Il ddl antisemitismo arriverà in aula al Senato il 3 marzo, per essere approvato e votato dal Parlamento.
Siamo contrari a questo ddl senza mezzi termini: si tratta infatti dell’ennesima legge bavaglio che prova a tacitare le legittime proteste contro Israele. Il ddl adotta infatti ufficialmente la definizione di antisemitismo che ne dà l’IHRA (Alleanza internazionale per la memoria dell’Olocausto), la quale è estremamente ambigua poiché associa la discriminazione nei confronti degli ebrei (antisemitismo), alla legittima critica allo Stato di Israele (antisionismo).
L’antisemitismo, così come ogni altra forma di discriminazione su base razziale, etnica, nazionale o religiosa, è già perseguito dall’art.604 bis del Codice Penale (Legge Mancino) del nostro ordinamento. Lo scopo vero della legge – che, è bene ricordarlo, nel suo testo base è quello presentato dalla Lega, partito che ha legami documentati con organizzazioni neofasciste e neonaziste – è quello di impedire le manifestazioni di solidarietà con il popolo palestinese e di colpire, chi, soprattutto nei luoghi del sapere, prova a ricostruire la storia del conflitto in Palestina a partire dalla natura coloniale dello Stato di Israele.
Di fronte a una possibile bocciatura in sede di vaglio costituzionale, le restrizioni nei confronti della libertà di espressione e di riunione sono state espunte dal testo originale (che prevedeva divieti nei confronti di manifestazioni pubbliche antisioniste e, nella versione del ddl Gasparri, l’inasprimento delle sanzioni nei confronti del personale scolastico e universitario che avesse osato esprimere posizioni critiche nei confronti di Israele). Resta tuttavia la problematicità della definizione di antisemitismo e la possibilità che ulteriori restrizioni alla libertà di espressione e di manifestazione non possano venire adottate in seguito, all’interno della cosiddetta Strategia nazionale di contrasto all’antisemitismo prevista dalla legge.
Non resta che mobilitarci, anche perché la stessa “opposizione” parlamentare di centrosinistra voterà divisa. Addirittura c’è chi, come Delrio e la destra Pd, darà voto favorevole al ddl.
Per difendere la libertà di dissenso nel nostro paese abbiamo bisogno di una vera opposizione: invitiamo tutte e tutti a partecipare alla manifestazione del 14 marzo per il No al referendum giustizia, allo stato di polizia e alla guerra sociale e all’economia di guerra del Governo Meloni.
Ci vediamo il 14/3 a Roma, ore 14:00, piazza della Repubblica.
Cambiamo tutto.