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Strage di Viareggio: arriva il momento della Cassazione

Dopo undici anni dalla strage di Viareggio, costata la morte di 32 persone innocenti, il processo è giunto alla fase finale davanti alla Corte di Cassazione. Molti degli imputati, dai manager di spicco del gruppo Ferrovie dello Stato ai dirigenti delle società di manutenzione del carro di GPL che deragliò la notte del 29 giugno 2009, sono stati condannati sia in primo grado che in appello a pene rilevanti.

Nonostante le evidenti responsabilità emerse nel corso del dibattimento processuale hanno continuato a proclamarsi innocenti, non assumendosi alcuna responsabilità. Inoltre ad oggi, sono rimasti in piedi soltanto i reati di omicidio colposo plurimo e di disastro ferroviario. Tutti gli altri, sono già andati prescritti.

Una cosa inaccettabile per la città di Viareggio e per i familiari delle vittime che quelle fiamme le hanno viste sulla pelle dei propri cari.
Un duro colpo per la giustizia di uno Stato democratico.

Tra i 16 imputati (vertici e dirigenti delle Ferrovie, insieme ad amministratori e dirigenti di società ferroviarie estere) che hanno presentato ricorso in Cassazione contro la sentenza della Corte d’Appello di Firenze c’è anche Mauro Moretti, ex ad di Fs e di Rfi, condannato a 7 anni e mezzo per disastro ferroviario, omicidio plurimo colposo, lesioni colpose, incendio.

Esprimiamo completa solidarietà ai familiari delle vittime che, per undici interminabili anni, non hanno mai mollato e che purtroppo, a causa del Covid-19, oggi si vedono negata la possibilità di partecipare all’udienza a Roma e ci auguriamo di vedere presto alcuni di coloro che hanno ricoperto fin troppe cariche pubbliche pagare per aver scelto di sacrificare la sicurezza e la vita di tante persone in nome della riduzione di costi e maggiori profitti.

Viareggio pretende giustizia per chi non c’è più e per chi è rimasto.

PAP TOSCANA

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