di Rosario Cupelli.La legge 833/78 istitutiva del Servizio Sanitario Nazionale, metteva al primo posto la prevenzione piuttosto che la cura dell’utente, perché curare costa molto, molto di più che prevenire . Questo principio non è stato mai completamente attuato.Ciò comporta un aggravio considerevole di spesa per il SSN ma principalmente è un danno per il cittadino che potrebbe evitare le conseguenze di tante malattie.
Bisogna quindi ritornare allo spirito originario della legge, ed attuare una forte campagna di prevenzione. I protocolli esistono già , bisogna solo attuarli e migliorarli, modernizzarli.Quanti cittadini in Italia sono stati invitati dal medico curante a sottoporsi preventivamente, a seconda dell’età anagrafica, all’esame della prostata, all’esame dei genitali, esame del colon, Holter cardiaco ecc…. ? Tutte pratiche che consentirebbero, se effettuate, l’individuazione precoce di diverse malattie ad un costo
non eccessivo.Norma di legge che impone ai medici di base ad invitare i cittadini ad esami preventivi delle malattie più diffuse, tenuta di un registro degli esami fatti, campagna di sensibilizzazione ed esami gratuiti. Chi non si sottopone alle visite preventive non avrà in seguito la gratuità di quelle prestazioni. Perché il libero rischio che corre potrà avere un costo che inciderà pesantemente sulla collettività.Assunzione di altri medici, penso ai precari delle guardie mediche , al fine di consentire una turnazione per fornire un’assistenza H24 sul territorio. A questo andrà collegata l’istituzione di punti di primo intervento, iniziativa che associata all’assistenza H24, dovrà portare ad alleviare il carico di lavoro delle postazioni di Pronto Soccorso.Il tutto porterà ad un notevole risparmio dei costi della sanità ed a un miglior servizio.
La sanità deve essere gratuita, NON SI PUO’ FARE PROFITTO SULLA SALUTE. Quindi abolizione delle Aziende Sanitarie. Va garantita un’ Assistenza sanitaria competente, efficiente e gratuita per tutti.
Le case di Cura private in quanto tali devono autofinanziarsi. Stop alle convenzioni. Troppo facile fare il “privato” con i soldi pubblici.
I medici che decidono di lavorare nel pubblico accettano l’esclusività del rapporto. Stop al doppio o triplo lavoro, pubblico-studio- casa di cura privata, che ha come conseguenza cattive prestazioni pubbliche e lunghe liste d’attesa.Eliminazione dei medici specialisti convenzionati negli ambulatori pubblici. Costano quasi il doppio del dirigente medico dipendente. Con il costo di due medici specialisti convenzionati si assumono tre medici dipendenti con rapporto esclusivo di lavoro. Visite migliori, miglior controllo, riduzione tempi d’attesa.Stop ai balzelli sulle tasche dei lavoratori. Il medico di base è pagato per garantire lo stato di salute dei suoi pazienti. Non può quindi chiedere ulteriori somme per le certificazioni, siano essere sportive, di invalidità o assicurative. Essendo il medico prescelto, spetta a lui attestare lo stato di salute del cittadino.