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Scendiamo in piazza per i nostri diritti, contro la crudeltà del governo

La Lega e il Movimento 5 Stelle si sono presentati agli italiani come le forze politiche del cambiamento. Ora sono al governo,eppure tutto è rimasto uguale. Il Jobs act è ancora in vigore, la legge Fornero non è stata abolita; si continua a chiedere sacrifici, a limitare gli spazi di democrazia, a individuare nel più deboleun nemico pericoloso.

Il decreto sicurezza è il simbolo più tragico di questa situazione e della crudeltà di questo governo.

Crudele è abolire lo status di protezione umanitaria; crudele è revocare il permesso di soggiorno provvisorio dopo solo il primo grado di giudizio, crudele è prevedere la revoca della cittadinanza; crudele è,inoltre,reintrodurre pene spropositate contro le forme pubbliche di dissenso;crudele è colpire chi è costretto a occupare una casa spesso fatiscente per avere un tetto sulla testa, crudele è dotare le forze dell’ordine di uno strumento letale come il taser.

Ma oltre che crudele,è criminale sostituire un sistema come quello degli SPRAR (tutt’altro che prefetto) con un sistema di segregazione per i migranti,perché significa trasformare uomini liberi in detenuti,togliendo loroanche il minimo livello di assistenza e sostegno, costringendoli di fatto a lavorare a nero, senza la possibilità di un contratto.

Il decreto sicurezza è un provvedimento criminale perché fa un enorme regalo alle mafie, ai padroncini disonesti, e a chi vuole approfittarsi di una grande quantità di manodopera a basso costo che viene messa sul mercato.

Il decreto sicurezza nega i diritti di tutti e di tutte noi.

Perché se da un lato, molti di questi provvedimenti sembrano rivolgersi solo ai migranti, dall’altro il governo innesca una pericolosa gara al ribasso dei diritti di ogni lavoratore subordinato.

Il governo giallo-verde, con il suo decreto e con i suoi provvedimenti, ha dichiarato guerra a tutti noi, che chiediamo condizioni di vita migliori, che aspettiamo da troppo tempo di andare in pensione, o di avere una stabilità lavorativa senza subire i ricatti del datore di lavoro; a tutti noi che cerchiamo, ogni giorno, di costruire momenti di solidarietà.

Non facciamoci fregare dal terrore, non facciamoci dominare dalla paura. C’è un modo diverso di vivere, migliore e più umano.

Facciamoci esercito, e il 10 novembre scendiamo in piazza, uniti, contro il governo dell’odio e della paura.

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