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SOLIDARIETÀ AGLI OPERATORI ECOLOGICI DI LAMPEDUSA

Negli ultimi mesi abbiamo assistito a degli incresciosi avvenimenti, seppure comuni negli ultimi anni . Avvenimenti di cui vorremmo fare partecipe la cittadinanza.

Gli operatori ecologici delle isole di Lampedusa e Linosa hanno lavorato per alcuni, troppi, mesi pur in mancanza di stipendio. Le ditte facenti parte del raggruppamento ISEDA infatti non hanno corrisposto loro gli stipendi spettanti, precipitando le isole in una situazione di totale degrado e arrecando un danno
a tutta la collettività. Situazione mitigata solo dal senso di responsabilità degli operatori stessi, che tuttavia non hanno mai rinunciato a lottare per riavere quanto dovuto, organizzati dal sindacato Unione Sindacale di Base e dal collettivo Askavusa.

In seguito alle proteste e ad un improvido atto del Sindaco Martello, che rescindeva a metà del mese scorso il contratto con le aziende, gli operatori si sono ritrovati come somma beffa anche licenziati!

La vicenda sembrava essersi risolta la settimana scorsa , con lo stanziamento da parte della regione di un milione di euro per il pagamento degli stipendi e dei TFR arretrati, nonché dell’impegno alla riassunzione da parte delle aziende. Queste ultime si sono però rese protagoniste di un atto inaudito. Con un vergognoso ricatto morale, hanno convocato questo weekend i lavoratori consigliando loro di firmare un documento in cui affermavano di non essere stati licenziati ma di essere in ferie forzate. Tutto questo per evitare il pagamento dei TFR e dilatare quello dei mesi di stipendi arretrati! Ancora più vergognoso il fatto che i lavoratori siano stati convocati in mancanza dei rappresentanti sindacali dell’USB e che il sindacato UIL, che conta alcuni iscritti tra gli operatori, ha avvallato con una telefonata questo ricatto!

Come Potere al popolo riteniamo quanto avvenuto un fatto di una gravità inaudita. Il nostro è un atto di accusa verso le ditte del gruppo ISEDA, che stanno colpevolmente e coscientemente giocando una partita in primo luogo sulla pelle degli operatori ecologici e di tutte le loro famiglie, privandole di un sostegno economico fondamentale. In secondo luogo stanno giocando una partita sulla.salute di tutta la cittadinanza. È un atto di accusa verso le istituzioni, che non si sono adeguatamente adoperate per salvaguardare un servizio pubblico essenziale come quello della raccolta dei rifiuti. È un atto di accusa anche verso il compartimento di certi sindacati che hanno smarrito probabilmente il senso della difesa di chi dovrebbero rappresentare.

Come Potere al popolo riteniamo infine di dovere esprimere la nostra solidarietà a tutti i lavoratori che sono stati vittima di questo ricatto ignobile. Questi lavoratori hanno, infatti, condotto nonostante enormi difficoltà una lotta esemplare per i loro diritti, non demordendo mai e avendo la lucidità di legare le richieste sugli stipendi alla richiesta di una ripubblicizzazione di un servizio essenziale per la comunità. In particolare la nostra solidarietà e la nostra ammirazione va a Vincenzo Amato, Amedeo Maggiore e Pino Tuccio, gli unici tre lavoratori che si sono rifiutatati di sottoporsi a questo punto ricatto. A loro diciamo che li sosteniamo e che li sosterremo sempre in futuro.

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