Nella primavera del 2026 si svolgerà il Referendum Confermativo sulla legge “Nordio”, cioè sulla legge costituzionale del Governo Meloni che fa cambiato le regole interne alla magistratura. Noi di Potere al Popolo votiamo e invitiamo a votare NO per queste ragioni:

1) Questa non è una riforma della giustizia, ma solamente un cambiamento nel sistema di carriere e autogoverno della magistratura. Noi riteniamo necessario che in Italia si garantiscano effettivi diritti alle persone, in primo luogo alla grande maggioranza che non può permettersi di spendere montagne di soldi per accedere alla giustizia o per avere giustizia. Questo significa cambiare le leggi che puniscono i migranti, i poveri, i lavoratori, questo significa abolire i decreti sicurezza e la Bossi Fini. Questo significa investire risorse per permettere l’accesso gratuito ai tribunali di chi denuncia sfruttamento e violenze per le persone e devastazione per l’ambiente. Questo significa applicare l’articolo 3 della Costituzione per rimuovere quella giustizia debole coi forti e forte coi deboli che si sta affermando nei fatti. La legge Nordio non fa nulla di tutto questo, chiunque la presenti come una riforma della giustizia imbroglia.

2)   Il risultato più esaltato della legge Nordio è la separazione delle carriere tra i magistrati che fanno le indagini, i pubblici ministeri, e i magistrati che emettono le sentenze, i giudici. Come al solito quando in Italia si fa una “riforma” si annuncia: facciamo come gli Stati Uniti. Questo americanismo nella giustizia sicuramente non porta nulla di buono, visto che se c’è al mondo una giustizia di classe dove decidono i soldi, è quella degli USA. In concreto la separazione delle carriere in Italia a riguarda poche decine di magistrati su migliaia, perché allora tanto clamore? Perché con la separazione in proprio sistema dei pubblici mi isteri, questi diventerebbero dei super poliziotti. E alla fine sarebbero sicuramente soggetti al controllo del potere politico e di quello economico ad esso collegato. Non è vero? E allora perché tutti gli esponenti di governo che esaltano la legge Nordio partono dalle presunte “persecuzioni” che avrebbero subìto Berlusconi e i politici, dalla bocciatura del Ponte sullo Stretto da parte della Corte dei Conti, dalle indagini della magistratura sul Sistema Milano?  È proprio la propaganda a favore della Legge Nordio a chiarire le reali intenzioni di chi l’ha voluta e cioè sottoporre la magistratura al potere politico in modo che non osi disturbare il manovratore.

3)    Ancora più grave sul piano della democrazia è l’eliminazione del diritto dei magistrati a eleggere liberamente i propri rappresentanti nel CSM. D’ora in poi i rappresentanti dei magistrati negli organi di autogoverno sarebbero estratti a sorte e non più eletti. Solo il corporativismo fascista, per il quale nessuna forma di democrazia è ammessa nelle strutture delle Stato, può dare origine ad una tale controriforma, non solo nemica delle libertà dei magistrati, ma di quelle di tutti. L’elezione del CSM è stata una conquista della stagione delle grandi riforme democratiche degli anni sessanta e settanta. L’abolizione del diritto al voto per i magistrati fa parte del modello aziendalista con cui si distrugge la democrazia. In più nel CSM resterebbe la quota di membri di nomina politica. Quindi la politica ufficiale potrebbe inserire i suoi esponenti nel CSM, mentre ai magistrati sarebbe vietato scegliere democraticamente i propri rappresentanti. Una ulteriore subordinazione della giustizia agli interessi di chi comanda.

4) Il governo Meloni, il mondo politico e mediatico berlusconiano, liberali e centristi anche del PD, sono a favore della legge Nordio. Per essi questa legge è parte di un pacchetto di controriforme neoliberali che vorrebbero smantellare ciò che resta della Costituzione antifascista. L’autonomia differenziata, il premierato, leggi elettorali sempre più truffaldine, norme da stato di polizia, sono tutte parte un sistema autoritario che il Governo Meloni vuole imporre nel nome della libertà d‘impresa e dell’arbitrio del potere politico. Per questo la magistratura va posta sotto controllo, così come ogni potere indipendente dal palazzo e dal sistema degli affari.

Il nostro NO alla controriforma Nordio del Governo Meloni è coerente con quello del 2016 alla controriforma costituzionale del Governo Renzi, ma non ha nulla a che fare con qualsiasi forma di giustizialismo “legge e ordine”.  Noi non difendiamo la magistratura, ma la libertà popolare contro ogni potere autoritario che voglia imporre i privilegi dei potenti e dei ricchi.

Con questa impostazione la nostra campagna per il NO sarà contro la destra e indipendente dal campo largo, nel nome dell’eguaglianza sociale e di quella dei diritti.