si-Cura!
Contro le politiche di guerra, carovita, rendita, repressione e razzismo, verso lo sciopero generale del 30 ottobre!