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Potere al popolo: così la lista di Viola Carofalo può scompaginare il voto

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Fonte: Lettera43

di PEPPINO CALDAROLA

La sinistra dovrà fare i conti con un movimento dal basso molto radicale come è accaduto in Spagna, Francia e Grecia.

Tenete d’occhio questa Viola Carofalo, ricercatrice napoletana con i suoi studi su Barthes, Cassirer e monografia su Frantz Fanon, che è a capo, “portavoce” dice lei, seguendo la moda, di Potere al popolo, la lista più a sinistra di questa campagna elettorale. Tenetela d’occhio perché leggendo le sue cose, e soprattutto l’intervista rilasciata a Fanpage.it, si scopre il salto di qualità del radicalismo di sinistra italiano. Non riassumo le sue tesi che sono quelle ispirate al grande tema delle ragioni di “potere” che hanno creato le diseguaglianze e che portano all’indicare nel “sistema”, dicesi “capitalismo”, la fonte dei nostri guai.

SPOSATE LE TESI DELLA SINISTRA ANGLO-AMERICANA. Con maggiore sincerità di altri protagonisti più noti della sinistra, questa giovane donna impegnata da gran tempo sul sociale assieme a centinaia di altri attivisti, e espressione diretta del gruppo “Je so’ pazz” di Napoli, sposa le tesi assai diffuse nella sinistra anglo-americana. Questo nuovo radicalismo non è tardo-rivoluzionario, non assomiglia neppure a Rifondazione, anche se nel rassemblement di Potere al popolo molte schegge di quel partito sono confluite. Il tema centrale è concentrato nell’analisi delle discriminazioni sociali, nell’identificazione della loro natura sistemica e nel lavoro di base che dovrebbe portare a costruire forme di resistenza là dove vi è sofferenza. Niente in comune con il populismo, di destra o di sinistra.

Chi sta a sinistra può scoprire che la parte più radicale che la rappresenta non è solo quella del “no” alla riforma della Costituzione ma quella del “no” alla “non” attuazione della Costituzione nei suoi contenuti sociali

Questa lista, che ha pochi mesi di vita, rifiuta accordi con altri partiti e soprattutto con LeU, perché in questo partito, dice la Carofalo, ci sono leader del centrosinistra che hanno portato avanti scelte economiche che il nuovo raggruppamento critica ab origine. Insomma, anche per Potere al popolo, la storia comincia con loro, malgrado alcune vecchie cariatidi ex Rrifondazione che affollano le loro fila. Tuttavia non è questo il punto che mi interessa portare alla discussione.

UN MOTO CARSICO DI IDEE RADICALI. Non sopporto i veti sulle persone, le persone cambiano e anche le loro scelte politiche possono cambiare se poggiate su una vera riflessione critica sul proprio passato. Mi interessa di più segnalare un fenomeno carsico, che probabilmente non esploderà il 4 marzo, scrivo “probabilmente”, ma che segnala l’esistenza e la diffusione a sinistra di centinaia di associazioni che tendono a federarsi e che fanno lavoro in mezzo al popolo con metodi non violenti e con pezzi di programma, ad esempio il lavoro ai giovani entro progetti di salvaguardia del territorio, che non sono irrealizzabili. Carofalo potrebbe essere, grazie solo al passaparola, una “sorpresa” del voto del 4 marzo. Potrebbe invece scomparire con i suoi compagni nei pulviscoli delle formazioni del ‘poco per cento’. Tuttavia chi sta a sinistra può scoprire che la parte più radicale che la rappresenta non è solo quella del “no” alla riforma della Costituzione ma quella del “no” alla “non” attuazione della Costituzione nei suoi contenuti sociali.

Tralasciamo per ora Viola e i suoi compagni e compagne. Dopo il voto il tema della sinistra – che cosa è, quali contenuti ha, dove lavora – si porrà drammaticamente sia nell’ipotesi di un governo interamente di destra, sia in quella sciagurata di una compartecipazione subalterna a un governo con i 5 Stelle, sia nella probabile nascita di un governo di coalizione, più o meno larga. Ciascuna di queste coalizioni muta la natura della sinistra. Nel primo caso la deve spingere a una comune riflessione sull’enormità della sconfitta e sulla necessità di proporre al Paese non l’inseguimento della cultura di destra (meno Minniti, insomma) ma la ricerca di una nuova radicalità, e qui la Carofalo potrebbe dare suggerimenti, diciamo così. Nelle altre due ipotesi la divisione fra una sinistra, per così dire, dell’establishment e una sinistra di movimento si porrà con grande forza. Per chiarezza è sinistra da establishment anche quella che eventualmente, spaccando Leu, governerà con gli oxfordiani di Di Maio.

LA RASSEGNAZIONE VOTA IL CAV, LA PROTESTA M5S. A quel punto potrebbe accadere in Italia quel che è accaduto in Spagna, Francia, Grecia e cioè che la sinistra, che ha eletto tutti i suoi leader o quasi e tutti i portaborse dei leader, dovrà fare i conti con un movimento dal basso molto radicale. Mille Viole Carofalo li assedieranno. Quello che la sinistra tutta non ha capito è che nel Mezzogiorno convivono rassegnazione, che va con Berlusconi, e rivolta che va con Di Maio. Può essere che la rivolta non diventerà, come in alcuni momenti del passato, un’esplosione selvaggia ma la ricerca di un soggetto destabilizzante. Se non hai un lavoro, se non ti puoi curare, se vieni pagato in nero oppure, come si comincia a fare, se vieni pagato in chiaro ma una settimana dopo devi portare di nascosto al padrone alcune centinaia di euro in restituzione della somma ricevuta, è facile che venga in mente di fare una rivoluzione.

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