Necessario un piano industriale pubblico, che garantisca la sicurezza occupazionale e produzioni di tipo civile.

La Regione proceda all’esproprio per pubblica utilità se necessario.

La situazione del centro produttivo Pierburg diventa sempre più paradossale, ma perfettamente allineata con la svendita e la perdita del settore e del patrimonio industriale nella nostra provincia e nel nostro paese.

Dall’ultimo tavolo ministeriale infatti è uscita fuori la proposta di acquisto per lo stabilimento Pierburg da parte di due gruppi d’investimento internazionali, entrambi con sede a Monaco di Baviera, Ecco Group e Aurelius Group, specializzati nel “carve out”, cioè l’acquisto di comparti di aziende, con fini solitamente speculativi.

Al momento sarebbe previsto un contratto preliminare di vendita da siglare entro marzo con la chiusura formale della transazione entro il 30 settembre, quando gli ammortizzatori sociali saranno già scaduti da un pezzo.

Le sigle sindacali hanno chiesto clausole sull’occupazionalità, questo ci dice che al momento da parte della Rheinmetall sembra non esserci questo tipo di preoccupazione, anzi, il colosso tedesco sta infatti svendendo tutti il comparto civile per dirottare la produzione su armamenti e componenti dedicate al comparto bellico.

L’unica via d’uscita può essere un piano industriale serio, non dei privati, ma da parte dello Stato. Il governo cosiddetto “sovranista” e in questo caso il Ministero del “Made in Italy” sta tenacemente proseguendo sulla scia dei governi degli ultimi decenni, con svendita dei settori industriali del paese, nessun piano di investimento serio e credibile sul comparto industriale e capo chino di fronte a multinazionali e fondi speculativi.

La Regione fa la voce grossa ma sembra essere una posizione dovuta più che voluta. Abbiamo infatti visto come nonostante si sia fatta bella con l’approvazione di una legge sui consorzi pubblici, scritta e proposta dagli operai, da parte della giunta regionale non ci sia la volontà politica di tentare nuove vie contro delocalizzazioni e speculazioni sulle industrie del nostro territorio.

Il caso GKN è lampante, infatti il Consorzio Industriale della Piana, formato dal collettivo dei lavoratori e dall’amministrazione locale è fermo da mesi per non ben specificate questioni tecniche che rivelano la chiara mancanza di volontà da parte di PD e associati a intervenire con decisione nella vicenda.

L’Amministrazione comunale dal canto suo, pur non avendo competenze dirette nell’ambito delle trattative societarie, ha il dovere politico di difendere il tessuto produttivo cittadino e di rappresentare con forza la comunità livornese nelle sedi opportune, non accettando compromessi al ribasso che già sembrano balenare da affermazioni quantomeno ambigue sulla possibilità di produrre armi pur di accontentare Rheinmetall e gruppi finanziari.

Come Potere al Popolo pretendiamo chiarezza sulle reali intenzioni della Rheinmetall nella cessione dello stabilimento e degli eventuali compratori nella continuità produttiva e occupazionale del polo industriale.

Se necessario crediamo che la Regione, insieme all’amministrazione locale, proceda all’acquisto o all’esproprio del sito, e promuova la creazione di un Consorzio Industriale Pubblico, al fine di garantire una produzione civile, con la garanzia dei livelli occupazionali e una gestione partecipata da parte dei lavoratori e delle lavoratrici.